Incendio al complesso residenziale” Triangolone”, tragedia sfiorata.

SANTA MARINELLA – Una persona ricoverata in codice rosso, quattro bambini e due donne sotto osservazione all’Ospedale S.Paolo di Civitavecchia, per un incendio che si è sviluppato ieri mattina alle 3,10 in un appartamento in via Etruria al residence “Il Triangolone”. Una vera e propria tragedia sfiorata, per l’imperizia di un condomino abitante all’appartamento n° 44, una persona che i vicini descrivono come particolarmente instabile che ieri notte, probabilmente per una candela accesa, ha causato un vastissimo incendio che praticamente ha distrutto l’abitazione in cui era in affitto e danneggiato le case confinanti. L’uomo, che al momento del fatto non era nelle condizioni di poter prendere una decisione, nonostante si fosse accorto che l’appartamento stava andando a fuoco, non riusciva a trovare una via di fuga. Fortunatamente, alcuni vicini, si sono accorti delle fiamme e sfondando la porta, insieme ai due Carabinieri del Comando Stazione di Civitavecchia Alligri e Costantini chiamati poco prima, sono entrati ed hanno trovato l’uomo riverso a terra esanime. Dopo averlo portato all’esterno gli hanno praticato subito la respirazione artificiale per poi essere trasportato con un’ambulanza del 118 all’ospedale di Civitavecchia e con lui quattro bambini che abitavano negli appartamenti vicini, con sintomi di asfissia dovuti al denso fumo nero che si è sprigionato a causa della presenza di materiale plastico bruciato. L’uomo è apparso subito molto grave tanto che è ricoverato in prognosi riservata al reparto di rianimazione dell’Ospedale di Civitavecchia con ustioni di secondo grado al volto, al collo e alle mani, ustioni di primo grado agli arti inferiori e grave inalazione di fumi tossici. Per lui è stato chiesto il trasferimento in un ospedale romano a causa dell’aggravamento delle sue condizioni. Ancora ricoverati al reparto di pediatria, tre dei quattro bambini coinvolti nell’incendio, mentre i due militi dell’Arma sono stati dimessi con una prognosi di sei giorni. Se è ancora vivo, comunque, G.C. lo deve a cinque persone, a Marco Lipparelli, a Ilie Tata e a Mario Urciuolu che, con i Carabinieri Alligri e Costantini hanno compiuto il gesto eroico di lanciarsi tra le fiamme e di portarlo fuori praticamente in fin di vita. “Infatti a noi sembrava morto quando siamo entrati in casa – raccontano i soccorritori – invece quando ci siamo trovati fuori abbiamo notato che ancora respirava seppur con affanno”. Ilie ha tre bambini, Marco uno ma, nonostante ciò, non hanno esitato neppure un attimo per gettarsi, con i due Carabinieri tra il fumo denso e il fuoco per salvare il quarantaquattrenne pensionato, da tempo in assistenza ai servizi sociali. “Sapevamo che non aveva ne corrente ne gas – affermano i tre inquilini – e che utilizzava le candele. Probabilmente non si deve essere accorto che questa è caduta e che ha appicciato le fiamme. Solo quando il fuoco aveva invaso l’appartamento ha cercato di sfondare una porta finestra. Non deve esserci riuscito perché noi lo abbiamo trovato esanime li vicino”. Subito dopo sono giunti i vigili del fuoco e una pattuglia della stazione dei Carabinieri di Santa Marinella.