Fondo di solidarietà: la rivolta delle amministrazioni del basso Lazio I rappresentanti dei comuni: "28 milioni di tagli per il nostro territorio: il riparto va revisionato"

SANTA MARINELLA – Le amministrazioni comunali del basso Lazio, si ribellano al Governo sul fondo di solidarietà che si vedono costretti a versare allo Stato, che di fatto penalizza i Comuni più virtuosi. Domani mattina, nell’aula consiliare di Cerveteri, è in programma una conferenza stampa indetta dai Comuni di Anguillara Sabazia, Bracciano, Canale Monterano, Cerveteri, Formello, Ladispoli, Manziana, Santa Marinella, Tolfa e Trevignano Romano, finalizzata alla richiesta di modifica dei tagli relativi al Fondo di Solidarietà Comunale 2015 perchè mette in seria difficoltà gli Enti Locali del territorio, al punto da pregiudicare i livelli essenziali dei servizi ai cittadini quali i servizi sociali, il trasporto scolastico, la manutenzione e il decoro urbano.

“I tagli che colpiranno i Comuni di questo territorio – fanno sapere i rappresentanti dei 10 Comuni – ammontano infatti all’impressionante cifra di circa 28 milioni di euro. Lunedì, i Sindaci della Città Metropolitana di Roma Capitale riuniti nella Conferenza Metropolitana, hanno proposto al Sindaco e al Consiglio una mozione urgente, redatta dai Sindaci di Cerveteri e Anguillara Sabazia, accolta e votata all’unanimità, che impegna l’amministrazione metropolitana a promuovere in tutte le sedi la revisione dell’attuale riparto del Fondo di Solidarietà Comunale 2015 in base a criteri a più equi e efficaci, volti a garantire i servizi erogati per competenza dai singoli Comuni”. Il Comune maggiormente tartassato dallo Stato è proprio Santa Marinella che versa nelle sue casse qualcosa come 7.500 mila euro a fronte di un Canale Monterano che esborsa appena 95 mila euro. “Soldi che potevano essere utilizzati per opere pubbliche e per migliorare i servizi essenziali – commenta il sindaco Bacheca – e che invece dobbiamo dare per far vivere quelle amministrazioni che non badano al patto di stabilità e fanno spese pazze”.