Rappresentazione di oggetti telematici caotici

I siti istituzionali dei comuni del nostro comprensorio rendono più agevole l’accesso alle informazioni e ai servizi che gli enti locali mettono a disposizione dei cittadini? A fronte del recente rinnovo del portale comunale di Santa Marinella e delle polemiche sorte sui social networks riguardo all’accessibilità alle informazioni, analizziamo l’offerta del comprensorio.

Ormai possiamo dire che Internet ha una diffusione capillare a livello globale e che praticamente non c’è azienda, privato o ente che non usi in maniera costante e massiccia, giornalmente, questo strumento per accedere a informazioni o per scambiare dati di qualsivoglia livello, ordine e grado. Questa realtà ha obbligato anche la Pubblica Amministrazione a dotarsi di strumenti che permettessero di fornire accesso a tutte le informazioni necessarie al rapporto tra i cittadini con essa. Le polemiche sulla qualità, fruibilità, quantità e trasparenza di questo materiale on-line sono sempre esistite e in vent’anni di diffusione di massa di Internet non sono mai scemate, ma anzi si sono via via rafforzate, entrando a far parte del dibattito pubblico.

Chi oggi non trova più pratico scaricare moduli, guide e informative direttamente dal sito istituzionale del proprio ente di riferimento, anziché recarsi in orari di ricevimento (spesso limitati e scomodi) per sentirsi consegnare a mano lo stesso materiale?

Nell’era del tablet, poi, la difficoltà maggiore è soddisfare anche la crescente necessità di informazioni che le persone hanno e la rapidità di soddisfazione di tale necessità: chiunque con uno strumento mobile, oggi, può assicurarsi se sul sito istituzionale siano resi fruibili documenti e materiali indispensabili agli adempimenti richiesti.

Sull’argomento “sito istituzionale” ci sarebbe da dire parecchio, sotto molti punti di vista, ma bisogna partire da alcuni elementi fondamentali: alcune scelte operate per la realizzazione e la gestione di tali portali d’informazione fanno i conti con una normativa che, nel tentativo di dare garanzie di accessibilità, limita fortemente alcune scelte stilistiche. A questi limiti (che a ben vedere tali non sono), si aggiungono questioni di natura economica nazionale che hanno cambiato molto i rapporti tra la P.A. e i cittadini.

La “spending review”.

Denaro al ventoUna delle prime questioni che bisogna sempre tenere a mente quando si parla di enti locali è l’introduzione da parte del Governo Monti della così detta “spending review” (in inglese è semplicemente la revisione della spesa pubblica, cioè la razionalizzazione dei costi della P.A.): in buona sostanza lo scopo è di far spendere agli enti locali meno denaro possibile per far quadrare i conti dello Stato centrale. Meno si spende, meglio è: questo il motto montiano. Il risultato è ben noto: molti comuni si sono ritrovati a non poter effettuare investimenti a medio-lungo termine per poter far quadrare i conti e, pur avendo fondi in cassa, sono stati costretti a non spenderli. Ovvio che per quadrare il cerchio, alcuni servizi, importanti, ma pur sempre ritenibili secondari, abbiano subito dei tagli ingenti. Queste regole imposte dall’alto hanno avuto ripercussioni sul corretto funzionamento di tutti gli enti locali, che ovviamente, hanno operato scelte in tal senso, cercando di risparmiare il più possibile, con risultati alterni.

L’accessibilità, questa sconosciuta…

Sull’argomento accessibilità andrebbe aperta una piccola parentesi. Nella maggior parte dei casi, le persone sono convinte che con questo termine s’intenda la possibilità di avere accesso a tutta la documentazione del proprio comune, in particolar modo alle delibere e alle circolari. In realtà, nella mente del legislatore, s’intende la possibilità di dare accesso a qualsiasi genere di informazione pubblica, a tutti i cittadini, soprattutto nell’ottica di dare accesso a tale materiale a chi soffre di disabilità. In buona sostanza un sito istituzionale deve essere realizzato tecnicamente per dare accesso ai contenuti anche a chi ha gravi problemi di vista, di udito e a chi non può usare il proprio corpo in maniera autonoma o “normale”.

