Arte e Cultura

Il Segnalibro: tra il latte e il miele, osservando il sole e i suoi fiori

Da qualche tempo mi sono appassionata alla lettura delle poesie. Prima mi capitava di leggerne qualcuna ogni tanto, versi celebri come quelli di Neruda o Prévert, Merini e Leopardi e naturalmente di tutti coloro di cui custodivo il ricordo dai tempi della scuola. Frequentando gruppi di lettura e potendomi confrontare con altre persone sull’argomento, anche attraverso i social, è nata in me una sete inappagabile di conoscere versi nuovi, approfondire alcuni autori, di condividere le sensazioni che le poesie mi suscitano.

È stato così che mi sono imbattuta in Rupi Kaur, nata in India nel 1992; si è trasferita, al seguito dei genitori, a Toronto, in Canada, quando aveva solo quattro anni. Ha cominciato a scrivere e a disegnare fin dalla più tenera età, incoraggiata dalla madre.

La sua prima raccolta di poesie, Milk and Honey, è uscita nel 2014, seguita l’anno scorso dalla seconda, The Sun and Her Flowers, entrambe edite da TRE60.

La particolarità delle sue opere è che ogni testo è accompagnato da un’immagine che enfatizza il contenuto della poesia; pochi versi arricchiti da illustrazioni che creano piccole scene dense di significato e che trasmettono una grande carica emotiva.

Con i suoi versi, la Kaur affronta le tematiche a lei più care, le stesse per cui era già ampiamente conosciuta sui social: dal femminismo all’amore analizzato e commentato con ironia e un pizzico di distacco, passando per il tema, sempre scottante, della violenza sulle donne. L’autrice è famosa anche per le immagini provocatorie postate online per far riflettere su questioni legate al femminismo, prima fra tutte la foto bandita da Instagram in cui mostrava una macchia di sangue sui pantaloni. Dalle immagini alle parole la sua attenzione per questa tematica è sempre presente, tanto che la sua opera è fonte di ispirazione per moltissime donne, soprattutto fra le più giovani.

“mi reggo in piedi
sui sacrifici
di milioni di donne prima di me
pensando
cosa posso fare
per rendere più alta questa montagna
in modo che le donne dopo di me
vedano più lontano”

– lascito

Oltre all’amore e alla gestione delle relazioni, leggiamo anche del rapporto con la sua famiglia e la sua storia personale, costellata dai disagi dell’appartenere a una minoranza etnica (è una Sikh). Molto spazio è dedicato al rapporto fra i due sessi, sia nei momenti di armonia e unione, sia in quelli di scontro. E nei suoi versi non risparmia il padre, figura violenta e autoritaria.

“hai fatto vivere
la tristezza in luoghi
in cui la tristezza non dovrebbe vivere”

La poesia non è come un romanzo

Il punto forte della poesia non sta in ciò che racconta ma nel modo in cui lo racconta.

Ecco, è la brevità dei suoi testi che mi ha catturata, le parole che sceglie mi trascinano nella sua realtà e mi fanno sentire vicina a lei, mi emozionano, mi fanno riflettere, mi fanno sentire fortunata per essere nata in una parte di mondo dove i miei diritti sono rispettati più che in altri Paesi. Sono poesie dirette come spilli che appuntano verità e ricordi sul cuore. Il suo stile è essenziale e universale, parla di se stessa ma di tutte le donne che condividono le sue stesse esperienze di vita ma oltre alla sofferenza ci parla anche del percorso di risalita, di guarigione, della dolcezza che arriva dopo l’amaro. 

La poesia è parte della nostra anima, la si deve sentire sotto pelle, scorrere dentro di noi come il sangue nelle vene, risvegliare il nostro mondo interiore. Non tutti siamo capaci di esprimere nero su bianco ciò che proviamo ma possiamo leggerci attraverso le parole di qualcun altro.

Ci fa sentire meno soli.

Eleonora Ortolani

Il Segnalibro: di Parigi, del Paradiso e degli orchi

“Degli orchi si può ridere e si può tremare, ma lui l’affronta con l’arma più importante: l’umorismo, espressione dell’etica”.

Così Stefano Benni definisce Daniel Pennac, professore di francese in un liceo parigino, nel suo primo romanzo del Ciclo Malaussene “Il paradiso degli orchi”, giallo ironico e divertente che ruota intorno alla figura di Benjamin Malaussene, che di lavoro fa il capro espiatorio in un grande magazzino, e alla sua strampalata famiglia fatta di fratellastri e sorellastre, tutti alquanto strani e visionari, figli di una madre sempre innamorata e continuamente incinta, che ogni volta lascia a lui il compito di crescere i propri fratelli.

Un’esilarante banda che indaga su una serie di oscuri attentati a Belleville, multietnico quartiere parigino.

Dopo “Il paradiso degli orchi”, il ciclo si concluderà con sei romanzi nell’edizione italiana dedicati alla realtà quotidiana di Benjamin e famiglia.

Il titolo, che richiama l’opera celebre “Il paradiso delle donne” di Emile Zola, è un poliziesco atipico, con una trama gradevole e scorrevole, buona dose di suspense, colpi di scena imprevisti, dove i personaggi la fanno da padrone sulla storia.

Pennac scrive con sottile umorismo, non volgare e non scontato.

È geniale come lo stile grottesco dello scrittore trasformi spaventose situazioni in romantiche e viceversa situazioni tenere in terribili.

Pennac è abile a giocare con le parole al fine di risultare, a volte, difficile da comprendere. Oscilla tra irreale, similitudini, metafore, ironia che richiede un’attenzione particolare.

Un libro geniale dove starete più volte per abbandonare la scena, ma che terminato vi porterà a non poterne più fare a meno.

Pennac, ironicamente, condanna ogni stereotipo sociale, e nel suo viaggio entusiasma nelle parole e nelle descrizioni atterrando in un finale meraviglioso, dove il crudo realismo diventa magia, dove il ritmo della narrazione porterà alla riscossa tutto il suo spirito inventivo.

“L’immaginazione non significa menzogna”, ma solo consapevolezza che piccoli e grandi orchi che credevamo estinti, purtroppo si aggirano ancora tra noi.

M.P.

Massimiliano Passerani primo classificato al premio nazionale Leandro Polverini

Massimiliano Passerani – I° Premio Leandro Polverini in poesia minimalista

Giornata da incorniciare quella di oggi per Massimiliano Passerani, lo scrittore di Santa Marinella già famoso dopo l’uscita del suo ultimo libro “Ogni volto sopra di me … sospiri” presentato lo scorso mese al Castello di Santa Severa e che ha ottenuto un numero elevatissimo di vendite, con  grande soddisfazione della casa editrice Totem.

Questa mattina infatti, nella sala conferenze Hotel Lido Garda di Anzio, Passerani ha conquistato il primo premio nella sezione poesia minimalista nel concorso nazionale di poesia edita 2018 “Leandro Polverini” con il libro “Pianeti di niente”  , uno dei primi lavori del giovane Massimiliano scritto venti anni fà durante il servizio militare. Durante la cerimonia di consegna del premio lo scrittore ha letto uno dei brani contenuti nel libro vincitore, dal titolo “Agonia”  in cui si narra di una dolce tristezza dell’anima che tocca il cuore come un battito di farfalla che in un attimo se nè và, via nell’eternità….

