Lettera al Direttore: le dichiarazioni del PD sono fuori da schemi di apprezzabile logica.

Il Professor Luciano Pranzetti
Il Professor Luciano Pranzetti

Caro Direttore:nel leggere le argomentazioni che il PD locale, relativamente al caso del presunto abusivo manufatto di largo Baden Powell (Via delle Colonìe), ha sfoderato col sostenere la richiesta di dimissioni del sindaco Bacheca, mi son viepiù convinto che la caratura della contesa politica, suscitata dallo stesso PD, è di scarso o nullo pregio vivendo, come in appresso dimostrerò, di estemporanea e pretestuosa caratterialità, fuori da schemi di apprezzabile logica. Certamente, Bacheca non ha bisogno del mio patrocinio più che sufficiente essendo la sua risposta, argomentata e chiara, affidata alla stampa. Mi permetto, tuttavia, come cittadino ed elettore, di esprimere una mia valutazione sulla menzionata vicenda del capannone.

I responsabili del PD, che han dato fuoco alle polveri della polemica, non realizzano che tutta la scena, che non presenta per niente affatto la connotazione di interesse privato (?) in atti di ufficio, rischia di smontare un sistema, quello del VOLONTARIATO, per il quale il sindaco si è reso disposto ad una deliberazione che permette alle tante e benemerite associazioni di allogarsi decentemente onde dedicarsi, con piena efficienza, per un còmpito di cui la cittadinanza è totalmente riconoscente. Del che tutti, tanto per porre un esempio, siamo stati testimonî in questa lunga stagione di maltempo. Paragonare siffatto passaggio burocratico per un delitto urbanistico non è solo miopìa politica ma soprattutto azione autolesionista, un vero autogol.

Senza tacere che, spesso, camminando sul filo del codice, un’azione giusta può diventare ingiusta oltre che ridicola tanto che il diritto romano afferma che “summum jus summa injuria”, cioè: l’applicazione rigida, astratta e priva di duttilità della legge diventa azione sommamente ingiusta, sicché nel caso di condanna con conseguente sfratto delle predette associazioni, i cittadini, in caso di emergenze meteorologiche, sanitarie, condominiali ecc., potranno chiedere soccorso ed aiuto al PD e ai querelanti.

E poi, caro Direttore, scorgo in questa diatriba, un che di largamente ipocrito dacché proprio il PD, partito di governo, tace e sorvola su numerosi casi di illeciti varî, compreso l’abusivismo edilizio – vedi l’ex ministro Visco e il “dammuso” di Pantelleria – in cui son coinvolti suoi esponenti, e non dico solo locali – comuni, province, regioni – ma di ruolo nazionale, ministri e sottosegretarî a favor dei quali il Renzi fa melina, glissando se non ignorando scientemente.

Il metodo, questo, di “un peso e due misure” (mantenga, Direttore, questa dicitura che è quella corretta) secondo cui taluni reati, ascritti a una parte – PD, SEL, M5S – non hanno peso e consistenza tale da determinare il licenziamento dei soggetti indagati, mentre quando tràttasi degli altri – Lega, FI, FdI – NCD – tutto entra nel solco della moralità più rigorosa e calvinista, alla faccia del garantismo costituzionale. Insomma: la pagliuzza nell’occhio altrui e la trave nel proprio.

E, poi, una considerazione che pongo a chiusura di questa mia, considerazione che riassume, nella sua eminenza logica, morale, politica il precedente discorso, e cioè:

il PD è l’acronimo di “Partito Democratico” vale a dire, Partito che fa della democrazia l’essenza e la natura del proprio essere. Ora, tra le categorìe della democrazia primeggia la “ sovranità popolare” con che si indica l’intero corpo civile che, come tale, detiene il potere che vien delegato, per necessità contingenti di gestione, ai suoi rappresentanti eletti in canoniche e debite votazioni.

Mi chiedo, allora: perché il PD locale chiede le dimissioni di un sindaco, pur destinatario di un avviso di garanzia, ma “liberamente” eletto con voto popolare, secondo norme e leggi cementate nella democrazia e, tuttavia, tace, come se tutto fosse normale, su un Presidente del Consiglio – anzi su tre Presidenti, considerati i Monti e i Letta – che non hanno subito le forche caudine delle votazioni, cioè il giudizio del popolo sovrano, ma sono stati imposti “dall’alto” con manovre decisamente prevaricatorie e antidemocratiche per mano e decreto di un Quirinale PD?

Cordialmente

Santa Marinella 27 marzo 2015                                   Prof. Luciano Pranzetti