Arte e Cultura

Parco della Scienza G.Marconi e Città di Santa Marinella nel programma Unesco. Dal 8 al 10 Febbraio giornata mondiale della radio.

In occasione della Giornata Mondiale della Radio, organizzata in collaborazione con il CLUB per l’UNESCO di Latina, la città di Santa Marinella e il PARCO DELLA SCIENZA G.MARCONI (Torre Chiaruccia), patrocinato dalla Presidenza della Regione Lazio sono stati inseriti nel calendario delle attività della FEDERAZIONE ITALIANA CENTRI e ASSOCIAZIONI UNESCO (FICLU). L’evento – che sarà trasmesso in diretta da RADIO KING711 – è ospitato dal Castello di Santa Severa, spazio della Regione Lazio gestito da LAZIO CREA in collaborazione con Comune di S.Marinella, MiBAC e Coopculture. Madrina di eccezione la Principessa Elettra Marconi, Testimonial il giovane studente Matteo Passacantilli dell’Ist.Comprensivo di S.Marinella 1° Classificato ai Campionati Internazionali di Matematica 2018 UNIVERSITA’ BOCCONI di Milano. Gli ospiti saranno accolti dal Sindaco Avv. Pietro Tidei. Il Parco della Scienza, realizzato su progetto del Prof. Livio Spinelli per il Comune di S.Marinella, ha consentito dopo 75 anni il ritorno a Torre Chiaruccia del Centro Radioelettrico Sperimentale, istituito da Marconi quando era presidente del CNR (R.D. 12.10.1933). A S.Marinella, Marconi – primo al mondo – condusse ricerche e sperimentazioni avveniristiche sull’impiego delle microonde nella RADIOTELEFONIA MOBILE, TRASMISSIONI TV. L’area in cui sorge il parco costituisce una pietra miliare nella storia mondiale delle comunicazioni e dell’elettronica. Gli eventi di queste giornate vedranno una numerosa partecipazione di studenti in quanto uno degli obiettivi del Parco sono le attività a favore delle scuole di ogni ordine e grado e università. Parteciperanno studenti dell’ITIS FERMI di Roma, dell’IISS NAUTICO di Civitavecchia e dell’Istituto Comprensivo Carducci di S.Marinella che stanno realizzando il programma CLIL COMUNICAZIONI Lingua Inglese – Scienze – Educazione Tecnica. Un contributo decisivo all’organizzazione di queste giornate è stato dato dalleSezioni Radioamatori ARI di,Civitavecchia e Alto Lazio, dello YOTA CLUB ITALIA l’Associazione che raggruppa tutti i giovani radioamatori europei e dal CSMI Coordinamento Stazione Marconiane Italiane
L’8 febbraio a TORRE CHIARUCCIA sarà attivata la nuova stazione radioamatoriale, operata dai ragazzi dello YOTE CLUB, che dopo mezzo secolo farà sentire di nuovo al mondo “LA VOCE DI MARCONI”. Al Castello di S.Severa si sono dati appuntamento tutti i radioamatori del CSMI Coordinamento Stazioni Marconiane Italiane. L’Arch. Stefania Nardangeli presenterà il progetto preliminare di ricostruzione della Torre Chiaruccia dove Marconi conduceva i suoi esperimenti, distrutta dai nazisti nel 1944. Il tra i relatori del Convegno ci saranno il Prof. Gianni Cancellieri, Presidente del CReSM, l’Ing. Emanuele D’Andria Presidente di AMSAT Italia, il Prof. Arnaldo D’Amico dell’Università di Tor Vergata, il Prof. Gaspare Galati dell’Università di Tor Vergata. Il convegno del giorno 9 sarà aperto dal Presidente dell’ARI Civitavecchia Mariano Mezzetti tra i vari interventi ci sarà il giovanissimo radioamatore Martin Faraglia delegato YOTA ITALIA e un intervento di un rappresentante dell’ARI nazionale. Il pomeriggio a partire dalle ore Ore 15.45 sarà dedicato alla proiezione di “Z23MD: la DX-Pedition in Zimbabwe del Mediterraneo DX Club”; “Le onde del futuro” cortometraggio di Stefano Foschi IKØXCC (CSMI) e “La radioemergenza in onde medie” della Sezi. ARI di Civitavecchia e Radio King 711. La giornata si concluderà con un Workshop “MARCONI AGAIN”: una performance creativa interattiva di Claudio Mazzenga e Barbara Basile.

Sentenza Vannini: l’assessore Minghella invita ad abbassare le serrande dei negozi

Città e cittadini indignati, delusi, amareggiati, tutti si sentono vicini alla Famiglia Vannini, vittima di una sentenza ingiusta che ha visto ridotta la pena a soli 5 anni dell’assassino del giovane Marco, ragazzo di Ladispoli. L’indignazione si è dilagata nei comuni limitrofi quello dove è avvenuta la tragedia ed il motto #noninmionome# ha riempito le cronache nazionali. Anche Santa Marinella aderirà al gesto di solidarietà, a lanciare l’appello l’assessore alle attività produttive Emanuele Minghella che, in una nota, invita tutti i commercianti a tenere chiuse le serrande della proprie attività questa sera alle ore 18.00

“Spero di vedere negozi chiusi stasera – commenta Minghella – spero che Santa Marinella si unisca a Cerveteri Bracciano, Ladispoli e le altre città che protestano contro una sentenza che non riconosce l’importanza della vita, che umilia il nostro paese, che accresce negli italiani l’incertezza sulla giustizia e sul riconoscimento della pena.

