Acp, Sel, E’ Possibile: che altro serve per agire?

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Sel, Acp, è possibile
Sel, Acp, è possibile

“Tre realtà sono apparse chiaramente al convegno sullo stato di salute del nostro comprensorio curato dall’Istituto di Epidemiologia della Regione Lazio (ABC)”, spiegano in una nota congiunta Sel, Acp ed E’ Possibile. “La prima realtà è quella dei cittadini esasperati. La rabbia e la preoccupazione, frutto di molte dolorose esperienze, denunciano un territorio martoriato dalle morti per cancro. Realtà confermata dai dati allarmanti dell’Istituto di Epidemiologia: l’area geografica della ASL RMF mostra fra i più alti tassi di morti per tumore della Regione Lazio”.

La seconda realtà riguarda invece “i ricercatori abbottonati”. “Il dato del nostro territorio – spiegano- è oggettivo e incontrovertibile: 4 metalli pesanti pericolosi per la salute – arsenico, mercurio, piombo e tallio – sono presenti nei tessuti umani a livelli più alti di quelli consentiti. I ricercatori non hanno però messo in relazione questi sforamenti né con le patologie, né con i noti agenti inquinanti del territorio – centrale a carbone, porto e traffico (cittadino, ma anche di Aurelia e autostrada)”.
Secondo Sel, Acp ed E’ possibile, bisogna agire il prima possibile: “Non possiamo più permetterci di aspettare i lunghi tempi della certezze epidemiologiche. Forti del dato statistico, i nostri rappresentanti dovrebbero anticipare i risultati scientifici e orientare le scelte. Se nella ASL RMF1 si muore di tumore più che in altre zone del Lazio, che altro serve per agire?”. La terza realtà secondo i tre, sarebbe invece l”‘ignavia di chi gestisce ed ha gestito il territorio negli ultimi anni”.
” Un dato per tutti: il comune di Civitavecchia ha organizzato questo convegno e nessuno degli altri sindaci era presente. Non sono interessati al problema? La salute dei propri cittadini non è una priorità?” si chiedono. Per iniziare secondo le tre sigle si potrebbe “avviare un controllo serrato sui possibili fattori di causa, a partire dalla qualità del carbone bruciato dall’Enel. Si può monitorare la qualità dell’aria attraverso centraline che raccolgano i veri dati utili (metalli pesanti, più che polveri). Si possono elettrificare le banchine del porto, si può ridurre il traffico urbano e iniziare a risanare l’ambiente estendendo le aree verdi”.
“Perché i sindaci e le loro giunte non chiedono screening ad hoc per le patologie che più colpiscono i cittadini? Perché il tema del verde pubblico, basilare per la purificazione dell’aria oltre che per la qualità ambientale, non vede le amministrazioni impegnate nell’arricchire il patrimonio arboreo e alleviare gli effetti dell’inquinamento? Perché questo tema è ipocritamente assente salvo poi sfociare in sterili polemiche nei confronti di chi, come Goletta Verde con le sue rilevazioni, sbatte in faccia alle amministrazioni locali le loro inadempienze?”. Sono molte le domande che Sel, Acp ed è possibile rivolgono alle amministrazioni, soffermandosi poi su Santa Marinella: “Nel caso di S. Marinella non sosteniamo complicità inconfessabili; Semplicemente non lo fanno perché non ne sono capaci. Non riescono nemmeno ad applicare le soluzioni che vengono loro fornite dall’opposizione come, ad esempio, la mozione verde da noi portata in consiglio comunale”. Secondo i tre, fino ad ora sono stati abituati “a concepire l’amministrazione come un esercizio del potere finalizzato all’interesse di pochi, prevalentemente cementificatori come il progetto della Piazza, o concessionari da favorire e per esempio prendiamo la passeggiata ed il Porto, ignorano la priorità della politica: l’impegno per il bene della collettività”.

 

“Riteniamo che la misura sia colma – concludono – e che sia venuto il momento di voltare pagina per portare nel nostro territorio una struttura amministrativa finalmente degna dei compiti e della missione da compiere. Costruiamo insieme l’alternativa”.

Fabrizia Caputo

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