Le proposte di ACP e SEL per la messa in sicurezza del territorio

Riceviamo e pubblichiamo

La prof.ssa Paola Rocchi, consigliere per "Un'altra città è possibile"
La prof.ssa Paola Rocchi, consigliere per “Un’altra città è possibile”

Dopo quattro banchetti e la raccolta di seicento firme, è stata in questi giorni consegnata in Comune una mozione articolata, elaborata da ACP, SEL , associazione E’ possibile  sulla questione del pericolo alluvioni,  sulla messa in sicurezza dei fossi e sul Piano di Emergenza Comunale. Ecco le richieste che l’opposizione rivolge alla  Maggioranza :

1) accelerare gli iter burocratici per la messa in sicurezza dei fossi Guardiole, Ponton del Castrato e Castelsecco,

2) cambiare il Piano Triennale delle opere pubbliche con cui la maggioranza Bacheca prevede di spendere quasi 3 milioni di Euro e per fare una piazza nel 2016, ma rimanda al 2017 gli interventi sui fossi,

3) progettare, investire risorse ed eseguire lavori di miglioramento sulle fognature nei punti critici del territorio a rischio allagamenti (Valdambrini, via dei Fiori, Quartaccia, lungomare Marconi, Via IV Novembre, via Aurelia tratto centrale),

4) accelerare le pratiche per l’approvazione del Piano di emergenza comunale.

La mozione, che approderà in Consiglio comunale  con la firma della consigliera Rocchi, parte da un documento che dovrebbe essere ben noto ai nostri amministratori: nell’ultimo Piano di Assetto Idreogeologico della Regione Lazio il nostro territorio è fra quelli  a rischio, numerose aree abitate della città di S. Marinella sono classificate con il massimo livello di pericolosità per inondazione, ed in particolare sono citati nel paragrafo “pericolo idraulico”  i Fossi delle Guardiole, Ponton del Castrato, Delle Vignacce, Santa Maria Morgana, Valle semplice, Castelsecco,Ponte Nuovo, Rio Fiume,  Eri. Non si tratta  di solo pulizia annuale, quindi: questi fossi andrebbero messi tutti in sicurezza con opere a monte  e nel centro urbano.

Ebbene Bacheca lo sa benissimo ma le sue amministrazioni procedono lente  e distratte.

Le progettazioni in corso sono solo tre: Guardiole, Ponton del Castrato e Castelsecco, e per quanto riguarda i lavori, la giunta li ha previsti con comodo nel 2017, come se prima non potesse succedere niente. La più avanzata della progettazioni, quella per il fosso delle Guardiole, gira per gli uffici niente meno che dal 2008. Nel 2012 è stato approvato il progetto esecutivo, si è reperito un finanziamento del Ministero dell’ambiente di 500mila euro, si è inviato il progetto alla Regione, e dopo ciò il nulla. L’ultima volta che il Comune ha scritto alla Regione per avere notizie del finanziamento era un anno fa. Dicembre 2014. Con il Ministero non ci risultano i contatti. Per questo nella mozione noi chiediamo di cambiare marcia: che il sindaco faccia chiarezza sui 500mila euro di finanziamento e utilizzi tutti i canali a sua disposizione, perché tenere a bagnomaria un progetto già approvato e finanziato è assurdo. Su Ponton del Castrato e Castelsecco poi siamo solo agli inizi. In verità per il primo fosso, quello che nell’81 ha fatto un morto, il progetto c’è ma ora l’ufficio lo deve vagliare. Quanto tempo ci impiegherà? Saranno poi prese in considerazione le istanze dei cittadini di Alibrandi, quartiere attraversato dal fosso? Quello che i cittadini temono non è solo infatti l’alveo del torrente, ma la sezione del sottopasso. Chiedono un accordo tra Comune e FF.SS, per il quale c’è bisogno che l’amministrazione si impegni, con determinazione. Stesso impegno dovrebbe poi essere messo nella ristrutturazione della rete fognaria nei punti critici. Non sono molti, ma sono sempre quelli, e la giunta Bacheca da anni continua ad ignorare gli allagamenti che puntualmente colpiscono case e strade di certe vie: Valdambrini e Via dei Fiori basse, la Quartaccia, in particolare all’altezza dell’ex passaggio  a livello, lungomare Marconi, la via Aurelia nel tratto centrale, il sottopasso pedonale ex ponte dei carabinieri, il ponte di via Lazio, via IV Novembre. La mozione chiede alla giunta di prevedere un piano di intervento in questi punti, affinché le criticità siano superate in modo strutturale. Infine c’è il PEC, il Piano di Emergenza Comunale. A chi avesse la pazienza di leggersi le nuove Linee Guida della Regione Lazio uscite lo scorso luglio risulterebbe chiara la colpevole mancanza della maggioranza Bacheca. Se avesse portato in Consiglio comunale il Piano che aveva nei cassetti da aprile, ora il PEC sarebbe valido e da aggiornare solo fra un anno. Siccome così non è stato fatto, che almeno ora si possa chiudere questa vicenda di cui ormai si parla da anni. Strano, perché quando vuole la giunta Bacheca fa in fretta. E’ per  le cose importanti  che interessano tanti cittadini che va lenta e distratta.

 

ACP – SEL – Associazione E’ possibile