All’appello lanciato sui social molte sono state le adesioni ed il sostegno all’iniziativa da parte dei santamarinellesi.

#noninmionome#

PROGETTO SCUOLAMBIENTE “I NOSTRI AMICI ANIMALI: IL GATTO ED IL CANE

Lunedì 21 gennaio u.s. si è conclusa la prima parte, quella dei laboratori in classe, relativa al progetto di Scuolambiente Roma nord “I Nostri Amici Animali: il Gatto ed il Cane” cui hanno aderito le sezioni A, C ed F della scuola dell’Infanzia Montessori di Cerveteri.
Dopo la prima Giornata dedicata al Gatto e la seconda al Cane, lunedì è stata la volta dell’incontro con la veterinaria, la dottoressa Maria Morelli del Centro Veterinario Associato di Ladispoli, che ringraziamo per la collaborazione ed il supporto nei nostri progetti.
Ringraziamo, inoltre, in particolare i bambini che sono stati davvero bravi, attenti e partecipativi ad ogni incontro, ma anche le loro insegnanti che hanno creduto in questo progetto ed i genitori che lo hanno accolto con entusiasmo donando tante pappe per i nostri amici pelosi più sfortunati.
Il progetto si concluderà a maggio con la visita alla Fattoria della Polisportiva La Rosa Bianca e l’incontro con i cagnolini del Centro Cinofilo Valcanneto ASD.
Le pappe donate sono state devolute ad una volontaria di zona per i cani ed i gatti di cui si prende cura.
Scuolambiente è da anni presente sul territorio ed in particolare nelle scuole per portare un messaggio di conoscenza e coscienza su ciò che riguarda l’ambiente e, quindi, anche gli animali che ne sono parte integrante e senza i quali la vita non sarebbe possibile.
Attraverso questo progetto cerchiamo di insegnare ai bambini il rispetto che è alla base della vita stessa e di ogni rapporto, sia esso con l’ambiente, con gli animali o con i nostri simili.
E’ essenziale, inoltre, che i bambini capiscano come approciarsi con gli aniamli, cani e gatti in particolare, poichè non esiste un cane o un gatto “cattivo”, ma un modo errato di rapportarsi con loro ed è, quindi, fondamentale la conoscenza per arrivare alla comprensione.
“Un paese, una civilizzazione, si può giudicare dal modo in cui tratta i suoi animali”, queste le parole di Gandhi riprese anche da Maria Teresa di Calcutta e questo ciò che il nostro progetto cerca di trasmettere ai bimbi di oggi che saranno gli adulti di domani.

Santa Marinella:Unicef e scuola amica promuovono il confronto tra Liceo e Scuola Media

Continua l’impegno della delegata unicef per Santa Marinella Pina Tarantino,che giorni scorsi ha organizzato, nell’ambito della settimana dello studente, una conferenza in cui le professoresse Paola Rocchi e Clelia Di Liello hanno accolto la Croce Rossa sez di Santa Severa con il volontario Alessio Manuelli, il Comandante dei Vigili Urbani Keti Marinangeli e 40 alunni della scuola media, acvompagnsyi dalla Prof. Chiacchella. Importanti i temi espressi dagli alunni: hanno parlato di bullismo, del concetto di volontariato e delle sue implicazioni. Hanno ricordato l’importanza dell’istruzione, della difficile e triste situazione dei migranti e molto altro.
Il volontario della Croce Rossa ha riferito dell impegno quotidiano e dell’azione dei volontari su tutto il territorio, il Comandante dei Vigili ha comunicato quanto sia importante il contatto, la collaborazione dei cittadini e dei giovani, anche per contrastare atti di bullismo tra ragazzi. Gli alunni infine hanno chiesto altri incontri con i volontari dell’UNICEF per meglio approfondire l’azione dell’organizzazione in Italia e nel Mondo.

Studenti della 5b Pirgus al Quirinale per ricordare la giornata della memoria Domenica 27 Gennaio appuntamento con l'Assessore della Portella pressa la CAASM

Gli alunni della 5b Pirgus

Soddisfazione per le insegnanti Rossella Fedele e Giusy Fattori che dopo un percorso culturale ed educativo che dura da cinque anni, giovedì scorso hanno accompagnato gli studenti della 5 b del Plesso Pirgus in visita la Quirinale dove hanno incontrato il Presidente Mattarella.

Gli stessi studenti infatti negli ultimi 5 anni hanno vinto ben quattro concorsi letterari su diversi temi e giovedì, dopo aver visitato il massimo palazzo, sono stati accompagnati nel quartiere ebraico per poi concludere il pomeriggio nel luogo di culto ebraico, la Sinagoga. Entusiasmo e soddisfazione per questi adolescenti santamarinellesi che, a piccoli passi si incamminano verso il futuro dopo aver studiato a fondo il passato e la storia dei popoli. Altro appuntamento importante è stato quello di mercoledi 24 gennaio nell’aula magna della scuola media dove a raccontarsi è stato il Sig. Caudio Calò, ebreo romano scampato alla deportazione rifugiandosi con la sua famiglia prima in Uruguai e poi a Praga. Il Sig. Calò ha tenuto una conferenza molto interessante che ha coinvolto tutti i bambini delle classi seconde che, colpiti dall’emozionante racconto, sono rimasti ad ascoltare anche dopo il suono della campanella delle 14.00. Il contributo è stato fornito dalla Consigliera alle Pari Opportunità Claudia Calistri – non senza emozione – commenta la stessa. Chiaro anche l’intervento dell’Assessore Nardangeli che ha spiegato l’importanza istituzionale della Giornata della Memoria, riconosciuta con legge dello Stato. L’impegno e la bravura degli studenti di Santa Marinella sono ormai punta di diamante della crescita culturale del nostro territorio, non senza l’impegno e la professionalità del corpo docenti e delle famiglie che vivono sempre di più la realtà scolastica attraverso la partecipazione attiva. Sul tema della Shoah l’amministrazione comunale ha organizzato, domenica 27 gennaio alle 10.30, la proiezione del filmato “Nata due volte: Storia di Settimia, ebrea romana, a cura dell’Assessore alla cultura Ivana della Portella. La settimana della memoria si concluderà martedi 29 gennaio al Liceo scientifico e linguistico Galileo Galilei di Santa Marinella dove alunni e professori porteranno in scena uno spettacolo di lettura e musica dedicato a Primo Levi

