Cupinoro: basta scaricare le responsabilità. I cittadini chiedono azioni serie e a breve termine. Il problema delle vasche di raccolta del percolato, l’assenza di un serio Piano Rifiuti e la paura di biogas e bruciatore

discarica cupinoro

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Fermiamo Cupinoro chiede alla Regione Lazio di intervenire per risolvere l’annunciato disastro ambientale in atto tra Bracciano e Cerveteri con interventi sulle vasche di raccolta del percolato, con la costituzione di un piano rifiuti e rinunciando alla costruzione di nuovi impianti inquinanti, senza scaricare le responsabilità
La discarica di Cupinoro è da anni al centro dell’azione di un comitato spontaneo di cittadini, preoccupati della vicinanza della struttura alle abitazioni e dalla gestione della stessa, allarmati per lo stato di abbandono in cui versa la struttura. L’ambiente è uno dei punti dolenti del Lazio e la gestione dei rifiuti è un tema comune a moltissime località: Cupinoro viene descritta dal comitato Fermiamo Cupinoro come una seconda Malagrotta con problematiche praticamente identiche, ma con una maggiore vicinanza al centro abitato.


Il comitato punta ora il dito contro una recente ordinanza del sindaco di Bracciano Tondinelli, affermando che di fatto la discarica, con le vasche di raccolta del percolato piene e pronte a tracimare, è abbandonata a se stessa.

Viene così invocato l’intervento della Regione Lazio, visto che il Comune di Bracciano, come altri comuni in Italia, non avrebbe i fondi per provvedere a risolvere la situazione. Il comitato mette l’accento sulle responsabilità di controllo dell’ente regionale e sul recente stanziamento di 10 milioni di euro, poi sospeso da Via della Pisana, per riparare le falle di Bracciano. Importante per i cittadini è anche il progetto regionale di allargamento della struttura perché si ritiene che l’unica cosa che avverrà sarà la costruzione di nuovi impianti inquinanti per il trattamento dei rifiuti senza curarsi dell’impatto sul territorio e senza il minimo rispetto dei vincoli presenti sull’area.

I cittadini, stufi dello “scarica barile” sulle responsabilità, chiedono, tramite un comunicato, tre azioni forti nel breve periodo da parte della Regione Lazio: una soluzione per la messa in sicurezza e lo smaltimento del percolato, la rinuncia alla nuova impiantistica e la produzione di un vero Piano Rifiuti dove si esclusa l’incenerimento e la produzione di biogas e dove si argomenti seriamente di sostenibilità, riduzione e riciclo. Anche i sindaci di Bracciano e Cerveteri sono chiamati ad effettuare indagini ambientali serie e approfondite per evitare qualunque rischio per la salute pubblica e a unirsi alla protesta cittadina per richiedere con forza alla Regione Lazio misure adeguate per scongiurare il disastro ambientale.
Il tema ambientale è molto sentito nell’intera provincia di Roma e anche a Fiumicino ci si pongono domande e ci si mobilità per salvaguardare la salute dei cittadini e dell’ambiente: la preoccupazione maggiore della zona a ovest di Roma è la qualità ambientale a ridosso dell’aeroporto “Leonardo Da Vinci”, principale hub aereo della capitale, una struttura che com’è noto preoccupa sia per inquinamento atmosferico, acustico e per l’impatto ambientale nel suo complesso, oltretutto molto vicina ad una riserva naturale importante per la tutela della flora e della fauna autoctone della nostra regione.

L’associazione ambientale il Raggio Verde, in collaborazione con Internationa Society of Doctor for the Environment (ISDE) ha organizzato su questo tema, un’assemblea pubblica dal titolo “Volando sulla riserva: emergenze ambientali a Fiumicino”. L’incontro si terrà il 21 gennaio alle ore 17:00 presso la Casa della Partecipazione – Città di Fiumicino in via del buttero a Maccarese, a cui parteciperanno Antonella Litta, referente locale per ISDE, i legali del Raggio Verde e Riccardo Di Giuseppe, naturalista e responsabile di WWF Oasi Litorale Romano.