“E’ stata un’emozione unica quanto inaspettata ricevere questo premio a distanza di venti anni dalla sua stesura – commenta Passerani – da quel tempo ad oggi ho fatto tante altre cose, scritto romanzi e racconti, quasi un percorso inverso rispetto alla norma, una strada ancora lunga da percorrere e che rappresenta la mia passione più viva e vera. Ringrazio la giuria per aver scelto il mio libro candidato insieme ad altri libri di scrittori molto importanti, un risultato che mi riempie il cuore di orgoglio, soprattutto per l’affetto ed i ricordi legati ad esso.”

Tante infatti le sfide da affrontare per Massimiliano, che cura con Eleonora Ortolani, anche la rubrica letteraria “Il Segnalibro” di Telesantamarinella – la prossima – conclude lo scrittore – sarà uno sceneggiato teatrale ispirato alla raccolta di poesie Ogni volto sopra di me … sospiri ..  che è già in cantiere e che a breve sarà portato in scena da attori professionisti.

A Max vanno le congratulazioni da parte di tutta la redazione di TSM.

Il Segnalibro: sedersi all’Holt Café tra le pagine di Haruf

Ho appena terminato la lettura di “Vincoli”, di Kent Haruf, e ancora ho le mani che tremano e gli occhi velati per l’emozione.

Questo autore americano, che troppo presto ci ha lasciati, mi ha conquistata subito, fin dal primo libro che NNE editore ha pubblicato con la traduzione di Fabio Cremonesi. Come nei precedenti romanzi, “La trilogia della pianura” e “Le nostre anime di notte”, anche questa storia è ambientata a Holt, in Colorado, in questa cittadina immaginaria dove ormai mi sento a casa. Non appaiono gli stessi personaggi degli altri libri ma l’atmosfera, il paesaggio, le terre brulle difficili da coltivare e perfino l’Holt Café mi risultano familiari, come se in quei luoghi ci fossi stata realmente. Con questo ultimo romanzo, facciamo un bel salto all’indietro nel tempo, visto che questo è il primo libro pubblicato da Haruf, nel 1984, ragione per cui il titolo completo è “Vincoli – Alle origini di Holt”. Ed è il traduttore stesso, nella nota finale, a sottolineare come rispetto agli altri romanzi di Haruf, questo risulti più ricco di dettagli e descrizioni che via via non serviranno più.

Il narratore della storia è Sanders Roscoe, raggiunto in casa da un giornalista venuto da Denver per fargli domande su ciò che è avvenuto ai suoi vicini, i Goodnough; al giornalista non dirà nulla ma in compenso racconterà tutto a noi lettori, sin dal principio.

Roy Goodnough era partito alla fine del 1800 dall’Iowa con la moglie Ada per stabilirsi a Holt, alla ricerca di un buon appezzamento di terra da coltivare; lui era un uomo meschino, crudele ed insensibile, lei una donna minuta, debole. Dopo aver avuto i due figli, Edith e due anni più tardi Lyman, Ada morì e lasciò i bambini in balìa del loro terribile padre. Crebbero insieme al figlio della vicina, John Roscoe, il quale, in età adulta si innamorò di Edith, da lei ricambiato.

Intenzionato a sposarla, si dovrà scontrare con l’ottusità e la crudeltà di Roy.

Io non vorrei anticiparvi troppo il resto della trama per non rovinarvi il piacere della lettura, il seguito del romanzo racconta della vita sprecata di una donna che avrebbe potuto avere molto di più e che, per un eccessivo senso del dovere, dettato dai vincoli di sangue, si sacrifica.

E’ una storia di solitudine e di rinunce, quella di Edith, una storia che può sembrare di arrendevolezza ma che invece trasmette un grande coraggio, quello di prendersi cura di qualcuno che si ama così tanto, nonostante il dolore e la consapevolezza di non ricevere nulla in cambio.

Ho provato tanta rabbia per Edith, ho sofferto con lei, mi sono chiesta perché non avesse voglia del suo riscatto personale; alla fine, però, proprio lei mi ha trasmesso una grande lezione.

“Ma verso la fine, mi ricordo di aver detto una cosa ingenua e sciocca come: Ma non è giusto.
E lui mi rispose: Certo che non è giusto. La vita non lo è. E tutti i nostri pensieri su come dovrebbe essere non servono a un cavolo, a quanto pare. Tanto vale che tu lo sappia subito.”

Una storia raccontata con una tale delicatezza di cui solo Kent Haruf era capace, senza mai cadere nel patetico o nel pietismo. L’intento di Haruf non è di suscitare compassione per Edith, ma quello di mostrarci la dignità con cui questa donna ha affrontato ogni singolo giorno della sua vita, fino all’atto finale del romanzo, quello in cui ci rivela tutta la sua disperazione, il suo coraggio, il suo amore.

Ho letto il libro molto velocemente seppure il mio intento fosse quello di godermi ogni parola, pagina per pagina. Il ritmo è incalzante, si può leggere anche avendo poco tempo a disposizione perché non si rischia di perdere il filo narrativo.

La mia aspettativa verso questo romanzo era molto alta, è stato uno dei libri che più ho atteso, quest’anno, e come sempre, Haruf non mi ha delusa, anzi, è riuscito a sorprendermi e a coinvolgermi ancora di più.

Lo consiglio a tutti, sia a chi non ha ancora mai letto nulla dell’autore e che qui potrà conoscere Holt nei minimi dettagli, sia a coloro che già conoscono la sua opera. Non vi deluderà.

Eleonora Ortolani

Il Segnalibro: sognare tra le onde del mare e la dolcezza della musica la vastità della vita

La nostra rubrica di letteratura questa settimana è a cura di Massimiliano Passerani, poeta e autore di romanzi e racconti che abbiamo intervistato in concomitanza con la presentazione della sua ultima opera. Per scoprirlo vi invitiamo a vedere la puntata di A tu per tu a lui dedicata e lo speciale per la presentazione della sua raccolta “Ogni volto sopra di me …sospiri…” (Ed. Totem). Ed ora scopriamo la prima sceneggiatura di uno dei più blasonati autori italiani contemporanei, attraverso le parole di Massimiliano.

Nel 1994 Alessandro Baricco scrive nell’introduzione del suo primo testo teatrale: “Mi sembra un testo in bilico tra una messa in scena e un racconto da leggere ad alta voce. Non credo ci sia un nome,per testi del genere”.

Difatti non c’è. Difatti Novecento è tutto questo e di più ancora.

Uno straordinario racconto in forma di monologo dove la vita e la speranza si fondono negli occhi della persone in viaggio sul “Virginian”, piroscafo che tra le due guerre faceva la spola tra l’Europa e l’America, con i suoi carichi di emigranti in cerca di fortuna, di miliardari in prima classe, di gente qualsiasi pronta a tutto pur di sbancare nel nuovo mondo.

“Negli occhi della gente si vede quello che vedranno, non quello che hanno visto”: chi sarà mai il primo che avvisterà l’America? Chissà, sarà lui il fortunato.

Messo in scena proprio nel 1994 da Eugenio Allegri con la regia di Gabriele Vacis , che ne fecero uno spettacolo al festival di Asti nel luglio dello stesso anno, Novecento è la storia fantastica e pazzesca di Danny Boodmann T.D. Lemon Novecento, abbandonato neonato sul Virginian e trovato da un marinaio amante di corse di cavalli, il quale si occuperà di lui fino alla sua morte, lasciandolo ancora una volta orfano a 8 anni.