Ovviamente la maggior parte delle persone non riesce a comprendere come una persona sordomuta possa avere difficoltà ad accedere ad informazioni pubblicate su un sito istituzionale, ma basta fare l’esempio di un video o di un brano audio per far comprendere come chi ha tali problemi dalla nascita sia impossibilitata a fruire di tale materiale se non è stata prevista, magari, una banale trascrizione testuale in calce all’oggetto multimediale: quindi l’accessibilità è in realtà principalmente rivolta all’utenza diversamente abile, e non necessariamente della generica divulgazione dei documenti.

La giurisprudenza vigente parte dal concetto di base che l’uso di standard informatici consolidati sia preferibile e che quindi non tutte le tecnologie vanno bene per realizzare un sito internet: il linguaggio HTML usato per scrivere il codice sorgente delle pagine dovrebbe essere di tipo “Strict” cioè “Ristretto”, formale, effettivamente conforme allo standard ufficiale proposto. Il sito poi, dovrebbe essere pensato, in primo luogo per i non vedenti e dunque “leggibile” ed “usabile” da un software di lettura digitale.

Tutto questo dovrebbe essere constantemente tenuto sotto controllo da personale preparato e specializzato che sappia eventualmente porre rimedio a difetti e problemi che nel tempo possono presentarsi.

La trasparenza istituzionale.

L’argomento più politicamente spinoso è ovviamente invece la trasparenza istituzionale: l’ente rende pubbliche tutte le decisioni prese per la collettività? Se sì, come?

Sono domande importanti che in alcuni casi rendono il sito di un Comune valido o solo “di facciata”: sicuramente avere tutti i numeri di telefono e gli orari degli uffici è importante, ma altrettanto importante è avere a disposizione le delibere, le circolari, i regolamenti e i bilanci.

Qui va spezzata una lancia a favore dei vari web master (cioè coloro che materialmente gestiscono questi strumenti o che ne coordinano la realizzazione) che comunemente… legano il carro dove si fermano i buoi. Cioè è evidente che l’impiegato non può pubblicare sul sito istituzione del materiale che non è in sua disponibilità o non può arbitrariamente arrogarsi il diritto di rendere pubblica qualsiasi informazione interna al Municipio, senza assumersene le proprie responsabilità civile e penali.

A questo punto, analizziamo la situazione attuale nel panorama locale a cominciare dall’ente a noi più prossimo, cioè proprio il Comune di Santa Marinella.

Comune di Santa Marinella

Lo stemma del Comune di Santa Marinella
Lo stemma del Comune di Santa Marinella

La prima cosa che si nota è l’avviso in alto a destra che segnala che il sito è in costruzione: quindi immaginiamo che col tempo le cose miglioreranno. Nel frattempo si fanno un po’ “le pulci” al nuovo sito internet che, sebbene non esteticamente accattivante (anzi), ha qualche pregio in più rispetto ai suoi predecessori.

La nuova piattaforma è la soluzione di e-Governament della Informit S.r.l., società di Roma che ha fornito lo stesso servizio anche ad un altro comune del nostro comprensorio, Ladispoli (infatti i due siti sono quasi identici).

Un’altra cosa che balza agli occhi di questo portale è il menu di pulsanti orizzontali in alto e la curiosità di averli numerati: una soluzione che alcuni software di lettura elettronica per non vedenti dovrebbero di sicuro trovare ottimale per permettere all’ascoltatore di ricordare e riconoscere le varie opzioni, anche se per chi non ha problemi di vista, la cosa sarà rimasta strana. Certo sarebbe stato interessante vedere replicata la cosa anche su tutti gli altri collegamenti importanti come ad esempio quelli presenti sulla colonna di sinistra. Il sistema è dotato di una pagina che spiega come usare il sito internet del comune in maniera accessibile per persone con difficoltà: il link alla guida si trova in calce al sito internet.

Curioso il nome scelto per il menu contenente i collegamenti per le pagine atte a soddisfare la trasparenza degli atti formali del Comune: “Palazzo di vetro”… A leggerlo si resta un po’ perplessi visto l’evidente assonanza con il concetto del palazzo del potere pieno di finestre e lontano e sordo alle esigenze dei cittadini… Il termine è ancora più curioso perché in realtà per “Palazzo di vetro” s’intende generalmente il palazzo sede del Segretariato delle Nazioni Unite a New York, così chiamato proprio perché è costituito da lunghe vetrate frontali che percorrono in larghezza tutti i piani dell’edificio e chi conosce il Municipio di Santa Marinella a stento tratterrà una risata, pensando al goffo edificio squadrato, color marroncino chiaro, nascosto dalle piante del giardino antistante.