Processione Passione di Cristo: torna la tradizione con l’associazione Insieme per divertirci.

È di qualche ora fa l’annuncio ufficiale dell’ Associazione Insieme per divertirci, organizzatrice del Presepe Vivente negli ultimi anni, di voler riproporre la storica processione della Passione di Cristo, nativa nel Rione Valdambrini.

La data presunta sarà quella del 20 Aprile 2019, giorno concordato anche con Don Salvatore per non distogliere i fedeli dalla partecipazione alla Via Crucis e prevede la partecipazione anche dell’amministrazione Comunale, come si legge nella nota in cui si fa riferimento all’accordo assunto anche con il Sindaco Tidei.

A parlare sui social sono proprio i volontari che dichiarano: ” L’intento principale è quello di far rivivere tale rappresentazione, ripartendo da zero, per poi mantenerla viva negli anni, come simbolo e tradizione. Insieme al Parroco è stato concordato, essendo comunque una cosa molto impegnativa, di istituire subito una serie di incontri (tavoli di lavoro), con cui confrontarci e sentire proposte/idee/consigli specialmente da chi negli anni passati era tra gli organizzatori.”

Il primo incontro si terrà martedì 22 Gennaio alle 20.30 e poi a seguire per tutti i Martedi alla stessa ora. Sono invitati tutti a partecipare e a collaborare insieme, associazioni, cittadini, catechisti, parroci, suore, gruppi parrocchiani.

Scuole amiche Unicef visitano la Camera dei Deputati

Alcuni alunni di terza media sez: 3^ B e 3^ M dell’Ist.Comprensivo1 SCUOLA AMICA “Plesso Regina Elena” di Civitavecchia, sono stati accolti e guidati alla Camera dei Deputati dal Deputato del territorio Alessandro Battilocchio il quale da anni collabora con il Comitato di Civitavecchia con le Scuole Amiche UNICEF per sensibilizzare in particolare su un percorso di studio per meglio approfondire la conoscenza della Costituzione Italiana. Già da Parlamentare Europeo Battilocchio si rese disponibile alle richieste degli alunni avanzate attraverso il Comitato di Civitavecchia, diversi i viaggi a Bruxelles a cui partecipò anche il già Presidente del Comitato Provinciale UNICEF Avvocato Claudio URCIUOLI e alla responsabile del Comitato di Civitavecchia che ha sempre organizzato questi eventi, gli alunni parteciparono con interesse ed entusiasmo ai lavori del Parlamento Europeo (vedi link) http://www.civonline.it/articolo/la-galice-con-lunicef-alla-volta-di-bruxelles .
Prima della conclusione dell’anno scolastico molti altri alunni sono già in lista per visitare la Camera dei Deputati e assistere ai lavori parlamentari. Riteniamo importante la partecipazione attiva dei giovani, come scritto negli l’artt. 12 – 13 della Convenzione ONU sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza, per meglio conoscere anche il funzionamento di alcune istituzioni.

Comitato UNICEF Civitavecchia
www.unicef.it/civitavecchia

Il Segnalibro: la Patria di Fernando Aramburu

Il primo libro di cui vorrei parlarvi in questo nuovo anno è Patria, di Fernando Aramburu, appena terminato.

Sono stata invogliata alla lettura di questo libro da diversi giudizi positivi e da ciò che ne ha scritto il Premio Nobel peruviano Mario Vargas Llosa, riportato sulla copertina del romanzo: “Da molto tempo non leggevo un romanzo così persuasivo, commovente e così brillantemente concepito.”

Cosa su cui mi sono trovata perfettamente d’accordo. Ma procediamo con ordine, di cosa tratta questo romanzo?

È la storia di due famiglie che vivono nei Paesi Baschi, in cui il capofamiglia di una verrà ucciso in un attentato dell’ ETA, nelle cui fila milita il primogenito dell’altra. Due famiglie che erano molto amiche e che vengono distrutte dalla tragedia. Da quel momento niente sarà più come prima.

Il tutto è raccontato sotto ogni aspetto: emotivo, familiare, sociale, un affresco di un periodo decisivo della storia del popolo basco, carico di pathos, di poesia, di vita quotidiana e di grandi eventi.