Ricercato per essere trasportato in orfanotrofio, da quel momento in poi scomparve da tutto e da tutti per mesi fino a ritornare, un giorno, con le mani su un pianoforte.

A suonare.

Suonava il pianoforte come mai nessuno aveva fatto, una musica “che non esiste”, dicevano tutti. Suonava tutte le note del mondo, tutte le storie degli imbarcati.

Novecento leggeva dentro i desideri tramutandoli in musica.

Ci insegna che si costruisce partendo dalle piccole cose, dalle difficoltà e dall’importanza delle scelte, dal fatto che partire e arrivare dipende dalla nostra voglia e dal nostro coraggio.

Cinquantuno pagine splendide, semplici e scorrevoli, che Tornatore portò al cinema facendone quasi tre ore di un film di inimitabile bellezza, condite dalle musiche di un’altro mito come Ennio Morricone.

Cinquantuno pagine di una favola in cui Baricco tocca tutte le nostre emozioni, dove a parlare in prima persona è un uomo comune (il trombettista amico di Novecento), con la semplicità dei sinonimi, con i passaggi dei dialoghi dalla terza persona a diretto, un romanzo sul significato dell’avere sempre qualcosa di buono da dire: “Non sei fregato veramente finché hai da parte una buona storia e qualcuno a cui raccontarla”.

Lo immaginerete il vostro pianista, lo amerete, lo vedrete nelle vostre fantasie, lo ammirerete compagno e confessore e lo accompagnerete anche fino alla fine. E non importa se T.D. Lemon non scenderà mai dal piroscafo: l’importante è che capirete come e dove intraprendere quel viaggio, suonare quella musica,trovare quei tasti.

“E come i quadri, all’improvviso, dopo essere stati appesi al chiodo per anni, decidono di cadere, così, all’improvviso, lui, un giorno, decise di scendere”.

La magia come un sogno, i nostri desideri incatenati in un angolo dell’anima.

I nostri sogni, di cui non possiamo fare a meno, come Novecento che addirittura li pone prima della vita stessa: “Ora tu pensa, un pianoforte. I tasti sono ottantotto, su questo nessuno può fregarti. Non sono infiniti loro, tu sei infinito. Ma se scendo da quella scaletta davanti a me si srotola una tastiera troppo grande da suonare, milioni e milioni di tasti”.

Una storia come una seconda pelle, dove scorgi che le parole prendono forma, dove gli odori e i sapori delle albe e dei tramonti ti torneranno continuamente, dove puoi sentire ogni brivido di quella musica”inventata” che, nei nostri favolosi viaggi,ognuno di noi vorrebbe ritrovare almeno una volta ancora.

M.P.

Santa Severa: Inaugurazione della mostra “Problematiche risorse” di Stefano Trappolini

Non si fermano gli appuntamenti al Castello e, per il ciclo delle Exhibit organizzate da CoopCulture per il Comune di Santa Marinella e curate da Romina Guidelli, in collaborazione con la Regione Lazio e LAZIOcrea e Mibac,  sabato 10 novembre alle ore 17.00 sarà aperta al pubblico la Exhibit dedicata all’opera di Stefano Trappolini, PROBLEMATICHE RISORSE. 

L’inaugurazione della mostra avverrà presso la  Sala Pyrgi che accoglierà la grande installazione pittorica Viaggiatori Viaggianti composta da 51 opere pittoriche, di cui 10 inedite, presentata la prima volta presso il Museo nazionale preistorico etnografico Luigi Pigorini in Roma; mentre nella Sala del Camino sarà allestita l’installazione che dà il titolo alla mostra, realizzata dall’artista per il Castello di Santa Severa, problematiche risorse.  Stefano Trappolini, protagonista degli eventi Art One Shot estivi, nella tappa Exhibit autunnali presenta il suo  lavoro dedicato al tema del viaggio: ai migranti, ai viaggiatori, al Mare Nostrum.

 “Le 51 opere pittoriche che compongono la grande opera Viaggiatori Viaggianti racconta i percorsi e le esperienze di sagome-uomini attraverso il colore e il gesto –  scrive Romina Guidelli – Quel movimento che nell’arte di Trappolini è atto compiuto dall’immagine stessa (le sue sagome sono bloccate nel momento di un passo in avanti, sempre) e rappresenta lo spirito della ricerca: progredire, in ogni senso, per riconoscere, conoscere, accogliere, incontrare, perdere, ritrovare nuovo, mantenere memoria. Il valore dell’esperienza acquisita durante il viaggio supererà l’ambizione al raggiungimento della meta. Non conta la partenza, non è previsto arrivo, quando la vera bellezza è vivere nella propria vita e saper rispettare e riconoscere in quella degli altri il moto perpetuo di viaggiatori viaggianti’. E aggiunge raccontando la nascita dell’installazione Problematiche risorse: ‘Il modulo-sagoma nato sulla tela, pittoricamente interpretato al fine di fermare l’attenzione dell’osservatore su frammenti, pigmenti, materiali inseriti nell’opera come testimonianze e parti del reale e del presente, dall’anno 2011 evolve nelle sagome-scultura in cui i contenuti pittorici che riempiono la silhouette vengono fisicamente e simbolicamente sostituiti dai panorami che la sagoma ‘sfondata’ incornicia. Questa evoluzione denota come concettualmente, indipendentemente dal supporto e dai medium, l’opera di Stefano Trappolini identifica L’IO e L’ALTRO in unico soggetto: la sagoma; inserito in medesimo ambiente: la vita. Un IO attivo e consapevole della sua realtà e nella realtà; un ALTRO inteso come simile anche quando straordinariamente opposto. Possibilità che presuppone un transfer dello spettatore nell’opera e viceversa (sagoma=simbolo=uomo; uomo=simbolo=sagoma), instaurando una comunicazione che verte sulle infinite libertà e possibilità offerte dalla stessa condizione umana. Quelle Sagome siamo Noi e gli Altri. Sono viaggiatori erranti nell’infinito campo d’azione della vita’.

Il Segnalibro: scoprire oggi Raymond Carver A Carver piace mettere in scena la vita di tutti i giorni: è una vita che non riserva alcuna pietà verso i protagonisti

Vi è mai capitato, nella vita, di essere convinti che qualcosa non vi piacesse? La maggior parte delle volte questa convinzione non è supportata da un motivo concreto, semplicemente da supposizioni. Personalmente, quest’anno, ho dovuto ricredermi su due cose che finora avevo diligentemente snobbato: le lumache in campo culinario e i racconti come genere letterario.

Poniamo la nostra attenzione sul secondo punto, delle lumache potremo disquisire in forma privata, per chi fosse interessato.

Ho sempre privilegiato il romanzo come genere letterario, senza una ragione precisa, probabilmente perché “il racconto è un punto di domanda. Il romanzo ha l’ambizione di rispondere, di contenere tutto”, come sosteneva la scrittrice Grace Paley. Evidentemente è delle risposte che sono sempre andata in cerca leggendo.

Ma poi mi sono imbattuta nei racconti di Raymond Carver. Ed è stato come ricevere uno schiaffo in pieno viso.

Leggendo la biografia di Murakami Haruki, noto scrittore contemporaneo, traduttore di Carver in giapponese, sono venuta a conoscenza di questo grande autore americano, nato nel 1938 e morto nel 1988.