All’interno di questa sezione si possono trovare documenti archiviati in formato PDF (soluzione che forse non è ottimale, ma è la più semplice da gestire all’interno degli uffici, dove basta lo scanner di un multifunzione per ottenere un documento non modificabile, firmato e distribuibile). L’archivio però non va più indietro del 2013 e questo, sinceramente non è un bene: almeno una raccolta completa di tutte le delibere della precedente giunta sarebbe auspicabile. Un’altra cosa che manca è il bilancio comunale separato dal resto dei documenti. Trattandosi di soldi pubblici e di trasparenza, sarebbe dovuta essere una delle principali informazioni messe a disposizione in maniera molto dettagliata. Ma non siamo “british” e quindi un po’ avremmo dovuto aspettarcelo.

Il sito vanta un tool per poter cambiare lingua: sfortunatamente non solo impiega Google Translate per compiere le traduzione, ma non funziona particolarmente bene. Cliccando sul pulsante della lingua greca lo strumento conduce ad una pagina del servizio di Mount View che specifica che la pagina… è già in italiano… Peccato, perché pur non conoscendo assolutamente la lingua di Platone, sarebbe stato curioso vedere il sito del Comune di Santa Marinella scritto in caratteri greci, anziché i classici caratteri latini. Non abbiamo provato a cliccare sul pulsante della lingua russa e non abbiamo dedicato tempo neanche alle altre…

Il sito non è “responsive”, cioè non ha una sua versione per dispositivi mobili, ma semplicemente si adatta alla dimensione dello schermo, costringendo ovviamente a usare lo zoom per ingrandire porzioni di testo nel tentativo di leggere qualcosa (1).

Altra nota negativa: il pulsante di validazione World Wide Web Consortium che attesterebbero che il sito è scritto con codice HTML conforme allo standard XHTML 1.0 Strict conducono invece alla pagina ufficiale del servizio di validazione, dove il sito non supera affatto il test, segnalando otto errori (non molti, ma comunque presenti).

Il risultato peggiore lo si ottiene facendo fare un’analisi della velocità con il servizio Google PageSpeed: dei siti testati è l’unico a dare come risultato 0 punti su 100, sia nella versione Desktop (i PC ordinari), sia nella versione Mobile (smarthphone e tablet) (2).

Alla fine il sito non ne esce proprio bene, ma è più leggibile rispetto alla precedente versione e speriamo che migliori costantemente nel corso delle prossime settimane: un sito internet non si realizza in un giorno e richiede molto tempo per essere ottimizzato, ma si spera che a breve gli sviluppatori mettano mano a questi che non sono proprio dei dettagli e che rendono ancora il prodotto lontano dall’essere ritenuto completato.

Città di Civitavecchia

Veduta aerea di Civitavecchia. Foto tratta da Wikipedia.
Veduta aerea di Civitavecchia. Foto tratta da Wikipedia.

La città più grande del nostro comprensorio, fondamentale perché dotata delle principali infrastrutture pubbliche del comprensorio come le sedi di AUSL, INPS, questura, Guardia di Finanza, tribunale, carcere, ma anche la sede e l’archivio del catasto demaniale e le sedi periferiche di Camera del Commercio e SIAE, dispone di un sito internet… spartano.

Difficile definirlo in maniera differente.

Impossibile bollarlo come “brutto”, perché, di fatto, privo di una sua forma estetica, al limite con la definizione di “sito d’epoca”, con il suo ricordare eccessivamente la semplicità e la banalità dei siti della fine degli anni ’90 del secolo scorso…

Archeologia telematica, con sprazzi di “web usability” vecchia di almeno quindici anni (quasi un’era geologica, per quanto concerne tutto ciò che ruota attorno ai computer).

Ciò nonostante il sito offre moltissime informazioni: il bilancio è pubblico (Programmazione e rendicontazione economico-finanziaria) ed è possibile scaricare in formato PDF i documenti dal 2009 al 2013. È presente una pagina dedicata a tutti i regolamenti comunali e una dedicata alle ordinanze che sono archiviate dal 2012 ad oggi. Curiosa la presenza di ben due motori di ricerca: uno gestito da Google e uno che effettua ricerche internamente solo ai documenti dell’URP (Ufficio Relazioni con il Pubblico).

