Piro: intervista a un rapper di Santa Marinella

Dario Piroli è un ragazzo di Santa Marinella, classe 1994, e nei suoi venticinque anni ha maturato due grandi passioni: la cucina e la musica. La prima è appagata dalla sua professione di chef qualificato; la seconda trova sfogo calcando il palco.

In arte “Piro”, lo abbiamo incontrato, per parlare di lui, dei suoi progetti e del prossimo evento a cui parteciperà, proprio nella sua città, il 25 luglio al Santa Young Music Festival che, nelle ultime settimane sta dando la possibilità a giovani artisti del comprensorio di far ascoltare, in piazza, di cosa sono capaci.

Ciao Dario, anzi Piro, la prima domanda è di rito: realizzi i tuoi brani, scrivi i tuoi testi e li porti sul palco, ma questa tua passione come nasce?

Penso che sia innata: scrivo quello che vivo, ma soprattutto, mi diverto.

Il tuo genere…

Rap, pop… spero abbastanza orecchiabile per tutti…

E il sound?

Per il sound mi affido a mio cugino, Michele Manca

Il tuo primo brano è stato pubblicato da poco: secondo te, quale accoglienza gli riserverà la tua citta, Santa Marinella?

Spero buona… su Spotify, il brano ha già raggiunto le 3.000 stream nella prima settimana e su YouTube ha superato le 2.000 visualizzazioni in un mese. Essendo un giovane emergente, per me questi sono già dei traguardi.

Un verso scritto di tuo pugno che ti rappresenta…

“Resto per la strada un cane abbandonato”, tratto dal testo di “Scrivo”…

…e una canzone di altri che avresti voluto scrivere tu?

Ce ne sono tante: sceglierne una sarebbe riduttivo, ma il testo di “A te” di Jovanotti mi è particolarmente caro.

Che genere di musica ascolti?

Ovviamente, al primo posto c’è il rap, ma ascolto tutti i generi: dipende anche dallo stato d’animo del momento…

Musica e cucina: quali sono le tue passioni oltre a queste?

Viaggiare: è una delle mie più grandi passioni, al punto che mi sono fatto tatuare un aereo sul petto, proprio a sottolineare l’importanza che ha per me il viaggio e il viaggiare.

Quali sono i gli obiettivi che ti sei prefissato?

Per ora il mio obbiettivo è divertirmi con quello che faccio, ma penso anche a migliorarmi, con lo studio.

Come nascono i tuoi testi?

Di notte: penso a quello che vissuto e mi ispiro per scrivere le parole dei miei pezzi.

Dei tuoi brani quali consideri il tuo cavallo di battaglia?

Per ora ho pubblicato un solo brano, quindi direi che va considerato quello per ora: “La guerra dei sensi” accompagnata da una produzione e ascoltata su Internet.

Qual è la tua prossima uscita?

Con mio cugino Michele Manca, che è anche il mio principale collaboratore, stiamo lavorando su svariati pezzi, ma non so ancora quale sarà il prossimo che pubblicheremo. Sperò, però, che ci sia una nuova uscita a breve…

Che effetto fa salire sul palco?

Provo un’emozione fortissima che mi fa alzare al massimo l’adrenalina.

Visto che il tuo brano s’intitola “La guerra dei sensi”, riesci a descriverla con una sola frase?

Parla della delusione di una storia finita e la consapevolezza di non rivivere più determinati momenti con una persona.

Quando l’hai scritta?

Tanto tempo fa: avevo diciannove anni.

Quando potremo vederti dal vivo sul palco?

Giovedì 25 luglio, a partire dalle 21:30, mi esibirò a Piazza Trieste, qui a Santa Marinella, per il Santa Young Music Festival, insieme ad altri artisti della mia città e volevo invitare tutti a venire per supportare la nostra musica, ascoltandola. Spero che venga più gente possibile.

Grazie, Piro, e ci uniamo al tuo invito alla nuova serata di questa iniziativa estiva rivolta ad artisti emergenti come te.