Figlio di un operaio di segheria e di una cameriera, Carver dedicò la sua vita alla letteratura ed è celebre per le sue poesie ma soprattutto per i racconti.

America oggi è la prima raccolta alla cui lettura mi sono dedicata durante un viaggio in treno. Questo libro comprende i nove racconti e la poesia a cui Robert Altman si ispirò per il suo film vincitore del Leone d’Oro a Venezia nel 1993, intitolato proprio “America oggi”.

Perché mi ha tanto colpita?

A Carver piace mettere in scena la vita di tutti i giorni e, come sottolinea lo stesso Altman nella prefazione al libro, è una vita che non riserva alcuna pietà verso i protagonisti di queste storie, colti durante una crisi famigliare, di coppia o personale.

Il suo è uno stile asciutto, scarno di dettagli; i suoi personaggi vengono descritti attraverso i loro gesti, i loro dialoghi. Lui stesso lo ammette:

“Fisicamente, nella maggior parte dei casi, non sai come sono fatti. Non sono molto portato – o forse non nutro un grande interesse – per le descrizioni fisiche: come i personaggi portano i capelli, o se hanno il colorito pallido o rubizzo, le braccia pelose, o come  sono vestiti. Ma psicologicamente credo di fare dei ritratti molto precisi, ed è così che il lettore li distingue. Non ho mai trovato interessanti le lunghe descrizioni dei personaggi nei romanzi vittoriani, pagine su pagine per raccontare com’era vestito lui, o come lei passeggiava e teneva l’ombrellino.”

Carver sembra affacciarsi alle finestre di tipiche case americane e sbirciare al loro interno, scrutando con attenzione senza mai esprimere un giudizio, riportando semplicemente questi stralci di esistenza con un’ oggettività quasi scientifica, gettando fasci di luce accesa su persone comuni. Ci racconta storie di dolore, separazione, morte e soprattutto di solitudine, la solitudine da cui uomini e donne tentano invano di liberarsi mentre il resto dell’umanità conduce imperterrita e indifferente la sua esistenza.

Non vi viene in mente un pittore americano del Novecento? Esatto, proprio lui, Edward Hopper. In tanti li hanno avvicinati proprio per questa loro somiglianza nel ritrarre la solitudine della loro epoca.

Ma tornando all’opera di Carver, una delle sue peculiarità è di non concludere i suoi racconti con un finale compiuto, le storie si interrompono bruscamente lasciandomi sempre con il fiato sospeso. Che voglia darci la possibilità di immaginare un lieto fine? A me non sembra plausibile come spiegazione, i suoi racconti sono permeati di pessimismo, rassegnazione, difficile immaginare una felice conclusione.

Quasi tutti i racconti mi hanno colpita e fatto riflettere ma ne prediligo uno in particolare, il suo titolo è “Una cosa piccola ma buona”. Non voglio svelarvi troppo, vi dico soltanto che un bambino viene investito da un’auto, una festa di compleanno non avrà mai luogo e c’è una torta che non verrà mai ritirata.

Nel finale Carver, per una volta, sembra avere pietà dei suoi personaggi e nella tragedia ci regala un pizzico di speranza, compassione e perdono.

Per concludere, è sicuramente un autore che consiglio caldamente a chi ancora non lo conoscesse, e i motivi li riassumo qui:

  • la sua bravura nel fissare un istante;
  • la descrizione fedele dell’America e dello stile di vita americano;
  • il senso di sospensione e precarietà, proprio come se da un momento all’altro dovesse abbattersi una catastrofe;
  • la presenza di personaggi di cui non conosciamo le caratteristiche fisiche ma piuttosto i loro turbamenti, i loro segreti, i loro profondi disagi;
  • il desiderio di libertà;
  • la materializzazione improvvisa dei personaggi, la facilità con cui riusciamo a percepire la loro presenza, i loro battiti, il loro respiro che odora quasi sempre di alcol e tabacco;
  • ultimo, non meno importante, la brevità dei racconti, che permette la loro lettura anche a chi ha poco tempo.

Carver saprà scavarvi dentro e non sarà una lettura facile e leggera. Ma l’emozione che riceverete in cambio è garantita.

 

 

Il Segnalibro: Halloween con il nuovo Prometeo Un grande classico letterario dell'800 per la notte di Ognissanti

L’edizione Oscar Mondadori del romanzo di Mary Shelley

Cari amici lettori,
innanzitutto vorrei presentarmi.

Il mio nome è Eleonora e sono un’appassionata lettrice. Mi piacerebbe poter condividere questo mio grande amore per la lettura e dare e ricevere consigli letterari. Questa rubrica nasce proprio con questo intento e spero di esserne all’altezza.

Ci troviamo nel periodo dell’anno in cui ormai è diventata popolare la ricorrenza di Halloween. So benissimo che non fa parte della nostra tradizione, non appartiene alla nostra cultura ma colgo l’occasione per rompere il ghiaccio scrivendo di un genere letterario che ben si addice a questa festa: il gotico.

I primi romanzi detti gotici risalgono al XVIII secolo e sono legati ad una serie di caratteristiche: la descrizione del terrificante, ambientazioni arcaiche ed oniriche, il sovrannaturale, personaggi stereotipati e molta suspense.

Oggi vorrei menzionare un romanzo, appartenente a questo genere, che più mi è rimasto nel cuore: Frankenstein ossia il moderno Prometeo, di Mary Shelley.

Venne pubblicato per la prima volta a Londra, in tre volumi, nel 1818, con una prefazione del poeta Percy Bysshe Shelley, marito dell’autrice. 

Per molti anni l’opera della Shelley fu condizionata da un forte pregiudizio anti-femminista: “Frankenstein è meraviglioso, considerato che è scritto da una donna”, dichiarò il Blackwood’s Magazine all’epoca della pubblicazione. Furono in tanti a credere che il romanzo potesse essere stato scritto proprio dal marito o dal padre di Mary tanto che la vivacità intellettuale della Shelley venne, a lungo andare, mortificata invece di essere alimentata: trascurò infatti il proprio lavoro letterario per dedicarsi alla cura delle opere del consorte.

Come spesso succede il cinema ha creato uno stereotipo del personaggio molto lontano da quella che è l’idea originaria dell’autrice. Frankenstein non è solo un mostro pronto a vendicarsi nei confronti del suo creatore che lo ripudia. A dire la verità non si chiama nemmeno Frankenstein, questo è il nome dello scienziato che gli dà vita. Non ha un nome nel romanzo, è semplicemente chiamato “The being”, l’essere.

Plasmato dal suo creatore, unendo pezzi di cadaveri e di altri corpi esanimi, l’essere si ritrova in un mondo che lo rifiuta per la sua diversità. Lo stesso scienziato, spaventato dalla sua stessa creazione, lo disprezza. Il “mostro” fa di tutto per essere benvoluto e accettato dagli uomini, sfruttando la sua forza straordinaria ma i pregiudizi che nascono dal suo terribile aspetto e dalla sua incapacità di parlare, non lo aiuteranno nel suo intento.

Sono molti i temi trattati in questo romanzo: l’uomo che vuole sostituirsi a Dio nell’atto della creazione, la rivolta dell’essere incompleto contro un dio imperfetto, la condanna all’infelicità di entrambi. Un grande classico che consiglio a tutti, una storia che può essere letta in chiave moderna, mettendosi nei panni del mostro che non è poi così lontano dall’uomo di oggi. Tutti hanno bisogno di avere un posto nella società, di comunicare e interagire con gli altri, di condividere la propria vita.

