GATC: tra Cerveteri e Santa Severa, l’impegno dei volontari per due perle della storia

Tomba a camera n.290, dipinta, nella necropoli del Laghetto a Cerveteri

Tomba a camera n.290, dipinta, nella necropoli del Laghetto a Cerveteri

Il nostro territorio è ricco di reperti archeologici e storici che abbracciano un arco di tempo millenario e che dimostra l’importanza di queste zone per la storia della cultura umana: non per nulla, la nostra provincia vanta un’area archeologica che per importanza è riconosciuta dall’UNESCO quale patrimonio dell’umanità. Parliamo della necropoli del “Laghetto” di Cerveteri.

Poco più di un campo di calcio, per dimensioni, con ben 500 tombe etrusche, alcune risalenti all’VIII secolo a.C., e che da tempo non era più accessibile al pubblico: finalmente questo gioiello dell’architettura del passato torna ad essere visitabile.

La denominazione di “Laghetto” è data, a questa interessantissima realtà di archeologia etrusca, dal piccolo lago formato da acque sorgive e di impluvio già esistente al tempo dei Rasenna (Etruschi) di Caisra, l’antico nome di Cerveteri, che, da grandi esperti di idraulica quali erano, al fine di tenerne le acque sempre regimentate avevano scavato un condotto di deflusso semi-sotterraneo passante sotto la necropoli e scaricante in quello che, attualmente, è chiamato fosso del Manganello.

Notevole è pure il fatto che alcune tombe del “Laghetto” fossero dipinte e che, a distanza di oltre 2.000 anni, le tracce dei dipinti siano ancora ben visibili.

L’impegno sistematico, sempre sotto l’occhio vigile della Soprintendenza, messo in campo dai 25 volontari, molto attenti ed appassionati, del GATC (Gruppo Archeologico del Territorio Cerite) per rendere fruibile ai visitatori, in sicurezza, tutta l’area si è protratto per un anno ed è stato coordinato, con grande scrupolo e perizia, per la parte scientifica dall’archeologo Stefano Giorgi e per quella operativa dal sig. Gianfranco Pasanisi. È stato importante anche l’aiuto del Dott. Flavio Enei, archeologo coordinatore scientifico del Gruppo Archeologico del Territorio Cerite e direttore del Museo del Mare e della Navigazione Antica presso il Castello di Santa Severa.

Proprio il Dott. Enei, è stato in questi giorni ospite di una speciale trasmissione televisiva di Canale 10, realizzato da Fabio Nori, dedicata al Castello di Santa Severa che, da quest’anno, dopo un accordo tra Regione, Comune e la società LazioCrea è tornato ad essere aperto al pubblico, in tutte le sue parti. I volontari del GATC, grazie alla coordinazione di Enei, sono riusciti a trasformare il famoso maniero, in una grande area museale multimediale per attrare ancora più l’interesse del pubblico.

Due luoghi culturalmente importanti che grazie ad impegno e professionalità impreziosiscono il territorio e che non mancheranno di attrarre la curiosità di molti per una gita estiva all’insegna della storia.