La mostra “Giapponizzati. Racconti di un viaggio di moda” al Castello di Santa Severa

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“Giapponizzati. Racconti di un viaggio di moda” per la prima volta un’importante mostra ripercorre l’influenza che la cultura giapponese ha avuto sulla moda italiana e non solo. L’esposizione-evento voluta dalla Regione Lazio e dal Presidente Nicola Zingaretti,  in collaborazione con LazioCrea, con il contributo di  Massimiliano Smeriglio, Assessore Formazione, Ricerca, Scuola, Università e Turismo sarà ospitata da giovedì 26 ottobre 2017 a lunedì 15 gennaio 2018 presso le prestigiose sale, recentemente restaurate, del Castello di Santa Severa a pochi passi da Roma. Il connubio tra il tema della mostra e il Castello, oggi Museo, si palesa con la forza dell’evidenza, creando la scenografia ideale. La mostra, a cura di Stefano Dominella, narra non solo il complesso fenomeno che è stato il giapponismo, ma anche l’intreccio di diverse culture che hanno dato luogo a fenomeni socio-economici, politici e di costume. “Giapponizzati. Racconti di un viaggio di moda” ha come punto di partenza il viaggio di Hasekura Tsunenaga, primo samurai-ambasciatore giapponese, figura emblematica e vassallo convertito al cristianesimo  che, nel 1615, arrivò in Italia indossando sontuosi drappi indiani e cappelli alla romana, a simboleggiare di come la moda riesce a varcare qualunque confine. L’ambasciatore, fu ospitato proprio nel castello di Santa Severa, a poca distanza dal porto romano di Civitavecchia, importante teatro di scambi culturali. Hasekura Tsunenaga, partito nel 1613 da Ishinomaki in Giappone, fu mandato in spedizione alla volta di Roma per incontrare Papa Paolo V. Questo viaggio rappresenta l’unica risposta diplomatica e politica, durante gli anni delle grandi navigazioni, dell’Asia Orientale all’Occidente. I rapporti diplomatici tra Italia e Giappone, sorti per necessità di carattere commerciale, continuarono poi positivamente nei decenni successivi ed ebbero delle invidiabili conseguenze di carattere culturale. La moda racconta storia, contaminazione, cultura. E’ sul corpo vestito si legge la storia. L’esotismo giapponese è stato tema di grande ispirazione nella letteratura, nella musica, nel teatro, nell’arte e nella moda. Nei primi del ‘900 scoppia in Europa e in Italia una diffusa passione per il Giappone e per la sua cultura, nasce il giapponismo. La moda femminile cambiò drasticamente preferendo capi più ampi e disegnati con una forte impronta orientale, volumi, tessuti rigidi, sovrapposizioni, realizzati in tessuti e colori diversi, ma armoniosi, che rispecchiano le stagioni e gli stati d’animo: creazioni ispirate ai kimono. Contemporaneamente, dopo un periodo di grande chiusura, il Giappone si ispira all’occidente, a tal punto che anche le donne cominciarono ad indossare, in alternativa al kimono, abiti europei ed essere chiamate moga, modern girl. Una contaminazione bilaterale dove la tradizione d’una cultura diventa la trasgressione dell’altra senza comprometterne l’eleganza. Seguendo il ritmo del racconto, “Giapponizzati. Racconti di un viaggio di moda” ripercorre l’iter cadenzato da stili e periodi diversi, tra revival e contemporaneo. Sono in mostra  capi creati da stilisti di chiara fama, da designer emergenti, da sarti e da ospiti internazionali che hanno interpretato nelle varie significazioni  il tema del giapponismo. Ecco in esposizione, allestiti come opere d’arte, antichi Kimono giapponesi, obi, hakama, provenienti da importanti collezioni private.Tra le 40 creazioni presenti: Antonio Marras, Gattinoni, Comme des Garçons, Maurizio Galante, Issey Miyake, Yohji Yamamoto. Tra i giovani designer Tiziano Guardini (vincitore del Green Carpet Awards), Italo Marseglia, Ivan Donev, Santo Costanzo, Alessandra Giannetti, Silvia Giovanardi, Tommaso Fux. Inoltre, anche brand tra arte e moda come NOH (Anna Rotella in collaborazione con gli artisti Marco Carac e Fabio Truffa) e Dedalus Art (l’artista Marco Carac in collaborazione con la designer Anna Rotella). Un omaggio al grande Teatro con strabilianti costumi provenienti dagli archivi storici del Teatro dell’Opera di Roma e di Annamode. La scenografia della mostra, oltre ad autentici tappeti e tessuti del Sol Levante, sarà arricchita dalle sculture ispirate ai Manga realizzate dall’artista Federico Paris.