Ingrid Bergman a Santa Marinella: mostra fotografica per il centenario A Roma esposte 30 foto dell'attrice ambientate nella nostra città

La locandina della mostra fotografica
La locandina della mostra fotografica

In occasione del centenario della nascita dell’attrice Ingrid Bergman, nata a Stoccolma il 29 agosto 1915 e per molti anni cittadina di Santa Marinella insieme al marito Roberto Rossellini dove risiedeva in una villa nei pressi del Bar Aurelia, l’associazione culturale Santa Marinella Viva, in collaborazione con il Nordic Film Fest e il giornalista Rosario Tronnolone, ha organizzato una mostra fotografica nella Casa del Cinema di Roma che aprirà l’8 aprile per chiudersi il 23 maggio. L’evento è Patrocinato da Roma Capitale, dalla Regione Lazio, dal Comune di Santa Marinella, dalla Casa del Cinema e dal Progetto Cultura Zetema Villa Borghese. Il programma di mercoledì prevede alle 15.30 al teatro della Casa del Cinema la proiezione del film Stromboli, con Ingrid Bergman per la regia di Roberto Rossellini, alle 17 l’inaugurazione della Mostra.

A seguire una performance dell’attore Alessandro Parise con una lettura sullo sguardo del regista Bergman sul cinema e su alcuni stralci de “Il posto delle fragole” e “Il settimo sigillo”. La mostra fotografica propone 30 immagini di Ingrid Bergman a Santa Marinella nelle estati degli anni ‘50, che raccontano una donna felice insieme ai suoi figli e ad attori di lustro quali Gregory Peck, Alberto Sordi, Rock Hudson, nelle quali l’attrice appare in tutta la sua semplicità e naturalezza. La mostra sarà arricchita da alcuni dipinti della pittrice Ombretta Del Monte di Civitavecchia e da alcuni abiti ispiranti all’attrice realizzati dai costumisti di Santa Marinella Anna Rotella, Teresa Venuto e Stefano Gagliano. Un’attrice dalla carriera per molti versi unica nel panorama cinematografico del ventesimo secolo, la Bergman, tesa a confrontarsi con le poetiche più originali e dissonanti della sua epoca. Scoperta nella nativa Svezia da Gustaf Molander, si trasferì ben presto a Hollywood dove lavorò con Curtiz, Cukor, Milestone e Fleming, e fu musa ispiratrice di Alfred Hitchcock. Se l’incontro con Rossellini e il successivo viaggio in Italia suscitarono tanto scalpore, fu perché ci si era lasciati rassicurare dalla luminosa serenità dei suoi sorrisi e non si era stati capaci di leggere tra i fotogrammi dei finali dei suoi film più famosi Intermezzo, Casablanca, Per chi suona la campana e Notorious, l’immagine reiterata di una donna in partenza, di una donna in fuga, tesa ad un inarrestabile ricominciare. Anche Rossellini la utilizza come testimone di una alterità e sottolinea l’estraneità della profuga nell’isola vulcanica, della moglie del diplomatico nei caseggiati della periferia romana, della turista inglese nel meridione d’Italia, della voce recitante nell’opera musicale. Il ritorno al cinema internazionale la vede impegnata con registi come Renoir, Donen, Lumet e Minnelli, fino all’ultimo film girato con il connazionale e omonimo Bergman, malinconica sonata a due voci che si chiude con un monologo rivolto ai contorni sfumati del suo viso riflesso nel finestrino dell’ennesimo treno.