Non c’è giudizio politico né pregiudizio da parte dell’autore; Aramburu si pone quasi come uno spettatore e lascia raccontare le vite dei suoi personaggi da essi stessi. Questa intensa storia famigliare viene narrata, attraverso brevi paragrafi (cosa che facilita anche la lettura), incentrati sui protagonisti che la animano. Sette, in tutto: in una famiglia c’è il Txato, che perderà la vita nell’attentato, la moglie Bittori, i figli Xavier e Nerea, nell’altra troviamo Joxian e la moglie Miren insieme ai figli Joxe Mari, affiliato all’ETA, Arantxa e Gorka. Ognuno con le proprie caratteristiche, così credibile, così ben caratterizzato che sembra di essere cresciuti in queste due famiglie. Riusciamo a comprendere come possa essere cresciuto il fanatismo in Joxe Mari e a capire le difficoltà di Xavier e Nerea  sul superamento del loro lutto.

Le figure femminili sono quelle che più ho apprezzato: sono loro che hanno il ruolo da protagoniste e che segnano, nel bene e nel male, l’evolversi

dei fatti. Sono entrambe, innanzitutto, donne tutte di un pezzo, forti, autoritarie, accomunate, anche se in maniera diversa, dal dolore e dalla tragedia, donne che non piangono, ruvide, poco inclini ai sentimentalismi. Ciò non vuol dire che non siano attraversate da grandi emozioni, solo non sono propense a mostrarle davanti agli altri. Sono donne che non si lasciano piegare dalle avversità, neanche l’assassinio del marito per Bittori o l’incarcerazione del figlio per quanto riguarda Miren. Al contrario: proprio questi eventi dolorosi diventano un motivo per vivere, per darsi coraggio, per lottare.

Miren più dell’altra per me è stato il personaggio più difficile da comprendere, con cui mi sono arrabbiata per quasi tutta la narrazione ma che mi ha fatto molto riflettere.

Se cerchiamo una figura di donna più equilibrata, più dolce e tenera ma non per questo meno combattiva e determinata, la troviamo in Arantxa, figlia di Miren, colpita in età adulta da un ictus che la riduce su una sedia a rotelle, senza poter parlare, quasi paralizzata ma ancora aggrappata ad una gran voglia di vivere. Impossibile non amare il suo personaggio.

C’è una frase che vorrei riportare:

Chiedere perdono richiede più coraggio che sparare, che azionare una bomba. Quelle sono cose che possono fare tutti. Basta essere giovane, ingenuo e avere il sangue caldo.

Già, chiedere perdono , non è facile, soprattutto quando si raggiunge, dopo anni di riflessione, l’amara consapevolezza di avere commesso tragici errori, irreparabili. Qui non si parla di vincitori e di vinti ma di umanità e coscienza.

Aramburu descrive perfettamente il dramma che unisce e separa queste due famiglie soffermandosi sul dolore dei sopravvissuti, su come la loro vita cambi, sulle loro diverse reazioni e lo fa con equilibrio e pacatezza, denunciando, attraverso i suoi personaggi, l’inganno di ideologie che diffondono l’odio e la violenza, non risparmiando, tuttavia, pagine di denuncia contro le vergognose torture alle quali lo Stato democratico sottopone i sospetti.

E lo fa con grande abilità, trasportandoci direttamente nella sua storia. Presa dalla lettura, mi è sembrato proprio di trovarmi lì, in Euskadi, anche grazie ai termini in lingua basca che si trovano nel racconto (utile il piccolo glossario che si trova nelle ultime pagine). La storia la vivrete, non la leggerete e basta. Continui salti temporali che invece di confonderci ci rende ancora più appassionante e irrinunciabile scoprire cosa ne sarà dei personaggi dopo la tragedia.

Un capolavoro, premiato con lo Strega Europeo nel 2018, che consiglio a tutti.

Eleonora Ortolani

UNICEF/Siria: morti 15 bambini a causa del freddo e della mancanza di cure mediche, 13 di loro avevano meno di un anno.

Per i nostri lettoti la dichiarazione di Geert Cappelaere, Direttore regionale dell’UNICEF in Medio Oriente e in NordAfrica
15 gennaio 2019 – “Le gelide temperature e le dure condizioni di vita a Rukban, al confine sud occidentale della Siria con la Giordania, stanno sempre più mettendo a rischio le vite dei bambini. In solo un mese, almeno 8 bambini – la maggior parte con meno di 4 mesi e il più piccolo nato da solo un’ora – sono morti.
A Rukban, dove l’80% delle circa 45.000 persone sono donne e bambini, il freddo intenso e la mancanza di cure mediche per le madri prima e durante il parto e per i neonati, hanno acuito le già difficili condizioni di vita per i bambini e le loro famiglie.
Allo stesso tempo, nella Siria orientale, le dure violenze ad Hajin nell’area di Deir-Ez-Zor hanno causato lo sfollamento di circa 10.000 persone dallo scorso dicembre. Le famiglie alla ricerca di un luogo sicuro devono affrontare diverse difficoltà nel lasciare la zona di conflitto e rimangono al freddo in attesa per giorni senza rifugi o aiuti di base. Stando alle informazioni disponibili, il viaggio difficile e pericoloso avrebbe causato la morte di 7 bambini – molti con meno di un anno di vita.
Le vite dei bambini continuano ad essere troncate da condizioni di salute che potrebbero essere prevenibili o curabili. Non ci sono scuse perché questo continui a succedere nel 21° secolo. La tragica perdita di vite causata dall’uomo deve fine adesso.
Senza servizi di assistenza sanitaria solidi e accessibili, protezione e rifugi, molti altri bambini moriranno giorno dopo giorno a Rukban, Deir-Ez-Zor e in ogni altro luogo in Siria. La storia ci giudicherà per queste morti che avrebbero potute essere evitate.
L’UNICEF chiede a tutte le parti in conflitto e tutti coloro che esercitano un’influenza su di loro di garantire passaggi sicuri a tutte le famiglie alla ricerca di un luogo sicuro fuori dalle aree di scontro e di facilitare l’accesso all’assistenza medica salvavita per i bambini ad Hajin e ovunque in Siria.
I bisogni di assistenza a Rukban sono più che urgenti, sono estremamente gravi e iniziano a diventare una questione di vita o di morte.
Ancora una volta, l’UNICEF chiede a tutte le parti di facilitare urgentemente l’arrivo di un convoglio umanitario a Rukban, che comprenda cliniche sanitarie mobili per distribuire aiuti e servizi salvavita.
Non è sicuramente troppo da chiedere quando le vite di decine di migliaia di bambini – bambini – ne dipendono.”