“È più felice quell’uomo che crede che la sua città natia sia il mondo intero, di quello che aspira a divenire più grande di quanto la sua natura gli consenta”.

Mi auguro che queste poche parole scritte vi abbiano fatto piacere ed invogliato a leggere (o rileggere, perché no?) questo grande capolavoro.

Fatemi sapere cosa ne pensate.

Buona settimana a tutti voi.

Unicef Santa Marinella: incontro tra gli studenti ed il Sindaco Tidei Tidei: pronto a ricevere i suggerimenti degli studenti in un tavolo di confronto

Entusiasti gli alunni dell’ Istituto Comprensivo 1 di Santa Marinella riconosciuta  dal  MIUR  CITTA’ AMICA   DEI BAMBINI  e DEGLI ADOLESCENTI.   Mercoledì 24 ottobre  alle  ore  10 accompagnati dalla responsabile del Comitato Provinciale  UNICEF del Lit. Roma, Nord,  Pina Tarantino dalla Vice Preside Francesca Chinappi, dalla Prof.ssa Letizia Chiacchella,  hanno incontrato il Sindaco  Pietro Tidei, il  Vice Sindaco Andrea Bianchi, l’Assessore  Emanuele Minghella.  Entusiasti  gli alunni della prima,  seconda, terza media  della Giosuè Carducci e, del plesso di Santa Severa,  hanno  relazionato e presentato cartelloni realizzati  con  costante impegno  a favore dell’UNICEF. Hanno chiesto  al Sindaco di impegnarsi  per favorire  alcune migliorie  da apportare  all’Istituto Giosuè Carducci, gli hanno ufficialmente formalizzato l’invito  per l’imminente festa a  scuola  dove mostreranno la pergamena  che riceveranno a breve dal MIUR e dall’UNICEF con  il    titolo – SCUOLA   AMICA   UNICEF.

Hanno chiesto l’intitolazione di un Parco  verde dei diritti, con l’installazione di  alcune sagome con la citazione di alcuni importanti articoli della Convenzione ONU quali: Diritto all’istruzione, alla partecipazione, alla salute, alla protezione etc.

Hanno proposto all’Assessore all’Istruzione   visite didattiche presso il  Museo della Scienza  di Torre Chiaruccia Capolinaro di Santa Marinella, nominata ieri dal Sindaco Città della Scienza alla presenza della Principessa Elettra Marconi , dove  lo scienziato premio Nobel Guglielmo Marconi fece  i primi esperimenti sulla radiotelefonia.  Hanno chiesto che durante la settimana dei Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza  che si celebra il  20 Novembre  la Bandiera dell’UNICEF  venga issata  fuori la Sede  del Comune ,  la casa  dei cittadini. Il Vice  Sindaco  ha proposto di  incontrare personalmente  molti alunni di ogni ordine  e grado  per campagne si sensibilizzazione riguardo l’ambiente.

Infine   Il Sindaco Tidei,   entusiasta dell’incontro ha dichiarato – propongo a voi  un tavolo permanente  mensile cari  giovani alunni   sotto l’egida del Comitato Provinciale  UNICEF rappresentato dalla responsabile Pina Tarantino. Sarete voi giovani  che  ci informerete su  cosa accade in altre realtà nel mondo, sarà un valore aggiunto per noi amministratori  acquisire i vostri suggerimenti  e  proposte  per migliorare la qualità di vita e, delle scuole  di Santa Marinella.

ENPA S. Marinella: Il 7 ottobre dalle 17:00 aperimicio solidale al Castello in occasione della giornata degli animali

Anche quest’anno l’Ente Nazionale Protezione Animali torna in 200 piazze italiane per festeggiare i suoi piccoli amici a quattro zampe. L’appuntamento con gli Aristogatti, è al Castello di Santa Severa, dove il 7 ottobre si svolgerà presso il chiosco bar, dalle 17:00, un aperimicio solidale. I più piccoli, oltre agli oggettini miciosi, potranno acquistare per soli 5 euro gli zaini a sacca di Zanna Bianca, messi a disposizione da Adler Entertainment, la casa di distribuzione cinematografica, che l’11 ottobre porterà al cinema il primo cartoon tratto dal celebre romanzo di Jack London. Il ricavato sarà devoluto per il sostentamento dei gatti della colonia, regolarmente riconosciuta dal Comune. Il messaggio identificativo della giornata lanciato da ENPA è molto semplice: “Guardati Intorno: Gli Animali sono sempre accanto a te!” I volontari della colonia felina del Castello non solo si sono guardati intorno ma hanno invitato – per ora in modo del tutto informale – il Comune di Santa Marinella ad affrontare il problema delle sterilizzazioni e degli abbandoni. Non si tratta di fare pura e semplice beneficenza ma di evadere agli obblighi previsti dalla legge che impone alle ASL e ai Comuni la responsabilità del controllo demografico delle colonie feline che vivono in libertà. Purtroppo la situazione del territorio è molto complessa – spiega la presidente Cristina Civinini – e come al solito a farne le spese sono sempre i più deboli. Non cresce solo il numero dei gatti da sterilizzare, dice, ma anche e soprattutto il numero degli abbandoni. I cuccioli lasciati in strada sono sempre di più e i volontari vorrebbero che il Comune intervenisse con una campagna non solo informativa ma anche dissuasiva che ricordi gli obblighi e le sanzioni previste dalla Legge 281/91. È vero che non si può obbligare i privati a sterilizzare il proprio animale, gli si può però ricordare che l’abbandono è un reato. Spesso si ritiene che sterilizzare significhi infliggere una sofferenza o una mutilazione al proprio animale, semmai è vero il contrario. I gatti non sterilizzati soffrono proprio a causa dei loro calori: smagriscono, girano senza pace o vagano per la casa in cerca del sospirato accoppiamento, in preda a stress e nervosismo. Insomma sterilizziamo non solo per amore ma anche per opportunità: è meglio sterilizzare che abbandonare.

Brutium: a Santa Marinella arriva l’associazione calabresi nel mondo

Santa Marinella, città di mare e di fiori ma anche Città di porto che negli anni ha assistito alla migrazione di diverse famiglie provenienti dal centro sud. Abruzzesi, napoletani, sardi, siciliani e calabresi soprattutto abitano le nostre terre. Nasce oggi a Santa Marinella, al fine di omaggiare le famiglie calabresi, l’Associazione Brutium – Associazione calabresi nel mondo.

L’inaugurazione della sezione è prevista per il giorno 15 ottobre con la celebrazione della Santa Messa nella Chiesa San Francesco de Paola a Civitavecchia ed a seguire un aperitivo di benvenuto. 

Le parole del Presidente, Gemma Gesualdi:”l’invito è esteso a chiunque voglia unirsi a questo importante evento che vuole rispondere alle esigenze di aggregazione ed appartenenza al territorio, perseguendo le finalità di promozione culturale, tecnologica, scientifica e sociale che hanno sempre contraddistinto questa associazione, anche  livello nazionale ed internazionale”

A breve sarà anche presentato il calendario degli eventi in programma.

