Isola Pedonale. Tidei: “Non era necessario scomodare il prefetto con un esposto”

Pietro Tidei, sindaco di Santa Marinella

In risposta ad un esposto presentato da alcuni esercenti del quartiere Centro, il sindaco di Santa Marinella Pietro Tidei, ha diffuso una nota dove spiega i motivi dell’ordinanza che ha fatto infuriare i negozianti.

“Non era necessario scomodare il Prefetto, i VVFF di Roma, la Questura e quanti in indirizzo nell’esposto ricevuto dai commercianti di Piazza Trieste per un progetto, quello dell’isola pedonale, in fase sperimentale per soli altri 3 weekend.

Tralasciando i dati che ci dicono che un’attività commerciale a Santa Marinella ha un ciclo vitale di circa 12 mesi, qualcosa in più per quelle di somministrazione, l’isola pedonale è un atto di civiltà e d’obbligo per una città che vuole essere a vocazione turistica.

Quando a Civitavecchia ho introdotto lo stesso provvedimento, la novità non ha trovato immediato accoglimento, specialmente dalla categoria realmente beneficiaria, quella degli operatori commerciali che, a distanza di un anno, mi hanno chiesto di prolungare il periodo di chiusura al traffico.

Dobbiamo guardare in avanti ricordando che la civiltà si misura in passi e non con il numero delle automobili, per questo motivo siamo intenzionati a portare avanti a Santa Marinella, il progetto delle isole pedonali da estendere possibilmente anche in altre aree cittadine.

A Cerveteri, Ladispoli, Civitavecchia, Fiumicino sono solitamente i commercianti a dare ausilio al Comune durante la stagione estiva , specialmente nelle chiusure al traffico locale dove loro stessi installano Dehor garantendo alla clientela la possibilità di degustare un buon prodotto senza smog e senza il rischio di poter essere investiti.

Ciò detto, oltre alla mia disponibilità ad un incontro, posso confermare che la gestione della sicurezza in piazza Trieste sarà garantita dai volontari della Protezione Civile e dalla Polizia Locale nonostante la carenza di organico e senza onere per i commercianti.

Colgo l’occasione per richiamare la categoria al rispetto delle norme per l’occupazione di suolo pubblico nonché al pagamento dell’imposta C.O.S.A.P. dovuta, ricordando che si tratta di un beneficio e non di un diritto”.