Anche quest’anno Santa Marinella brilla nella “Repubblica delle Lettere”

FOTO PREMIAZIONE PROFESSOR PRANZETTI

Il Professor Luciano Pranzetti
Il Professor Luciano Pranzetti

Cara Redazione: anche quest’anno Santa Marinella brilla nella “Repubblica delle Lettere”. Nella XXIII edizione del “Premio Nazionale di Poesìa – Santa Teresa 2016” (Rosignano Solvay),il noto scrittore e poeta Giovanni De Paulis ha spuntato, su un agguerrito lotto di concorrenti, la segnalazione d’onore per la sua composizione “La nostra chiesa”. Una lirica con cui l’autore passeggia, senza calpestarli, sui ricordi di quello spazio libero dove era solito girovagare con la brigata dei suoi amici di un’età scomparsa. Pini, olivi, mandorli, lecci che un giorno scomparvero per far posto alla chiesa parrocchiale di San Giuseppe. Il poeta, con finissima arte, legando concetti, idealità, figure plastiche, delicate, con rime di perfetta riuscita, traccia e percorre a ritroso il viottolo della memoria con l’immagine dell’agile campanile che svetta tra  il verdore dei pini di villa Maggini, Simonetti e Staderini e che annuncia, con lo squillo delle campane, le ore della giornata e della vita. Ma, con perfetta scelta ideale, egli conclude che la perduta “casa” delle sue escursioni  infantili, quella nostalgìa che fascia i suoi ricordi, val bene la casa del Signore.

Prof. Luciano Pranzetti

 

LA NOSTRA CHIESA

 

I

Dalla panchina, sotto il porticato,

osservo il vïavai della gente,

saluto tutti un po’ distrattamente:

l’amico, il conoscente, l’immigrato.

 

A un certo punto vedo sopra i tetti

quel campanile, alto alto e bello,

che spunta sopra villa Simonetti

e i pini secolari del castello.

 

Che scena! Che visione celestiale!

Sembra una bella tela pitturata

da un paesaggista pratico e geniale

oppure dal pennello d’una fata.

 

E penso al gran dolore che ho provato,

quando che ero solo un ragazzino,

quel triste giorno che non ho trovato

il paradiso ch’era quel giardino.

 

II

pieno di piante e penetranti odori,

specie quand’era in fiore a primavera,

e con l’arcobaleno dei colori

ci regalava gioia, gioia vera.

 

Ma un brutto giorno, escavatori e pale,

distrussero impietosi quell’incanto

per costruir la chiesa parrocchiale.

Quel giorno, mi ricordo, ho quasi pianto.

 

Ma poi quel gran dolore che ho patito

s’è trasformato in un piacere immenso,

ed il motivo vero l’ho capito

provando una gran gioia, se ci penso,

 

perché a quel parco che donava amore

e al bel giardino che ora non c’è più,

fu d’obbligo concedergli l’onore

di diventar la casa di Gesù

Giovanni De Paulis