“Ogni volto sopra di me … sospiri” la raccolta dello scrittore Passerani in scena al Castello di Santa Severa L'Assessore Minghella: uno scrittore che sa cogliere le emozioni degli sconosciuti da un semplice sguardo

Massimiliano Passerani, giovane scrittore santamarinellese torna a presentare una nuova raccolta di poesie, dopo una lunga pausa iniziata nel 2005. l’appuntamento è per sabato 6 ottobre, al Castello di Santa Severa, per una presentazione “sui generis” in cui si alterneranno, recitazione attraverso le voci di Alessio De Persio e Stella Novari, musica e rappresentazioni grafiche. 

I complimenti dell’editore Dott. Gianfranco Cotronei che da anni supporta il giovane autore santamarinellese ed al quale Passerani rivolge il suo pensiero “ Ringrazio il Dott. Cotronei per la stima che ha sempre riposto nelle mia scrittura e colgo l’occasione anche per esprimere il mio orgoglio nell’affidare la prefazione al Prof. Nando Bianchi, Vice Preside del Liceo Scientifico di Santa Marinella e mio insegnante, a lui devo il coraggio e l’incitamento a proseguire in tutti questi anni e alla dott.ssa De Santis Daniela”.

Tanti colpi di scena, momenti di emozione pura per Passerani che dice di ispirarsi allo scrittore Alessandro Baricco, il tutto condito da suggestive rappresentazioni grafiche a cura di Walter Cherubini e Antonio Supino mentre la musica sarà curata da Raffaele Borgi.

L’incontro con l’autore sarà diretto dalla Consigliera Maura Chegia in collaborazione con l’Assessorato alle attività produttive. 

L’assessore Minghella: “ho conosciuto Massimiliano più di venti anni fa tramite degli amici e di lui mi ha colpito l’amore per la scrittura, ma soprattutto la capacità di leggere i pensieri attraverso gli sguardi delle persone, una dote unica che tradotta in racconti regala emozioni irripetibili.

Un ringraziamento al Sindaco Tidei, all’assessore alla cultura Ivana Della Portella, alla regione Lazio e Coopculture.

UNICEF festeggia la settimana per l’allattamento materno/ SAM. Dal 1 al 7 ottobre attivi i baby pit stop per l'allattamento

Il Comitato UNICEF  di Civitavecchia  ricorda l’importanza  nei primi mesi di vita attraverso la settimana dell’allattamento. infatti, dal 1 al 7 ottobre, a sostegno ed in aiuto delle mamme, sono stati istituiti i Baby – Pit Stop,cioè spazi dedicati alle mamme per allattare con tranquillità i piccoli neonati. Il primo è  presso  il Consultorio  dell’Ospedale San Paolo di Civitavecchia, altri  nel litorale .  Il Protocollo d’intesa  fu  firmato il 7 Nov. 2013 presso  la  ASL RM4  dal Direttore  Generale   Dott  Giuseppe Quintavalle  e  dalla Resp.  Del Comitato Unicef di Civitavecchia Pina Tarantino.

https://www.unicef.it/doc/5098/asl-rmf-firma-il-protocollo-baby-pit-stop-unicef.htm

  L’UNICEF informa  che nel mondo, circa 7,6 milioni di bambini ogni anno non vengono allattati, soprattutto nei paesi ricchi; infatti, nonostante i benefici dell’allattamento, 1 bambino su 5 nei paesi ad alto reddito non viene mai allattato, rispetto ad 1 bambino su 25 nei paesi a basso e medio reddito.  “L’UNICEF in Italia promuove il programma ‘Insieme per l’Allattamento’ per diffondere la cultura dell’allattamento e garantire a tutti i bambini una nutrizione adeguata e il miglior inizio di vita possibile” – ha dichiarato Francesco Samengo, Presidente dell’UNICEF Italia. “Ad oggi, fanno parte della Rete UNICEF in Italia 28 Ospedali e 7 Comunità riconosciuti dall’UNICEF come Amici dei bambini, 3 Corsi di Laurea riconosciuti Amici dell’Allattamento e oltre 650 Baby Pit Stop – spazi dedicati a tutte le famiglie in cui poter prendersi cura dei propri bambini. La Rete di Insieme per l’Allattamento sta crescendo: dall’inizio del 2017 abbiamo riconosciuto 4 nuovi ospedali, 1 comunità e 2 Corsi di Laurea e rivalutate altre 8 strutture, compreso un Corso di Laurea”. Nonostante il calo generale delle nascite nel nostro paese, nel 2017, oltre 30.277 bambini, il 6,5% dei nati in Italia su un totale di 464.000, sono nati negli Ospedali riconosciuti dall’UNICEF e dall’OMS “Amici dei bambini”. Questi neonati e le loro madri hanno quindi beneficiato dei migliori standard di assistenza in materia di parto e allattamento. Le comunità racchiudono un numero simile di nati. 

Attraverso il programma dell’UNICEF sono stati formati oltre 3.900 operatori e oltre 1.600 persone sono state sensibilizzate per diffondere la cultura dell’allattamento all’interno del sistema sanitario.

.  Nelle strutture che hanno iniziato il percorso per il riconoscimento di “Ospedali Amici dei Bambini” sono oltre 4.000 le persone e gli operatori.         

In occasione della Settimana per l’allattamento materno, coordinata in Italia dal MAMI – Movimento Allattamento Materno Italiano, diversi Comitati UNICEF organizzano o partecipano a Convegni ed iniziative. Una mappa di tutte le iniziative è disponibile alla pagina http://mami.org/mappa-degli-eventi-e-dei-flash-mob-sam-2018/

Inoltre segnaliamo:

  • L’8 ottobre verrà presentata la versione italiana della “Guida Operativa per il personale di primo soccorso e per i responsabili dei programmi nelle emergenze”. Il convegno si svolgerà presso l’Istituto Superiore di Sanità, che ha coordinato la traduzione di questo documento fondamentale per affrontare la questione dell’alimentazione dei più piccoli nelle emergenze, dove i bambini e le loro madri sono ancora più vulnerabili, anche in contesti europei.
  • Subito dopo il crollo del Ponte Morandi a Genova, l’Ospedale Galliera, riconosciuto ospedale amico dal 2016, ha potenziato il servizio di sostegno per l’alimentazione dei lattanti, compresi i Baby Pit Stop, a testimonianza dell’Importanza dell’allattamento nelle emergenze.

Castello di Santa Severa: Aperimusica e Valerio Massimo Manfredi Zingaretti: “Il cartellone estivo del Castello è motivo di orgoglio. Uno straordinario impegno corale”

Il Castello di Santa Severa, si sta dimostrando un interessante polo di eventi per il periodo estivo: tante le occasioni culturali come presentazione di libri con autori noti ed importanti come la recente visita di Valerio Massimo Manfredi, artistiche e musicali.

Giovedì 12 luglio alle ore 19:00, per la serie di eventi musicali “Aperimusica”, il “Quartetto d’archi”  eseguirà il concerto “Il giro del mondo tra le note”, sulle orme di Phileas Fogg in un ideale viaggio in musica del giro del mondo in 80… note. Per informazioni e prenotazioni T. +39.06.39967999.

Venerdì 13 luglio alle ore 21:00 all’interno della rassegna Racconti in blu, sarà protagonista lo scrittore Andrea Vianello con “I fantasmi del goal”, mentre sabato 14 luglio sempre alle ore 21:00, per la stessa rassegna, sarà ospite Valerio Massimo Manfredi col suo monologo “Il mio nome è nessuno”.

