Santa Severa: le strisce blu in vigore prima del previsto senza avvisi Fiume di multe nella località balneare. Già partite le prime denunce alla Procura della Repubblica.

parcheggi lungomare pyrgiSANTA SEVERA – È polemica per l’avvio del progetto “strisce blù” nella frazione santamarinellese. Dopo aver ricevuto assicurazione dal Comune che il servizio di parcheggi a pagamento sarebbe partito il 1° luglio, ieri mattina gli abitanti e gli ospiti di Santa Severa hanno avuto la sgradita sorpresa di trovare, sulle auto collocate nelle soste con ticket, i bollettini della contravvenzione collocati dagli ausiliari del traffico da poco assunti per far rispettare le leggi. Multe però che hanno causato una valanga di proteste da parte dei villeggianti e degli operatori turistici della cittadina. Fonti comunali fanno sapere che sono state presentare delle denunce alla Procura della Repubblica su questa tematica, mentre i negozianti e i residenti attaccano il delegato alla Polizia locale reo di non aver avvertito con i manifesti che la sosta a pagamento sarebbe entrata in funzione nel fine settimana.

A far da portavoce al forte disagio degli operatori commerciali e turistici è la titolare dell’Hotel Pyrgi, situato in pieno Lungomare. “Mi avevano assicurato che la stradina laterale all’albergo – dice la signora Margherita Fraschetti – e cioè via Delle Rose, non era interessata alle strisce blu. Invece anche in quella stradina sono state messi i parcheggi a pagamento. La cosa che mi ha irritato, però, è che le auto dei clienti che hanno parcheggiato in quella zona e che la sera precedente avevano apposto il contrassegno del ticket pagato, il giorno dopo si sono ritrovati la multa sul parabrezza. Al di la del fatto che non è possibile che all’alba gli ausiliari del traffico vadano in giro ad apporre contravvenzioni, ma non si era detto che il servizio sarebbe partito il primo luglio? Inoltre, anche i residenti sono tartassati da questa disposizione, perché dovremo pagare venti euro al mese per posteggiare sulle strisce blù. “È l’unica località italiana che fa questo – conclude la signora Fraschetti – neppure a Roma, i residenti devono pagare questa tassa. Ho dovuto acquistare io dei ticket da dare ai clienti altrimenti rischio di perderli. Se il Comune e il delegato Calvo pensano di aver fatto una grande opera di selezione dei turisti, penso che facciano bene a fare marcia indietro perché ci stanno facendo un danno incalcolabile”.