Casa Famiglia Monello Mare: confermati i domiciliari.

La villa sede della casa-famiglia Monello Mare
La villa sede della casa-famiglia Monello Mare

SANTA MARINELLA – Confermati gli arresti domiciliari per il responsabile della casa famiglia “’Il Monello Mare”, chiusa la scorsa settimana per presunti abusi e maltrattamenti ai danni degli ospiti minorenni. La decisione del gip Chiara Gallo di respingere la richiesta dell’avvocato difensore del dottor Fabio Tofi, non ha colto di sorpresa il legale, considerato che, alla vigilia della decisione del giudice per le indagini preliminari, l’avvocato aveva esplicitamente detto che, se la conferma dell’atto restrittivo per il suo assistito fosse stato utile per dare agli inquirenti la possibilità di fare con più tranquillità le indagini, lui lo avrebbe accettato ben volentieri.

Dichiarazioni che l’avvocato Dionisi ha riconfermato anche ieri. “Non intendiamo impugnare la decisione del gip di Civitavecchia – ha detto il legale – perché vogliamo collaborare con la Procura della Repubblica affinchè si facciano indagini serene e senza intralciare l’attività degli inquirenti. È anche nostro interesse che si giunga alla verità dei fatti”. L’avvocato ha anche reso noto di avere intanto presentato alla stazione dei Carabinieri di Santa Marinella, per conto dello stesso responsabile della casa famiglia, una denuncia querela per tentato omicidio contro le due ragazze che, con la loro testimonianza resa nel 2014, avevano fatto partire le indagini che avevano portato al blitz della Polizia di Stato nella casa famiglia e al provvedimento degli arresti domiciliari per lo psicologo dottor Fabio Tofi, titolare della struttura con accuse molto pesanti quali maltrattamenti aggravati, violenza sessuale aggravata e lesioni aggravate, reati commessi sugli ospiti della casa famiglia Il Monello Mare. “Abbiamo testimonianze e documenti – precisa Dionisi – che produrremo, che le due ragazze mettevano dei farmaci nel caffè del responsabile della casa famiglia con l’intenzione di nuocergli e che potenzialmente potevano essere letali. Da qui l’ipotesi di tentato omicidio”.