UNICEF ITALIA

Lo Stendhal in Europa con l’Erasmus

Sono oltre duecento gli studenti coinvolti nei nuovi progetti Erasmus al via in questi giorni allo Stendhal. L’Istituto cittadino, che oramai da quattro anni promuove le mobilità dei suoi studenti in tutta Europa, è infatti pronto a partire per una nuove avventure. La prima “The future is real” che vede coinvolti studenti olandesi e spagnoli è incentrata sulle strategie didattiche che comprendono l’uso di tecnologie d’avanguardia, la seconda “Comparisons of career choice theoretical” vede, al centro del lavoro degli studenti, una riflessione sull’orientamento e le scelte professionali e coinvolge scuole spagnole e tedesche. La terza infine “Sport and diversity” propone attraverso lo sport e attività ludico-culturali il superamento di ogni diversità e vede la partecipazione di ben 5 nazioni Francia, Grecia, Polonia, Malta e Bulgaria. “E’ sempre una esperienza importantissima per gli studenti viaggiare e conoscere altre realtà. Non è solo importante per la lingua, e devo dire che nel corso di questi anni abbiamo potuto verificare dei progressi significativi da parte degli studenti nella conoscenza delle lingue straniere, ma anche dal punto di vista di crescita personale e delle relazioni amicali” Spiega la Dirigente Scolastica professoressa Stefania Tinti “in questi anni i nostri studenti hanno stretto amicizie con ragazzi di tutta Europa, con il progetto VETTEN si sono aperte le porte per alcuni ragazzi che sono andati all’estero a lavorare durante la stagione estiva. E’ un’ esperienza formativa anche per i docenti e per la scuola nel suo insieme, abbiamo conosciuto nuovi stili di insegnamento, nuovi modi di strutturare la didattica, i docenti hanno riportato idee e innovazioni all’interno dell’Istituto e la ricaduta è stata un miglioramento complessivo della qualità della scuola” conclude la DS Tinti.

Festa di Sant’Antonio Abate: Comitato, Rione Quartaccia e Comune pronti per la benedizione degli animali.

Come da tradizione, anche quest’anno il Comitato organizzatore ed il Rione Quartaccia aspettano tutti i cittadini per la festa di Sant’ Antonio Abate.

Con il coinvolgimento del Comune di Santa Marinella sono in programma due giornate, il 17 gennaio ed il 20. A partire dalle 17.30 del 17 infatti, si assisterà all’accensione del Sacro Fuoco a cui seguirà la solenne messa nella chiesa dell’omonimo Santo. Terminata la celebrazione religiosa sarà poi la volta degli amici più fidati dell’uomo, gli animali. A loro sarà dedicata la benedizione di Don Salvatore Rizzo e verrà consegnato un omaggio a tutti i partecipanti. Come ogni tradizione che si rispetti non mancherà la convivialità intorno al fuoco e dopo la benedizione ed una simbolica processione, sarà la volta del momento culinario con pasta per tutti. Domenica 20 gennaio, dopo la messa delle 11.00 seguirà una salutare colazione con salsicce alla brace.
Commenta la Consigliera Chegia: ” Tutto ciò che è la tradizione del nostro territorio va omaggiato e l’ amministrazione comunale ha l’obbligo di tenere viva la partecipazione, soprattutto quando si tratta del lavoro volontario dei Rioni.
Ringrazio il comitato della Quartaccia ed i giovani del Rione che come tutti gli anni, nonostante il clima ostile di Gennaio nn ci fanno mancare la tanto attesa benedizione dei nostri animali.

Invito tutta la cittadinanza a partecipare e condividere delle piacevoli giornate con i rionali della Quartaccia – conclude la Chegia – in regalo per tutti gli animali che saranno benedetti delle targhette dove si potrà incidere il proprio nome”

Ricordiamo che, qualora il tempo non permettesse di stare all’aperto, la festa sarà posticipata alla domenica successiva.

Castello Santa Severa: Zingaretti entusiata dei risultati del 2018

Concluso il 2018, passate le prime ore del nuovo anno, al castello di Santa Severa si tirano le prime somme. Sono stati più di 25.000 i visitatori del “Villaggio di Babbo Natale” allestito dall’8 dicembre al 6 gennaio 2019. Oltre 40.000, invece, le presenze al Castello che ha visto anche triplicare, rispetto allo scorso anno, gli ingressi al sistema museale ospitato da complesso monumentale, con l’ostello affacciato sul mare che ha fatto segnare quasi sempre il tutto esaurito.

