A proposito della sospensione temporanea della struttura sociale di via Saffi

Il Professor Luciano Pranzetti
Il Professor Luciano Pranzetti

Riceviamo e pubblichiamo. Riflessione. Il caso c’è ed è inevitabile che se ne parli. Il mio intervento non entrerà, però, nell’argomento politico e nemmeno sulle responsabilità di qual che sia personaggio, Sindaco, funzionario o dirigente del gestore “Circolo over 60” perché, attenendomi ad una dichiarazione del Sindaco Bacheca, credo che sia necessario cogliere, in tutta questa vicenda una stranezza, un peccato originale diciamo, annidato in quella labirintica dimensione che è la burocrazia e la intima essenza dei regolamenti.

Afferma il Sindaco, in risposta ad una nota del PD locale: “Come da Regolamento comunale, nel momento in cui debbono essere elette delle nuove cariche sociali, non è accordato lo svolgimento di attività all’interno di esso Centro” (Civonline – Bacheca: dal PD solo inesattezze – 15/12/2015).

Ora, da questa dichiarazione si deduce che l’autorità comunale e l’ufficio competente hanno  rispettato, alla lettera, il dettato regolamentare di cui non facciamo carico ad alcuno in quanto si potrebbe dire ‘dura lex, sed lex’ – legge dura ma legge. Il mio intento, invece, è quello di evidenziare come, e quanto, quella nota inserta nel corpo della norma generale, sia l’assurdo peccato originale di tutta la vicenda che getta ombra non sull’Amministrazione in astratto ma, in concreto, sul buon senso degli amministratori.

Io ho fatto parte, con funzione di dirigente, di Associazioni debitamente registrate con sigilli notarili e accreditate presso gli Enti locali: Comune, Provincia, Regione e debitamente presso l’Ufficio delle Entrate. Nello Statuto di queste Associazioni non è mai apparso un articolo, né tanto meno un comma, in cui si dichiarasse la sospensione delle attività sociali in tempo del rinnovo delle cariche, rinnovo sia puntuale che ritardatario, come nel caso del Circolo Over 60.

Continuava, normale, la gestione delle attività, senza che da alcuno si intervenisse con blocchi, divieti o simili strumenti di coercizione. D’altra parte, permettendomi una similitudine, non mi sembra che in regime commissariale, un Comune cessi di operare la normale attività o il prosieguo di imprese  già avviate. E questo è talmente ovvio e logico che vien da definire, quella norma che il Sindaco cita, come vera ed autentica “norma vessatoria”, diremmo masochista, al di fuori di ogni pur necessaria formalità di ordine gestionale.

Perché a nessuno, in fase di istruttoria del regolamento, venne in mente di eccepire sulle logicità di questo vero e proprio catenaccio e sulla opportunità di applicare, a un Centro Sociale, siffatto vincolo?  Non si comprende, infatti, perché mai la gestione e lo svolgimento corrente delle iniziative – massime in questo periodo natalizio – debbano configgere con le parallele operazioni del rinnovo del Direttivo.

La vicenda rasenta, anzi, realizza in pieno quello che il grande avvocato romano, Cicerone, a proposito della letterale, puntigliosa applicazione della legge, registra come “summum jus, summa injuria” e, cioè: perfetta giustizia uguale a  perfetta ingiustizia o  ingiuria. Che è, infondo, quanto qualcun altro, duemila anni fa, con altre parole, affermava col dire che “la lettera uccide, mentre lo spirito dà la vita” (II Cor, 3, 6) che, tradotto in termini laici assimila lo spirito al buon senso e alla logica. E se il “sabato è stato fatto per l’uomo e non l’uomo per il sabato” (Mc. 2, 27) come ammonisce Cristo, non si vede perché un regolamento  debba essere stilato contro una struttura sociale, cioè l’uomo. Se ne conclude , infatti, una sproporzione tra l’inadempienza formale della dirigenza Over 60 e la sanzione applicata. L’esperienza ci dice che le norme debbono essere al servizio dell’uomo e non viceversa, perché, nella fattispecie della struttura di Via Saffi, il danno che ne vien fuori è tanto più amaro in quanto a risentirne sono delle persone, per lo più anziane, come il sottoscritto che in varie circostanze vi ha tenuto serate culturali, le quali non troverebbero difficoltà di sorta a passare qualche ora di svago e di sana attività mentre si svolgono le elezioni per il rinnovo delle cariche. Con questa sospensione “sine die”, tutti a casa?

Certo si è, che – e lo dico senza acredine ma con dispiacere – questo provvedimento mal si coniuga al tempo di Natale per il quale questo non è un bel regalo.

Cordialmente

Santa Marinella 16 dicembre 2015.                                                              Prof. Luciano Pranzetti