Fermiamo Cupinoro: Il PD a Ladispoli dà prova di incompetenza

 

Il movimento Fermiamo Cupinoro ,dopo l’incontro Rifiutiamoci organizzato dal Pd di Ladispoli venerdì 26 maggio, commenta le varie dichiarazioni  degli esponenti locali e regionali presenti sul tema scottante dei rifiuti e dell’impiantistica. Presenti l’attuale sindaco, il candidato Pierini, il consigliere Ascani, con il contributo del consigliere regionale Patanè e dell’onorevole Giachetti. “ L’incontro verteva sul problema dei rifiuti, tema particolarmente caldo nei nostri territori dopo la lettera della Città Metropolitana che richiede ai Comuni di indicare siti idonei per impianti e discariche”. Esordiscono dal movimento Fermiamo Cupinoro. “Dalla mappa inviata si evince il pericolo per il nostro litorale; in particolare i comuni di Cerveteri e Fiumicino risultano i più idonei per l’assenza di vincoli. L’incontro, dato anche il contesto pre elettorale, è servito soprattutto per accusare ripetutamente il Movimento 5 Stelle di incapacità, falsità ed incompetenza. Da cittadini, non entriamo nel merito dello scontro politico. Vorremmo solo porre dei dubbi sulla competenza dei cosiddetti ‘competenti”. “ Nel suo discorso, a titolo di esempio,- proseguono – il consigliere Patanè  ha spiegato i compiti della Regione in tema di rifiuti, che sono quelli di legiferare, produrre un Piano Rifiuti e autorizzare gli impianti.  Non ha detto però che l’amministrazione Zingaretti per 5 anni ha promesso un nuovo Piano Rifiuti e non l’ha mai fatto. Perché? Questa era la principale ‘competenza’ della Regione Lazio sui rifiuti. Annunciata ogni 6 mesi, regolarmente rimandata e oggi disattesa. Complimenti per l’efficienza. Il Piano Rifiuti vigente fino alla fine del 2017 è ancora quello della Polverini, un piano sostanzialmente inutile e reso non pericoloso soltanto grazie a un referendum indetto dai cittadini (Coordinamento RZ Lazio). Il referendum abolì  infatti lo scenario di controllo che permetteva di superare i buoni – seppur vaghi – proponimenti del piano e realizzare senza ostacoli impianti inquinanti come discariche, inceneritori, centrali a biogas etc.Il ‘competente’ Patanè, citando poi i principi della termodinamica, ha anche spiegato l’importanza della valorizzazione energetica dei rifiuti – riferendosi quindi all’incenerimento (inceneritori, impianti a biomasse) e alla digestione anaerobica  (centrali a biogas/biometano)”. “ Questa infatti è sempre stata la strategia della Regione Lazio sull’impiantistica (mai espressa con chiarezza, forse  per timore delle reazioni dei cittadini), del PD in genere e in particolare dei governi Berlusconi (ricordate l’apologia dell’impianto di Acerra?) e  Renzi – vero e proprio alfiere dell’incenerimento già da presidente della Provincia  di Firenze. Ma il competente Patanè non è a conoscenza degli innumerevoli studi sulla conclamata tossicità degli inceneritori? Non sa che la pratica dell’incenerimento è ormai obsoleta per il suo enorme impatto sull’ambiente e che fra 3 anni l’Europa sanzionerà chi deciderà di bruciare ciò che può essere riciclato? Non è a conoscenza delle migliaia di morti e patologie legate al nanoparticolato presente nei fumi emessi dagli inceneritori? Non solo”. “Il competente Patanè – continuano – non vede neanche che dietro alla valorizzazione energetica dei rifiuti si nasconde una grande truffa ai danni dei cittadini italiani. Dagli incentivi CIP6 sugli inceneritori agli incentivi sul biogas, i cittadini pagano per essere ingannati e avvelenati. Eppure gli stessi imprenditori riconoscono  che senza incentivi statali la valorizzazione energetica è un affare in perdita e che la produzione di elettricità o biometano non ripaga gli investimenti. I cittadini saranno disinformati, saranno pure stupidi. Ma anche alla stupidità c’è un limite. Con il referendum sulla Costituzione si è visto che non siamo disposti a credere proprio a tutto. E facciamo il punto riguardo ai rifiuti. No alle discariche, chiunque sia il proponente. No agli inceneritori e no a biodigestori/biometano. No al progetto ugualmente scellerato di bruciare i rifiuti nelle centrali ENEL di Civitavecchia e Montalto”. “ Sì invece al compostaggio aerobico del rifiuto organico, alle piattaforme per il recupero e riciclo delle materie prime, a impianti ‘modello Vedelago’ specializzati per il recupero dei materiali indifferenziati. Sì a politiche serie per il riuso e per la riduzione del rifiuto all’origine, in particolare della maledetta plastica che – nonostante le belle favole sul riciclo – sta invadendo i mari di tutto il pianeta e quando viene bruciata avvelena l’aria che respiriamo. Questo è il punto di vista dei cittadini. Che non sono sul libro paga di nessuno, che non devono favorire imprenditori o multiutility, – concludono – e il cui unico obiettivo è vivere in un posto sano. Al PD interessa? Sarebbe davvero la prima volta”.