In evidenza una campagna contro la pena di morte nel mondo.

Per il resto, anche questo sito pecca un po’ come il precedente: non passa (ma per poco) la validazione del suo codice XHTML 1.0 Strict; non ha una sua versione mobile, ma in compenso è decisamente molto più veloce a caricarsi (79/100 punti per il test di PageSpeed). A differenza di Santa Marinella, i civitavecchiesi hanno un sito in una sola lingua, l’italiano.

Anche Civitavecchia ha optato per una piattaforma proprietaria, in questo caso della Euromedia S.r.l. (altra azienda piuttosto nota nel settore per la produzione di soluzione per P.A. e grandi imprese, con un carnet di clienti piuttosto ampio).

Comune di Cerveteri
Il sito del Comune di Cerveteri ha delle caratteristiche molto differenti dal punto di vista tecnico rispetto ai primi due. Qui non si vantano validazioni a standard noti: il sito è realizzato nel nuovissimo HTML 5 ed è basato sulla piattaforma Plone. Il sito ha addirittura una pagina dedicata a questa scelta operativa. Plone è un CMS gratuito e Open Source (frase che per chi non sa di cosa si sta parlando resterà oscura e misteriosa…): per farla breve chi ha realizzato questo portale ha scaricato gratuitamente da Internet un applicativo per computer che gli ha permesso di installare il codice sorgente sul server senza dover conoscere nulla di programmazione di siti internet o di HTML.

Il sito non è molto veloce (48/100) e il suo codice HTML 5 non è conforme totalmente allo standard dichiarato (anche se va detto che la validazione di questa versione del linguaggio di mark-up è ancora sperimentale).

Per quanto riguarda la trasparenza, sono presenti i documenti per i bilanci del 2012 e del 2013, compresi i documenti programmatici del 2011 e 2012. Sono presenti sia lo statuto che tutti i regolamenti, mentre si fa difficoltà a trovare le delibere. Facilissimo da trovare invece un documento programmatico del Sindaco Pascucci su quel che vuorrebbe realizzare e su cosa ha fatto finora, ma delle delibere non sembra esserci traccia…

Il sito ha una sua versione mobile che però più che aiutare, peggiora sensibilmente la ricerca delle informazioni al suo interno, rendendo l’accesso alle varie aree piuttosto complesso.

Comune di Tolfa
La piccola località collinare ha un sito semplice e snello, in cui si da molta rilevanza alla trasparenza, sia con la pubblicazione dei bilanci e dei consuntivi, che con una sorta di portale dedicato internamente a tale argomento, o almeno così appare in base alla sua struttura. Peccato che oltre ai documenti del bilancio del 2014, non sia presente molto altro materiale e anche in questo caso non pare ci siano tracce delle delibere di giunta.

Il sito del Comune di Tolfa è realizzato in HTML 5 (ma neanche quest’ultimo supera l’esame di validazione); è veloce (72/100) ed ha una versione per dispositivi mobili, non eccezionale, ma completa. Il gestionale della NewtVision S.n.c. di Roma, dunque non se la cava tanto male: ovviamente l’assenza dei documenti è da attribuirsi agli organi amministrativi e politici e non certo all’azienda fornitrice del servizio.

Città di Ladispoli
Come già detto quest’ente comunale impiega per il proprio portale istituzionale gli stessi strumenti e gli stessi servizi del Comune di Santa Marinella e, sfortunatamente, bisogna ammettere che esteticamente i due portali sono terribilmente simili. A differenza del sito della Perla del Tirreno, però il sito della Città di Ladislao è quello che supera meglio di tutti il test di validazione XHTML 1.0 Strict con un solo errore!

A livello di documentazione prodotta, però, non è che qui si viaggi meglio che altrove: mancano le delibere, oppure sono particolarmente difficili da trovare, e sono presenti solo lo statuto, i regolamenti e alcuni recenti decreti. È presente un link esterno ad una pagina che sembra promettere delle dirette video dei consigli comunali, ma per ora conduce solo ad una pagina di errore.

Comune di Allumiere
La piccola località collinare ha un congruo piccolo sito internet. La cosa che salta subito agli occhi visitandolo è il corposo piede del sito dove tutte le sezioni e le aree principali sono facilmente identificabili e accessibili.

