PER UNA VOLTA, FUORI DAL CORO

Il Professor Luciano Pranzetti
Il Professor Luciano Pranzetti

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO: Caro Direttore: nell’archivio giornalistico di Sandro Capotosti, da cui sto selezionando il materiale che sarà argomento del secondo volume da me curato, ci si imbatte spesso in articoli in cui l’autore mette sotto la lente dell’osservazione critica il tema del decoro cittadino e della pulizia. Non è il caso di scrivere la storia di questo ricorrente motivo, croce e delizia di ogni comune d’Italia e, oggi, epoca della plastica, problema globale. Pertanto non è raro, anzi, che quotidianamente dalla stampa informata, dall’opinione pubblica anonima dei capannelli che si formano spontanei, salga dura la doglianza, e talora l’invettiva contro lo stato di degrado e di sporcizia che affligge la nostra Santa Marinella la cui responsabilità viene, more solito, additata all’Amministrazione, ora come nel passato e come di norma. E nel bersaglio cade anche il gestore che appalta la raccolta dei rifiuti.

Io, questa volta, vorrei cantare fuori dal coro per interpretare un’aria ben diversa da quella che viene orchestrata ed eseguita dall’opinione pubblica anonima, appunto, e dai massmedia, perché sarebbe ora che si attribuiscano le responsabilità di fattispecie secondo i comportamenti e i doveri. “ A ciascuno il suo” – unicuique suum -come ben affermano Platone (Repubblica) e il diritto romano (Ulpiano- Giustiniano). Accuso apertamente il “cittadino” del delitto di vilipendio al decoro e di attentato alla salute pubblica. Due esempî: giorni or sono – 13/14 c. m di luglio. – gli addetti della Multiservizî avevano provveduto a decespugliare la striscia della scarpata stradale che corre lungo Via 4 Novembre, a ridosso della ferrovia, antistante Villa Cerrano e, nello stesso giorno, anche il viottolo che affianca la Via Aurelia dal lavatoio a Piazza Civitavecchia. Un bel lavoro che restituiva un senso di bello e di decoroso quale si addice a una cittadina a vocazione turistica. Ma. . già ieri, 16 luglio, i due tratti indicati, pullulavano e pullulano ancora di bottiglie in vetro e in plastica, di buste, di fazzoletti, di lattine, di pacchetti da sigarette, di flaconi, di involti e di immondizia variegata.

Specialmente in prossimità del semaforo si concentra il deposito degli scarti e dei rifiuti di quanti, aperto il finestrino dell’auto, con indifferenza, si liberano di piccole e di ingombranti scorie. Maleducazione allo stato puro quale quella, e non si offenda la categorìa, dei tanti praticanti la corsa podistica che, svuotata la bottiglietta dell’integratore o dell’acqua, con gesto atletico la scaraventano ai bordi della strada non prima di aver smicciato l’assenza o l’ombra di qualche testimone. E, poi, i nottambuli – residenti, villeggianti, clandestini – che lasciano le tracce di sbornie a base di vino e di birra e d’altro materiale innominabile. Si dia uno sguardo pietoso alle scarpate ferroviarie: merce di ogni varietà, dai calcinacci ai sanitarî,agli indumenti, ai barattoli, ai mobili.

Lei mi dirà che è cómpito dell’Amministrazione rimediare a siffatto stato, verissimo, ma io replico che anche il cittadino ha le sue belle responsabilità, quelle che, osservate, dànno il tono della civiltà. Ė su questo terreno, l’educazione civica, che si misura la qualità di un paese. Ed allora, piuttosto che applicare i parcheggî blu – vera iniqua vessazione funzionale a far cassa – e preso nota della persistente opera degli imbrattatori, io mi permetto di invitare i reggitori della città a trasmettere alla Polizia Locale l’ordine di incentivare un’occhiuta vigilanza con l’appioppare contravvenzioni e relative salate ammende perché, in tal modo, il salasso del portafogli potrà essere, oltre che sistema educativo, molto più produttivo che non le “strisce blu” perché, come si dice, la madre degli incivili è sempre incinta. Fin quando, si spera, la comunità avrà imparato la lezione.

Santa Marinella 17 luglio 2015                                                  Prof. Luciano Pranzetti