I numeri del “Villaggio di Babbo Natale”, progetto promosso dalla Regione Lazio e realizzato dalla Seven produzioni con il supporto di Metalux e Polyscenica e Thun, con la supervisione organizzativa diLAZIOcrea in collaborazione con Comune di Santa Marinella, MiBAC e Coopculture, arrivano dopo il bilancio lusinghiero della stagione estiva, con 12.000 spettatori agli eventi che hanno animato il Castello. Questi i dati resi ufficiali oltre le dichiarazioni del Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, che afferma:

“Il successo del villaggio di Babbo Natale è l’ulteriore conferma della forza di un progetto su cui questa amministrazione ha puntato sin dall’inizio e che ha restituito ai cittadini un bene pubblico trasformandolo in una risorsa per il territorio. Nel Castello abbiamo realizzato nuove aree museali, uno degli ostelli più belli del mondo, l’Innovation lab e abbiamo organizzato eventi pensati per tutti. L’altra scommessa era consolidare la presenza del pubblico in un luogo che, proprio per la sua collocazione eccezionale, poteva soffrire dei flussi legati all’andamento delle stagioni. I numeri del villaggio di Babbo Natale dimostrano che, anche in questo caso, abbiamo fatto la scelta giusta”.

Il “Villaggio di Babbo Natale” è stato un grande successo di pubblico – si legge nel suo comunicato – con tanti eventi dedicati ai più piccini, una pista di pattinaggio, artisti di strada, giocolieri e spettacoli di luci, che hanno richiesto il coinvolgimento, nell’organizzazione, di oltre 150 persone. Inoltre, un mercatino natalizio ha offerto oggetti artigianali, dolciumi e street food preparato con prodotti tipici, tra le luci e le installazioni che hanno animato a festa cortili e piazze del castello“.

Le attività del Castello di Santa Severa proseguono: per tutto il mese di gennaio sarà possibile visitare la mostra “Un nuovo Lazio”, dedicata ad oggetti per la casa realizzati da designer e produttori. Sono oltre trenta gli espositori appartenenti all’alto artigianato, alle PMI e alle nuove start up che presentano una vetrina di oggetti “speciali” ispirati al territorio e alla sua ricchezza storico artistica, realizzati in perfetto equilibrio fra tradizione e contemporaneità. La mostra è visitabile con il biglietto del museo.

Il dato conferma infatti che nel 2018 sono stati circa 50.000 i visitatori delle nuove aree museali allestite nel complesso monumentale e dell’Innovation lab, o che hanno soggiornato presso l’ostello affacciato sul mare, tutte strutture aperte dalla Regione Lazio nella primavera dello scorso anno, ai quali vanno aggiunte le presenze di coloro che vanno al castello senza visitare gli spazi museali.

Tutti i progetti realizzati al Castello di S. Severa sono promossi dalla Regione Lazio, in collaborazione con LAZIOcrea, Comune di Santa Marinella, MiBAC e Coopculture.

Il Segnalibro: storie di perseveranza, fatica, vanagloria e speranza con la racchetta in mano "Odio il tennis, lo odio con tutto il mio cuore, eppure continuo..."

Uno dei più grandi campioni di tennis di sempre, André Agassi, numero uno del mondo per numerosi anni, racconta in “OPEN” al giornalista premio Pulitzer J. R. Moehringer la sua vita di atleta e di uomo, di 21 anni di carriera piena di alti e bassi, piena di imprese memorabili e di cadute paurose.

Un viaggio come un pugno nello stomaco che racconta il vero lato umano che si trova a fronteggiare uno sportivo professionista.

Non una semplice autobiografia, bensì un analisi di tutta la psicologia che racchiude il tennis. Il continuo relazionarsi con sé stessi, col proprio io, cercando di superare e sopportare le responsabilità dell’essere campioni, miti, insuperabili.

Scritto in modo diretto, il racconto ti porta a sentire Agassi dall’inizio alla fine, a credere nella sua volontà ferrea di essere una persona normale, nella sua timidezza e insicurezza, nella sofferenza fisica perenne, nella solitudine assoluta provata nelle interminabili sedute di allenamento a cui lo costringeva un padre troppo ossessivo, un padre-padrone capace di inventare un “drago sputapalle” nel campo costruito dietro casa che lo costringeva a colpire 2500 palle al giorno.

Quello che emerge assoluto è che anche dopo le peggiori sconfitte possono poi arrivare belle vittorie e che gli alti e bassi vanno trattati da ognuno di noi per tirar fuori il meglio in ogni difficoltà.

Le pagine scorrono velocemente, gli aneddoti divertenti, emozionanti.

La sfilata dei vari personaggi che Agassi descrive è entusiasmante, i vari Becker, Connors, Borg, Sampras, Federer in una veste diversa, più complice e spontanea.

Un Agassi con i capelli lunghi e ossigenati, l’orecchino e i look da punk che il mondo austero del tennis di allora vedeva come un bambino viziato senza prospettive.

La storia con l’ex moglie Brooke Shields e il ritratto degli incontri con il suo vero grande amore Steffy Graf, altra grande campionessa mondiale, momenti davvero speciali e raccontati con straordinaria franchezza e onestà.

Moehrenger azzecca uno stile perfetto, con un ritmo magistrale per un pubblico il più ampio possibile, non solo amante del tennis, abile a trovare le parole adatte dall’inizio alla fine.

Storia di perseveranza e fatica, di vanagloria, di successi e insuccessi, storia di dubbi e debolezze, ma soprattutto di speranze.

Speranze di avere sempre un altro punto a disposizione, un altro game, un altro set.

