La farmacia comunale rischia di essere privatizzata.

La farmacia comunale
La farmacia comunale

La giunta Bacheca ha approvato una rimodulazione organizzativa della struttura comunale che ha ridotto gli incarichi dirigenziali, passando dagli attuali diciassette responsabili, a quindici unità e ha attribuito la funzione di coordinatore della macchina amministrativa al segretario comunale. “Da approfondite analisi – dice il consigliere di minoranza Andrea Bianchi – si evince che l’operazione, illustrata come una necessità di razionalizzazione della spesa e come un miglioramento dei settori amministrativi gestiti secondo specifiche competenze, appare come un trucco destinato ad accontentare gli amici degli amici. Inoltre, non si comprende l’accantonamento di figure stabili in pianta organica, a favore di elementi con contratto a tempo determinato, i cosiddetti articoli 110, forse perché più disponibili?”.

Il consigliere non condivide la scelta della maggioranza che, per raggiungere l’obiettivo della razionalizzazione dei servizi, ha proceduto all’accorpamento di alcuni di essi, cosa che Bianchi reputa discutibile poiché, in qualche caso, tali servizi non hanno nulla a che vedere l’uno con l’altro, vedi la fusione della gestione del personale col demanio e la farmacia. “Settori completamente diversi che vedranno la responsabile saltare da un problema all’altro, estranei tra loro, con il risultato di ritardare la risoluzione delle problematiche – continua l’esponente del Pd – alla faccia della razionalizzazione”. Le minoranze infatti danno grossa importanza alla farmacia comunale e temono che la razionalizzazione porti ad una dismissione della titolarietà della stessa o ad una cessione della gestione. “Non vorremmo che alcuni atti, che dimostrano un completo disinteresse verso il suo buon funzionamento e il rifiuto a connotare la stessa anche come punto di servizio sociale, nascondano l’intenzione a disfarsene al più presto – sottolinea Bianchi – non si spiega infatti il rifiuto a dotare la farmacia comunale del trasporto a domicilio di farmaci a persone con disagio sociale, oppure il rigetto all’adesione del progetto bonus bebè e farmacard della Regione Lazio e poi il non voler attuare l’orario continuato nei giorni feriali o non dispensare le persone con particolari patologie del pagamento dei farmaci di fascia C. L’importanza della presenza sul territorio di una farmacia comunale non può essere valutata con una semplice equazione macroeconomica, ma deve essere vista come un presidio che dovrebbe erogare servizi anche dal punto di vista sociale. Per non parlare poi delle professionalità formatesi in questi quattordici anni di attività che si troverebbero in situazioni difficili a cominciare dal direttore della farmacia che tanto ha dato al radicamento di questo servizio sul territorio”. “Per tutti questi motivi – conclude il consigliere di minoranza – mi impegnerò al massimo affinchè ciò non accada e mi farò promotore di una mozione e di un’interrogazione per obbligare il Sindaco e l’intero Consiglio Comunale a mettere in campo tutte quelle azioni che scongiurino l’evenienza della vendita della titolarietà o la cessione della dalla farmacia”.