“Comitato 2 Ottobre” preoccupazione su gestione idrogeologica del comune.

VIA DELLE COLONIE
VIA DELLE COLONIE

SANTA MARINELLA – Il “Comitato 2 ottobre”, nato all’indomani della tragica alluvione del 1981 e particolarmente sensibile alla tematica ambientale, ha colto l’occasione del convegno organizzato dal Gar tenutosi nella sala Flaminia Odescalchi, per esprimere preoccupazione su come viene fatta la gestione idrogeologica del territorio comunale. “Nonostante le nostre richieste di chiarimento, ampiamente documentate in un dossier sulla situazione idraulica conseguente ai lavori di via delle Colonie – affermano gli esponenti del Comitato – non sono pervenute risposte né dai tecnici né dagli amministratori. Il Fosso delle Vignacce, per lo più tombato, riceve in caso di pioggia tutte le acque meteoriche di via IV Novembre e via delle Colonie. Malgrado i lavori ancora in corso per l’allargamento della sezione del fosso in corrispondenza del sottopasso pedonale, essa risulta gravemente insufficiente. Bastano dieci minuti di pioggia sostenuta per allagare il sottopasso e l’intera via Novembre, cementificata negli ultimi anni oltre ogni ragionevole logica e a dispetto di ogni regolamento come l’assenza dei marciapiedi e dei parcheggi, la mancanza di giardini, le uscite dei garage, i balconi sulla strada e l’insufficienza del sistema fognario”. “A questi si aggiungono i lavori di raddoppio di via delle Colonie che, allargando la superficie cementificata, aumentano l’afflusso di acque meteoriche nel fosso delle Vignacce – continuano i responsabili del Comitato 2 Ottobre – nella progettazione dei recenti lavori stradali si è tenuto conto della situazione idraulica? Per tecnici ed assessori questa domanda, ancorché documentata, non è stata degna di alcuna risposta. Il comitato si è costituito per sensibilizzare amministratori e cittadini sul tema della fragilità idrogeologica del nostro territorio, sulla necessità di pianificare ogni intervento urbano nella consapevolezza di questa fragilità, sull’importanza di gestire i fossi a monte, oltre che a valle, non solo impedendo nuove costruzioni, ma prevedendo rimboschimenti e aree permeabili di esondazione”. “A fronte dei terribili dati storici sulle alluvioni, compresa quella recentissima del 27 novembre – conclude il Comitato – alla luce dei cambiamenti meteo climatici, la gestione del territorio a Santa Marinella non sembra mutata. L’attenzione al rischio idraulico sembra completamente assente e, al di là di interventi di buon senso come lo sfalcio dei cespugli e dei canneti e la pulizia dei fossi dai rifiuti ingombranti su cui  l’amministrazione comunale ha recentemente investito 50 mila euro, mentre altri 100 mila euro saranno stanziati per risarcire i danni, non assurge a criterio base di pianificazione urbana”.