Speranze di riuscire a trovare la via giusta senza compromessi,combattendo fino all’ultima palla della vita senza rimpianti, cercando l’impossibile e oltre,fino alla cima dei nostri sogni,convivendo con le nostre paure senza nascondersi mai.

M.P.

Maratona Telethon 2018: L’Associazione Il Sole porta i cuori di cioccolata nel Magico Castello di Babbo Natale.

Anche quest’anno è arrivata la maratona Telethon che lancia la campagna “Presente 2018” , cuori di cioccolato, prodotti in esclusiva da Caffarel per Telethon, in cambio di un’offerta minima alla ricerca. Una campagna 2018 che rappresenta la forza della coralità , come si legge nell’edizione del Sole24ore del 14 dicembre scorso (ripr.ris.), un lavoro che permette di portare fuori dal buio malattie terribilmente insidiose”

 Anche Santa Marinella ha dato il suo contributo grazie ai volontari dell’Associazione di ragazzi disabili “Il Sole” che hanno portato i cuori di cioccolato nel Magico Castello di Babbo Natale, all’interno del Castello di Santa Severa, tra luci musica e tanti bambini golosi.

“I cuori a sostegno della ricerca hanno conquistato tutti, grandi e piccini  – commentano i volontari – e nell’atmosfera natalizia del Castello hanno rappresentato l’importanza dell’impegno delle realtà locali a sostegno della ricerca contro tutte le malattie rare. Nonostante la giornata di freddo – proseguono – in moltissimi hanno visitato lo stand che ci è stato dedicato, i nostri ragazzi hanno trascorso una giornata di condivisione e di felicità tra cioccolato, luminarie e Babbo Natale, donando, insieme ai cuori di cioccolato i loro migliori sorrisi”

Un grazie di cuore va ad Anna Battaglini – concludono – la responsabile territoriale Telethon, per la stima nei nostri confronti ed all’Assessore Emanuele Minghella che si è impegnato affinchè  i cuori della ricerca fossero presenti al Castello di Santa Severa.

“Christmas Traditions in the World” : La Perla del Tirreno pronta ad ospitare le Ambasciate di Moldova,Palestina, Romania, Slovenia e Ucraina.

Vetrine allestite a tema, luci, colori e sapori internazionali, il mood del Natale 2018 a Santa Marinella è la tradizione, ma stavolta quella internazionale.

I commercianti locali hanno aderito con soddisfazione alla proposta lanciata dall’Amministrazione Comunale allestendo le proprie vetrine con addobbi a tema che si ispirano alle varie Nazioni nel mondo. Un tono di colore e di internazionalità per le strade di Santa Marinella e Santa Severa, illuminate dalle luminarie puntualmente accese l’8 dicembre e movimentate da un ricco calendario di Eventi.

Ad onorare tali tradizioni saranno le delegazioni le delegazioni delle ambasciate di Moldova, Palestina, Romania, Slovenia ed Ucraina che saranno in visita presso la città di Santa Marinella e la frazione di Santa Severa, mercoledì 19 Dicembre.

Nella stessa giornata, dopo una prima parte istituzionale, dalle ore 15:30 presso la “Manica Lunga” del Castello di Santa Severa, i cittadini potranno godere di spettacoli folkloristici dei paesi ospitati che con le loro rappresentazione illustreranno le proprie tradizioni Natalizie.

“L’austerità determinata dalla situazione di dissesto finanziario dell’Ente non deve farci dimenticare che  per crescere in termini economici e di turismo – commenta il Sindaco Tidei – bisogna ampliare i propri orizzonti  uscendo dal guscio e creando rapporti nazionali ed internazionali con altri paesi.” “Noi – continua il Sindaco – nonostante il momento particolare che sta vivendo l’Ente , ce l’abbiamo messa tutta per offrire un po’ di serenità e dei momenti di allegria per ritrovarci tutti insieme e per risvegliare quel senso di comunità che probabilmente si stava perdendo. Colgo l’occasione per ringraziare  i nostri main sponsor , ENEL, ACEA, Europa Musica e  tutte quelle associazioni e volontari che , gratuitamente, si sono fatti promotori di molti eventi e si sono resi disponibili a collaborare per offrire alla cittadinanza un Natale ricco di eventi.

Tanta la soddisfazione del Consigliere D’Emilio, delegato al turismo, che invita tutti a partecipare agli eventi in programma ricordando anche l’appuntamento del 23  dicembre al Teatro Odescalchi che ospiterà Cheryl Porter, la cantante Gospel Statunitense celebre in Italia per i suoi duetti con Paolo Conte, Katia Ricciarelli, Tito Puente, Mariah Carey, Amii Stewart e tanti altri.

Unicef augura a tutti Buon Natale: La Pigotta compie 20 anni

Con l’arrivo del Natale non poteva mancare l’impegno di Unicef che sul territorio di Santa Marinella e Santa Severa deve tutto alla sua portavoce Pina Tarantino, del Comitato di Civitavecchia.  Quest’anno le Pigotte compiono 20 anni, questo il loro appello:

ADOTTATEMI, per questo Natale, torno ancora una volta tra  voi,  sono la bambola di pezza dell’UNICEF che salva i bambini più vulnerabili. Nei prossimi giorni, grazie all’impegno di centinaia di volontari dell’UNICEF, potete ADOTTARMI in tante  piazze  o presso i Comitati provinciali dell’UNICEF. A Civitavecchia  sabato 22 dicembre  dalle ore 16 alle ore 18 , sarò  disponibile per  voi  presso il  Comitato UNICEF  in Via Giusti, 22 e prima di Natale farà visita anche nelle Piazze di Santa Marinella.

