Incidente a Santa Severa: una tragedia che ha commosso la città Dopo la confessione di Polidori, confermato il fermo in carcere con l'accusa di omicidio stradale plurimo con l'aggravante della fuga

La foto dell'incidente stradale.

La foto dell'incidente stradale.
La foto dell’incidente stradale.

Una storia incredibile, drammatica e crudele, quella avvenuta nelle prime ore del mattino dello scorso martedì 28 giugno e che ha visto spezzare improvvisamente due giovani vite, quelle di Alessandra Grande e di Matteo Carta, rispettivamente di 22 e 25 anni.

Un impatto violentissimo contro un SUV che non ha lasciato scampo ai due giovani di Santa Severa che viaggiavano a bordo del loro scooter.

I corpi sono stati trovati lì, in strada, dai Carabinieri dell’aliquota radiomobile della Compagnia di Civitavecchia insieme a quello che rimaneva del loro motorino. Sulla corsia di marcia opposta, sulla via Aurelia, abbandonato a ridosso della siepe di un villino, l’altro mezzo coinvolto, un SUV Kia Sorento distrutto dall’impatto, ma del conducente nessuna traccia. Vista la gravità del fatto sono intervenuti sul posto anche i Carabinieri della Stazione di Santa Severa e personale dell’Aliquota Operativa della Compagnia di Civitavecchia per l’avvio immediato delle indagini, sotto la direzione del P.M. Sostituto Procuratore Dott. Lorenzo Del Giudice, volte alla ricostruzione della dinamica e all’individuazione del responsabile della morte dei due giovani, evidentemente in fuga.

Non è stato difficile per le forze dell’ordine rintracciare il proprietario del mezzo, anche grazie all’unica testimonianza, che ha permesso di ricostruire la dinamica del violentissimo incidente: da una prima ricostruzione dell’evento, effettuata attraverso i rilievi planimetrici eseguiti dal Nucleo Radiomobile e le dichiarazioni rese, appunto, dall’unica testimone, si è potuto accertare che il conducente del SUV, che procedeva a forte velocità sull’Aurelia in direzione Civitavecchia, ha effettuato un sorpasso nei confronti di un’altra autovettura che percorreva la stessa via, invadendo completamente la corsia opposta e impattando frontalmente contro l’Aprilia Scarabeo con a bordo Matteo ed Alessandra, morti sul colpo.

Il SUV invece è finito a ridosso di una siepe di recinzione di un villino. Da lì la fuga del conducente che ha lasciato in strada i corpi senza vita dei due ragazzi.

La caccia all’uomo non è stata lunga, si tratta di Moreno Polidori, un giardiniere di 46 anni del posto, successivamente risultato positivo al test alcolemico e di sostanze stupefacenti. L’uomo sul momento ha dichiarato ai militari di essere rientrato a casa per le 21:30 e di aver parcheggiato l’auto fuori la sua abitazione e che pertanto, l’unica spiegazione è che gli fosse stata rubata. Ovviamente la versione dell’uomo non ha convinto i Carabinieri, anche perché in contrasto con la versione di alcuni vicini che lo avrebbero visto invece rientrate ben oltre le 21:30. Un particolare poi, agghiacciante, ha definitivamente incastrato il giardiniere: gli indumenti che indossava la sera dell’impatto erano intrisi del sangue verosimilmente delle vittime, informazione che è attualmente al vaglio dei RIS.

La confessione arriva poco dopo all’interno della Caserma dei Carabinieri di Santa Severa, ammettendo pienamente le proprie responsabilità e fornendo importanti dettagli che hanno consentito di ricostruire in maniera più completa la dinamica dell’incidente e le sue cause.

Ora, il giardiniere 46 enne si trova in stato di arresto per i reati di Omicidio Stradale Plurimo Pluriaggravato e Fuga a seguito di Omicidio Stradale presso la Casa Circondariale di Civitavecchia a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

Nell’udienza che si è svolta nel pomeriggio di ieri, l’arresto è stato convalidato e, come richiesto dal P.M., il dottor Del Giudice, il GIP ha disposto per l’uomo la misura della Custodia Cautelare in carcere. Intanto, la comunità si stringe intorno alle famiglie di Alessandra e Matteo, straziate dal dolore di una tragedia inaudita è inspiegabile.

Fabrizia Caputo