“Non è vero nulla, io ci sono stata” parla una ragazza

La villa sede della casa-famiglia Monello Mare
La villa sede della casa-famiglia Monello Mare

SANTA MARINELLA – “Non è vero che in quella casa famiglia succedevano tutte quelle cose, perché io ci sono stata per sette anni e non ho assolutamente visto scene di violenza, di maltrattamenti o di atti sessuali”. A dichiararlo al nostro giornale è Valentina Piermartini, una ragazza di Civitavecchia e mamma di un bambino, che la casa famiglia Il Monello Mare la conosceva molto bene in quanto dal 2008, prima con il servizio civile e poi come volontaria, l’ha frequentata fino al giorno in cui è stata chiusa. La ragazza racconta di essere rimasta molto scossa per le accuse infamanti che sono state catapultate nei confronti del gestore della struttura, il dottor Fabio Tofi, della moglie e dei suoi collaboratori ed in particolare dei ragazzi ospiti del centro che avrebbero parlato, davanti al Tribunale dei minori di Roma, di atti violenti e pratiche sessuali consumati, confermando le accuse rivolte ai titolari della struttura. 

“Non è vero nulla – dice la giovane – perché ho avuto modo di parlare con loro subito dopo l’incontro con i giudici. Al di la del fatto che i ragazzi sono stati chiamati per un incontro di routine in quanto, il giudice stesso, deve valutare se ci sono gli estremi per un ritorno in famiglia del giovane. Ma quando a uno di loro è stato chiesto se veramente fossero successe tutte quelle cose nella casa famiglia ha semplicemente risposto che il dottor Fabio Tofi è una persona bravissima e onesta. Io sto in contatto con tutti i ragazzi che negli ultimi anni hanno frequentato la casa famiglia, e dico tutti sono fortemente dispiaciuti di quello che è successo”. La signora fa pure in quadro clinico della ospite che nel 2014 ha fatto partire, con la sua denuncia, le indagini. “Quella giovane, nativa di Roma, era stata mandata a Santa Marinella per la sua situazione familiare insieme al fratellino – racconta la Piermartini – quando è arrivata aveva 12 anni e non accettava di stare chiusa in quella casa. Il filmato con il telefonino lo ha girato lei diverso tempo fa e se lo è tenuto in memoria, facendolo vedere ad alcune assistenti sociali quando è stata allontanata un anno e mezzo dopo dalla struttura, perché troppo violenta tanto che picchiava anche il fratellino. Evidentemente non deve aver accettato di buon grado quella decisione ed allora si deve essere vendicata a modo suo. Alcuni ragazzi che erano con lei, mi hanno raccontato che era molto cattiva e che aveva fatto alcune cose contro il dottor Tofi come quella di aver messo dei psicofarmaci nel caffè. Inoltre quando era ospite, ha distrutto due auto degli operatori. Queste cose mi sono state dette da una ragazza che non ha mai avuto il coraggio di confessarle per paura. Adesso però sembra che tutti vogliano dire la loro su questa vicenda. Ecco perché volevano fare una manifestazione di solidarietà per il dottor Tofi ieri, ma purtroppo per la malattia dei figli di alcuni ex ospiti della casa famiglia, hanno dovuto rinviarla”.