“Il cartellone estivo di eventi – commenta il Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti – è motivo di grande soddisfazione. Un risultato, frutto del lavoro di tanti, che ha permesso di ridare nuova vita a questo luogo. Uno straordinario impegno corale che ci ha consentito non solo di aprire le porte del castello e delle sue aree museali, ma di ampliare l’offerta di cultura ed eventi per i tanti visitatori e turisti che ogni anno visitano la capitale e le province del Lazio. Tre mesi di appuntamenti, da luglio a settembre, in un posto che è un autentico gioiello sul mare”.

In programma anche le rassegne Art One Shot e Racconti In Blu a cura di Coopculture con gli incontri e gli exhibit dedicati agli artisti contemporanei Patrizia Molinari e Stefano Trappolini e con gli scrittori Andrea Vianello il 13 luglio ed Elena Stancanelli il 5 agosto.

Un interessante ciclo di conferenze scientifico-divulgative Cose, uomini, paesaggi del mondo antico, organizzate da Flavio Enei, archeologo e direttore del Museo del Mare e della Navigazione Antica di S. Severa e dal Gatc (Gruppo archeologico del territorio Cerite) con appuntamenti da luglio a settembre. E poi affascinanti percorsi in notturna resi possibili grazie all’illuminazione artistica realizzata da Acea Illuminazione: Castello Sotto le Stelle e Raggi di luna su Pyrgi con le visite all’Antiquarium e alle mura poligonali.

Non mancano le rassegne musicali classiche con le proposte di Castello in jazz e Quartetto d’archi organizzate da Stefano Marzolla, oltre a un concerto multimediale, il 29 luglio, Incanti Dal Mare dell’Orchestra giovanile Massimo Freccia, e il teatro con lo spettacolo itinerante in costume d’epoca “Cyrano De Bergerac”, con i giovani attori della Compagnia Controtempo.

 

Sea food festival: al Castello di Santa Severa weekend dedicato ai sapori del mare

Dal 29 giugno al 1 luglio, con apertura alle 12 e fino alle 24.00,  arriva al castello di Santa Severa SeaFood Festival 2018, seconda edizione del primo evento dedicato interamente ai sapori di mare. 
Nella suggestiva location del Castello di Santa Severa, nel piazzale antistante al MED Cafè, la buvette del MED – Museo Civico del Mare e della Navigazione Antica, andrà in scena il primo festival dedicato interamente allo street food di pesce. 

L’evento è organizzato in collaborazione con la Regione Lazio, LAZIOcrea, Mibact, Comune di Santa Marinella e Coopculture e si ispira alle tendenze di Port Canaveral, così che anche il litorale Romano si prepara a ospitare il primo evento a livello nazionale che vedrà come unico tema la cucina di pesce. L’evento proporrà l’incontro delle più importanti realtà culinarie dedicate ai prodotti ittici. Partendo dal mare per arrivare a conquistare i palati del pubblico attraverso i profumi e i sapori del pesce, gli espositori presenti al SeaFood Festival porteranno la loro cucina in un percorso gastronomico votato all’esaltazione dei propri prodotti.  Nelle tre giornate, accompagneranno il percorso culinario dei visitatori diversi gruppi musicali che suoneranno brani anni ’60, ’70 e swing. Non solo cucina di pesce, con ristoranti, street food e food truck, ma anche aree dedicate a proposte gluten e lactose free. Largo spazio anche al beverage con la presenza di signature cocktail SeaFood Festival, selezione di champagne, vini delle cantine locali e birre artigianali.

Notte dei musei 2018: il Castello di Santa Severa aperto fino alle 2 Anche il maniero aderisce all'iniziativa culturale annuale

Una veduta notturna del Castello di Santa Severa

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

Sabato 19 maggio 2018 l’arte al Castello di Santa Severa resta accesa fino alle 2 di notte aderendo alla nuova edizione de “La Notte dei Musei”, promossa dal Mibact, e realizzata  in collaborazione con Regione Lazio, LAZIOcrea, Comune di Santa Marinella e Coopculture.

La manifestazione, che si svolgerà in contemporanea in 30 paesi europei, coinvolge quest’anno anche il complesso monumentale del Castello di Santa Severa dalle 20.00 fino alle 2 di notte (ultimo ingresso ore 01.00) offrendo ai visitatori  i  nuovi spazi musealizzati, l’innovation lab con la realtà virtuale e la realtà aumentata e realizzando per i visitatori una festa straordinaria dedicata all’arte e alla cultura, con un biglietto d’ingresso simbolico pari a 1 euro. Per chi volesse invece fare una visita guidata, c’è il  Percorso Medievale, alla scoperta del Borgo, partendo dal Cortile della Guardia e delle Barrozze  per raggiungere la Chiesa dell’Assunta, proseguendo con la visita al Battistero, alla Piazza della Rocca, alla  Casa della Legnaia, agli Scavi Chiesa Paleocristiana, alla  Casa del Nostromo fino al  Museo della Rocca, previsti due appuntamenti,  alle ore 20.30 ed ore 22.30, al costo di euro 6.

L’Antiquarium di Pyrgi, in collaborazione con la Società Artemide Guide, offrirà ai visitatori un percorso in cui si racconteranno  ed illustraranno i reperti esposti nell’Antiquarium di Pyrgi, in particolare ricostruendo il legame che c’è tra divinità e culti nell’antica Pyrgi.

Appuntamento alle ore 20 e alle ore 21 con  due visite guidate gratuite all’interno dell’Antiquarium di Pyrg, con prenotazione obbligatoria (scrivere all’indirizzo annamaria.medici@beniculturali.it).

“Nessuno è speciale, nessuno è diverso, tutti siamo unici” – Giornata Mondiale dell’autismo L'Istituto Comprensivo Piazzale della Gioventù festeggia la giornata dell'autismo

In occasione della Giornata Mondiale dell’Autismo del 2 aprile scorso,l’Istituto comprensivo “Piazzale della Gioventù, 1” organizza una serie di iniziative per sensibilizzare studenti e famiglie sul tema dell’inclusione. Alunni, genitori e personale della scuola, infatti, verranno  coinvolti in moltissime attività con l’unico scopo quello di diffondere un messaggio fondamentale nella nostra quotidianità e cioè che “nessuno è speciale, nessuno è diverso, ma tutti siamo unici”

Le attività in programma vedono coinvolte le classi primarie e secondarie, grazie all’impegno delle docenti Cinzia Decina, per l’infanzia e la primaria e Monica Trenti per la secondaria oltre alla presenza sempre costante della Preside Velia Ceccarelli.

Dunque l’appuntamento è per domani quando, in tutti i plessi di Santa Marinella, prenderanno il via diverse attività, dalle 8.00 alle 12.00, per dare la possibilità a tutti i bambini di avvicinarsi all’autismo, attraverso la visione di alcuni video e l’attivazione di alcuni laboratori. Alle ore 11.30 i bambini usciranno insieme ai loro insegnanti nel cortile del plesso di appartenenza e lanceranno dei palloncini celesti e blu, simbolo di speranza, con un loro messaggio attaccato al filo, un messaggio di amore verso tutti.  

