Molta confusione e tante chiacchiere, la vertità verrà a galla.

SANTA MARINELLA – Si è protratto per oltre quattro ore, l’interrogatorio dei cinque indagati, per la vicenda della casa famiglia Il Monello Mare. I responsabili della struttura e i collaboratori, sono entrati in Tribunale intorno alle 12 con il loro avvocato Vincenzo Dionisi e dopo aver risposto alle domande del Gip Chiara Gallo, sono usciti intorno alle 16,30 accompagnati sempre dal loro legale. Non è dato sapere ufficialmente cosa abbiano detto i gestori della struttura protetta al Giudice per le Indagini Preliminari, ma le dichiarazioni dell’avvocato Dionisi rilasciate a fine interrogatorio sono esplicite. Al termine dell’incontro, inoltre, il legale del dottor Fabio Tofi ha presentato al giudice la richiesta di revoca del provvedimento restrittivo degli arresti domiciliari, ma su questa tematica la dottoressa Gallo si è riservata la facoltà di dare una risposta nei prossimi giorni, forse oggi stesso.

 

Sono invece liberi di muoversi, i collaboratori del gestore della struttura, che hanno il solo divieto di frequentare la casa famiglia di via Raffaello. “I miei assistiti hanno risposto a tutte le domande ed hanno prodotto documenti che attestano che in effetti tutta questa vicenda nasce dal risentimento che avevano queste persone nei confronti del dottor Tofi – dice l’avvocato Dionisi – io la reputo una vera e propria vendetta messa in atto nei suoi confronti”. In merito alle perquisizioni effettuate nella casa del dottor Tofi e nella struttura di via Raffaello e sull’esistenza di filmati che inchiodano gli imputati l’avvocato precisa “da quello che sappiamo sembra non essere emerso nulla, anche perché non c’era nulla da nascondere. I medicinali infatti erano stati consentiti e autorizzati. Non ci sono filmati che attestano la violenza sessuale ma solo dichiarazioni di una ragazza che dice di essere stata spiata mentre stava facendo la doccia. Un filmato fatto con il telefonino c’è, ma riguarda una situazione molto particolare di una giovane che aveva dato in escandescenze e che aveva in mano un coltello. In quei frangenti pericolosi per gli ospiti e per lo stesso dottor Tofi, si è dovuti intervenire in modo brusco”. Però ho notato che finalmente si sta rompendo quel muro di omertà che si era creato al momento dell’intervento della Polizia di Stato. Un paio di testimoni hanno raccontato due fatti gravi accaduti e che riguardano il dottor Tofi. Una testimone racconta che una delle ragazze, un paio di volte, ha messo nella tazza del caffe del dottor Tofi dei psicofarmaci o della droga. Un’altra invece aveva dato mandato ad un soggetto esterno la struttura di avvicinare il dottor Tofi per sfregiarlo. Questi sono tutti fatti accaduti nel primo semestre del 2014 e che il dottor Tofi aveva denunciato al Tribunale dei Minorenni dicendo che, pur di scappare, queste giovani si inventavano delle storie. Tutti questi fatti sono dichiarati in una relazione che Tofi ha mandato al Tribunale dei Minori di Roma e che noi abbiamo consegnato alla dottoressa Chiara Gallo”. L’Avvocato ricorda che la struttura soggiaceva ai controlli della Asl, dei Carabinieri e dalla Procura presso il Tribunale dei Minori. “Questi signori venivano all’improvviso nella casa famiglia – racconta il legale – e facevano una specie di ispezione. Mai sono state riscontrate delle anomalie. Mi sembra strano che gli inquirenti non siano andati a verificare i fascicoli consegnati dal dottor Tofi al Tribunale dei Minori”. L’avvocato Dionisi spiega anche la vicenda dei medicinali presenti nella struttura. “I medicinali venivano utilizzati solo dopo un piano terapeutico autorizzato dal medico che aveva in cura i ragazzi. Nessuno veniva forzato a prendere le medicine ed infatti spesso gli operatori trovavano i farmaci in terra sotto il letto perché, quando gli operatori andavano via, i giovani li gettavano”. Sulla questione dei cibi scaduti il legale risponde “I cibi scaduti non erano per gli ospiti, ma venivano messi da parte perché a scadenze brevi veniva una persona conosciuta che aveva dei maiali e glieli consegnava. Come potevano dare cibi scaduti se anche gli operatori pranzano e cenano con i ragazzi?”. Secondo il legale quindi i suoi assistiti non hanno responsabilità particolari mentre denuncia una vera e propria congiura nei confronti del dottor Fabio Tofi.