Sotto la voce “Amministrazione trasparente” è possibile individuare tutti i documenti: le delibere sono pubblicate in “Provvedimenti” e vanno dal 2010 sino al 2013 (mancano però tutti i documenti dell’anno in corso). È presente il bilancio del 2013 con il consuntivo del 2012 e quello di previsione per il 2014. Quindi probabilmente il sito non viene aggiornato dalle ultime elezioni amministrative che si sono svolte proprio l’anno scorso.

Il sito è stato realizzato da un nota azienda di Civitavecchia, CreativeWeb Studio. Anche in questo caso il codice XHTML 1.0 Strict non è completamento valido. Un altro difetto è la lentezza (34/100). Infine anche in questo caso non è presente una versione espressamente pensata per i dispositivi mobili, mentre è invece disponibile una versione solo testuale del sito.

Città di Tarquinia
Pur essendo la più prossima delle località della provincia di Viterbo, va annoverata anche la città delle tombe etrusche dipinte, se non altro perché a tutti gli effetti può dirsi facente parte del nostro comprensorio.

Tarquinia ha un sito internet che per certi versi ricorda molto quello del Comune di Allumiere (oppure è viceversa?). Il sito sfrutta dunque un fondo pagina con tutti i collegamenti alle sezioni fondamentali e permette quindi di trovare facilmente qualsiasi documento al suo interno.

A livello tecnico non brilla neanche questo sito: il CMS IsWeb di Internet Soluzioni dell’Aquila risulta abbastanza lento (38/100) ed è privo di una versione dedicata per dispositivi mobili e anche questo portale non supera il test di validazione dell’XHTML 1.0 Strict.

Per quanto riguarda la trasparenza c’è un albo pretorio online con un motore di ricerca, non immediato, ma molto dettagliato nelle opzioni di ricerca dei documenti, con tanto di nome del responsabile del servizio ed email interna. Questo strumento da solo, unito alla pubblicazione dei bilanci, compensa ampiamente qualsiasi altro difetto riscontrabile.

Conclusioni

Per quanto possa sembrare strano, non dovrebbe stupire che esistano tanti difetti nei siti di piccoli enti amministrativi come i comuni del nostro comprensorio: spesso ci sono idee confuse e non consolidate dell’uso che si dovrebbe fare di certi strumenti, visti più come un obbligo normativo che un utile strumento per la collettività. A questo si aggiunge la poca abitudine a cercare esempi di qualità a cui ispirarsi, come casi di eccellenza in Italia o all’estero.

Un riferimento importante nel nostro paese lo offre certamente il Premio eGov, giunto quest’anno alla sua decima edizione: i siti di P.A. iscritti vengono divisi per categoria e quest’anno, ad esempio, nella categoria dedicata alla trasparenza ha vinto il 1° Municipio Est di Genova, mentre quelli di Pisa e Rimini hanno vinto il premio nella categoria “Città e territori intelligenti”.

Forse la questione è che oltre alla volontà politica, servirebbe un indirizzo di massima di cosa si vorrebbe ottenere: non necessariamente il dover creare prodotti di alto design innovativo, ma quantomeno degli strumenti fortemente indirizzati alla fruibilità semplificata dei contenuti, alla completezza di questi e alla più ampia diffusione anche fuori dal territorio comunale (pensando alla pubblicizzazione commerciale, turistica e culturale del territorio, che però sarà argomento di un futuro articolo).

Claudio Lippi (*)

Per approfondire:

* Web Designer, illustratore, dal 2007 libero professionista, lavora nel settore dello sviluppo di siti web e della grafica pubblicitaria dal 2002 e dell’illustrazione dal 1997. Profilo pubblico: it.linkedin.com/in/claudiolippi/

** Tutte le immagini presenti in questo articolo sono royaly-free e distribuite liberamente dal sito Freeimages oppure sono tratte da Wikipedia.

Note:

  1. I siti internet sono stati visualizzati il 12 novembre 2014 tramite Firefox 32 su Mac OS X 10.10 e con Safari per iPhone 4S su iOS 8.3. Ritorna indietro
  2. Per visualizzare i siti internet è stata usata una connessione Telecom Business dopo aver effettuato uno speedtest con un picco di 16,1 Mb/s. Ritorna indietro