Ma le iniziative dureranno tutto il mese di aprile, per le classi quinte, ad esempio, nella settimana dal 16 al 20 aprile e con un calendario specifico, alcuni alunni della classe I A della scuola Secondaria, coordinati dalla Prof.ssa Sebastiana Illuminato, presenteranno “Le 10 cose che ogni bambino con autismo vorrebbe che tu sapessi”, tratto dall’omonimo libro. 

Per la Scuola Secondaria di  primo grado, per le classi prime e seconde, gli alunni della classe I A coordinati dalla Prof.ssa Sebastiana Illuminato,dal 9 al 13 aprile, secondo un calendario già definito, esporranno “Le 10 cose che ogni bambino con autismo vorrebbe che tu sapessi” sulla base delle loro esperienze personali. 

Per le classi terze  è prevista la visione del  film documentario  “Life Animated” nella settimana dal 4 al 6 aprile.           

Concludono le insegnanti: “siamo molto soddisfatte del lavoro fin qui svolto con i ragazzi e per questo invitiamo tutte le famiglie, gli  altri insegnanti, i ragazzi  e tutti i cittadini di Santa Marinella, a partecipare all’anteprima della presentazione del film documentario “TOMMY E GLI ALTRI” di Gianluca Nicoletti, il 18 aprile presso il Cinema Buonarroti di Civitavecchia. Maggiori info presso la segreteria della scuola. 

Tolfa: le Olimpiadi della Cultura e del Talento sbarcano al Salone del Libro di Torino.

Olimpiadi della Cultura e del Talento – Salone del Libro di Torino Torna l’appuntamento culturale con le Olimpiadi della Cultura e del Talento, già iniziate da qualche mese con competizioni svolte sia a Tolfa che a Civitavecchia. Ma oltre al meritato successo riscosso in tutte le scuole d’Italia, arriva ora un altro prestigioso riconoscimento. Infatti, grazie all’ottimo lavoro svolto dalla neonata divisione “nord” dello staff, gli organizzatori sono stati invitati a presentare la X edizione del concorso in una delle più importanti manifestazioni culturali in Europa: il Salone del Libro di Torino.

Molto soddisfatto il Responsabile dell’Area Nord delle Olimpiadi Andrea Miccoli “Siamo orgogliosi come staff di prendere parte al Salone del Libro il prossimo 12 maggio a Torino. Un importante riconoscimento frutto dell’intenso lavoro svolto in questi mesi in sinergia con la Regione Piemonte e il Comune di Torino per l’organizzazione delle semifinali 2019 delle Olimpiadi. Siamo felicissimi, dopo aver vinto le Olimpiadi da studenti e terminato gli studi liceali, di essere entrati nel comitato organizzativo e collaborare con i ragazzi dello staff del centro-sud per fare crescere maggiormente questo concorso. Tanti sono i progetti che abbiamo in ballo e io non posso che ringraziare i miei colleghi, prima amici, Domiziana Loiacono, la presidente nazionale del concorso, e Daniele Ceccarelli, il fondatore”

L’appuntamento è dal 20 al 22 aprile a Tolfa per la finale internazionale dalla 9^ edizione e poi il 12 maggio al Salone del Libro di Torino, dove sarà presentata ufficialmente, insieme all’autore Luca Bianchini, la 10^ edizione del concorso che, visto la ricorrenza del decennale, sarà ricca di importanti novità a partire appunto dalle semifinali nord-italia che si svolgeranno a Torino.

Conclude Miccoli: “ringraziamo di cuore i nostri partner storici Comune di Civitavecchia, Comune di Tolfa e Fondazione Cassa di Risparmio di Civitavecchia senza il quale questo evento non sarebbe mai potuto arrivare fino alle IX edizione”

Castello di Santa Severa: arrivano i Legionari nella “ Excertationem pro tirobonus”

Domenica 18 marzo,  dalle ore 14.30, fino alle 17.00 e con ingresso libero,  avrà luogo tra il Cortile delle Barrozze e la Spianata dei Signori, la rievocazione storica ispirata alla legione romana di cui porta il nome,  dell’Associazione Legio I Minervia. L’evento è organizzato in collaborazione con la Regione Lazio, LAZIOcrea, Mibact, Comune di Santa Marinella e Coopculture.

Questa volta i “legionari” tornano al castello oltreché per tutti gli appassionati anche  per i giovani studenti partecipanti a uno scambio culturale Italia-Germania,  tra l’Istituto Comprensivo “Corrado Melone” – Ladispoli (Lazio) e l’istituto “Adolf Reichwein” Schule  di Heusenstamm (Hessen).

I rievocatori si addestrano per le  attività almeno una volta al mese per rimanere in esercizio e in abitudine ai pesi delle panoplie vestite.

Il programma prevede la simulazione di una vera e propria  giornata di addestramento. La legione entrerà nel castello e il centurione chiamerà e controllerà la forza in campo. Una piccola preghiera accompagnerà l’inizio di tutte le attività dei legionari anche nelle loro esercitazioni.

La formazione in assetto e equipaggiata si addestrerà alla marcia, mantenendo l’ordine delle file e la distanza fra i militi. Si praticheranno  le forme di autodifesa come il muro o la testudo o la difesa al vessillo. Inoltre singolarmente i legionari si alleneranno al palo  e al combattimento due contro due.

A contorno delle attività di esercitazione, ci sarà la possibilità di poter assistere alle tecniche per combattere come i legionari e, i bambini,  coadiuvati da scudi leggeri e gladi in legno leggero, in totale sicurezza potranno provare dal vivo le tecniche principali. Inoltre i legionari saranno  pronti a rispondere a qualsiasi domanda del pubblico inerente le attività e la storia della legione.

Aperte le iscrizioni ai corsi serali dell’Alberghiero Cappannari

Si aprono in questi giorni le iscrizioni ai corsi per adulti al “Cappannari”, indirizzo   Alberghiero dell’Istituto Stendhal. I corsi per adulti sono partiti lo scorso ottobre e già il prossimo anno scolastico potranno vedere i primi diplomati.  L’educazione per gli adulti infatti prevede la possibilità  di accedere direttamente alla classe di livello corrispondente al proprio percorso scolastico e lavorativo.  “Siamo partiti con grande entusiasmo – spiega la Dirigente Scolastica professoressa Stefani Tinti – il lavoro con gli adulti è diverso ed in molto gratificante. Offrire a persone adulte e consapevoli la possibilità di crearsi un nuovo percorso di vita, una nuova opportunità di lavoro è un’avventura affascinante che ha visto un lavoro di grande sinergia tra docenti e discenti”. Infatti in questo primo anno scolastico sono già partiti due corsi di primo e secondo livello che corrispondono rispettivamente al primo e al secondo biennio della scuola superiore, e dal prossimo anno partiranno anche i corsi di terzo livello che corrispondono al quinto anno che porteranno al conseguimento del diploma  di maturità.

 “E’ stata una risposta importante alla grande richiesta che ci veniva da tutto il comprensorio” continua la Preside Tinti “L’ Alberghiero sta facendo crescere una nuova generazione di ristoratori che stanno dimostrando di saper coniugare la tradizione con le nuove tecnologie e con nuovi stili di presentazione e approccio al cliente. E già i primi risultati si stanno vedendo, ci sono tanti giovani che si stanno facendo onore in città e nel comprensorio – e conclude – il corso serale è una vera opportunità che può ancora offrire molto sotto il profilo della crescita economica”.