Bacheca interviene in merito al Castello di Santa Severa.

Il Castello di Santa Severa
Il Castello di Santa Severa

SANTA MARINELLA – “Passata la festa, gabbato lo Santo”. E’ un detto che viene citato quando si fa riferimento ad un evento che si è tenuto e che il giorno dopo non interessa più a nessuno. E’ un po’ la storia del castello di Santa Severa che questa estate, grazie all’impegno del Comitato per la Difesa del Castello, è stato aperto al pubblico dopo dieci anni di chiusura dei cancelli, per poi essere rientrato nel dimenticatoio. Purtroppo l’evento non ha dato dei risultati eccezionali in quanto, il tempo per poter visitare il maniero, era di appena due ore al giorno. Non era difficile notare lunghe fila di visitatori attendere il loro turno per vedere le antiche stanze del bene storico, molti di loro avevano addirittura rinunciato perché i tempi di attesa erano biblici. C’è chi ha protestato anche perchè, per entrare nel castello, si doveva attendere le cinque del pomeriggio, ora in cui le visite guidate prendevano il via. “Chiaramente un esperimento positivo visto come stavano prima le cose e cioè che il maniero era sprangato da una decina di anni – dice il sindaco Bacheca – ma all’atto pratico un uso molto limitato del castello che merita certamente molta più attenzione da parte della Regione Lazio. Per far muovere il presidente Zingaretti c’è voluto tutto il peso politico del Comitato per la Difesa del Castello e nonostante ciò ci ha concesso appena due ore al giorno per le visite. In effetti si possono contare ben pochi visitatori rispetto a quello che può dare una testimonianza storica di quel livello. Comunque, quando sono andato ad Assisi ho incontrato il Presidente Zingaretti e abbiamo parlato del castello. Mi ha promesso che va accatastato il sito e poi parleremo della sua gestione. Sinceramente mi auguro che decida di darla a noi perché solo chi è sul territorio può conoscere bene quali sono le necessità del castello”.