 ADOTTAMI   il tuo  contributo  di  20  euro si trasformerà in vaccini, alimenti terapeutici e assistenza per tanti bambini nel mondo”.

“In questo speciale anniversario, un pensiero particolare va a Jo Garceau, una nostra volontaria che ci ha lasciato da poco e che nel 1998 ha creato la prima Pigotta, ispirandosi alle bambole di pezza che la nonna confezionava per lei e le sue sorelle per Natale. Vorremmo che questo Natale tantissimi nonni e genitori regalassero con lo stesso amore una Pigotta ai loro figli e nipoti, salvando così le vite di milioni di bambini nel mondo”, ha aggiunto Francesco Samengo, Presidente dell’UNICEF Italia.

A partire da quest’anno, la Pigotta avrà un nuovo sito www.pigotta.it che conterrà al suo interno anche lo store dove, per la prima volta, sarà possibile scegliere la Pigotta che si vuole adottare.

“Avrà pure un cuore di pezza. Ma ogni anno salva migliaia di bambini”.

 

Un pezzo della storia di Santa Marinella all’abbandono: disavventure del vecchio fontanile Generazioni di santamarinellesi lo hanno avuto e lo hanno anche oggi nel cuore, ma nulla lo salva dai vandali

Il vecchio fontanile ancora al centro di discussioni ed interventi: un luogo che un tempo era il fulcro della vita dei santamarinellesi e che ora è abbandonato a se stesso, relegato al ruolo di fontanella da strada, è spesso al centro dell’attenzione per pulizie e restauri da atti vandalici e usura. Torna a far parlare di se in un comunicato di Casapound.

Nelle ultime settimane, Casapound ha concentrato la sua attenzione su collette alimentari, rivolte alle famiglie italiane bisognose della città, e a quelli che sono simboli più o meno dimenticati di Santa Marinella, ma soprattutto della sua cittadinanza.

Dopo aver puntato il dito sullo stato di abbandono della tomba etrusca all’interno della villa comunale di Via Rucellai, reperto archeologico in realtà noto a pochi ed escluso da qualsiasi circuito di visita cittadino, pur essendo una delle testimonianze più antiche della presenza umana del territorio, il circolo dell’estrema destra pone l’accento sulla situazione del vecchio fontanile di Vicolo della Scala, affianco al ponte della ferrovia che conduce a un altro rudere famoso della città: il vecchio cementificio Cerrano.

Il fontanile è, per chi ha vissuto Santa Marinella almeno dagli anni ’80, il più vecchio luogo di ritrovo della comunità: ancora venticinque o trent’anni fa,in molti lo usavano per raccogliere l’acqua e alcuni perfino per lavare i panni. Non era come oggi: la copertura era aperta ai lati e chiunque poteva accedere alla vasca principale. Pur avendo un aspetto tutt’altro che imponente, era abbastanza antico da far parte dei ricordi d’infanzia di molti anziani.

Il vecchio fontanile subì un primo restauro che gli cambio la livrea dalla sua tipica grigia a quella attuale, color sabbia, per poi venire circondato da una fila di finestroni in cotto, poi definitivamente murati per apparire com’è oggi, chiuso in una struttura che dovrebbe proteggerlo, ma che negli anni si è sempre dimostrata inefficace. Il suo nemico? Il vandalismo.

La struttura non riesce, infatti, a tenere lontani i malintenzionati che hanno come unico scopo imbrattare di scritte e danneggiarla e attualmente giace isolata in un angolo della città che, per quanto trafficato e abitato, è sufficientemente lontano da occhi vigili.

Già l’anno passato, i volontari della protezione civile e i tecnici del Comune avevano provveduto a una pulizia e a una ricostruzione, ma a quanto pare, la situazione è tornata punto e d’accapo: quale potrà essere ora la soluzione di ripristino che l’ente potrà adottare per questo scampolo di passato storico della città?

Il problema resta quello delle risorse economiche, che a ben vedere le ultime notizie provenienti dalla Regione Lazio che ha comminato una multa da ben 900 mila euro per il mancato pareggio di bilancio per l’anno 2017, trovare i fondi per restaurare nuovamente il fontanile e, magari monitorarlo, potrebbe diventare difficile.

Il Segnalibro: tra il latte e il miele, osservando il sole e i suoi fiori

Da qualche tempo mi sono appassionata alla lettura delle poesie. Prima mi capitava di leggerne qualcuna ogni tanto, versi celebri come quelli di Neruda o Prévert, Merini e Leopardi e naturalmente di tutti coloro di cui custodivo il ricordo dai tempi della scuola. Frequentando gruppi di lettura e potendomi confrontare con altre persone sull’argomento, anche attraverso i social, è nata in me una sete inappagabile di conoscere versi nuovi, approfondire alcuni autori, di condividere le sensazioni che le poesie mi suscitano.

È stato così che mi sono imbattuta in Rupi Kaur, nata in India nel 1992; si è trasferita, al seguito dei genitori, a Toronto, in Canada, quando aveva solo quattro anni. Ha cominciato a scrivere e a disegnare fin dalla più tenera età, incoraggiata dalla madre.

La sua prima raccolta di poesie, Milk and Honey, è uscita nel 2014, seguita l’anno scorso dalla seconda, The Sun and Her Flowers, entrambe edite da TRE60.

La particolarità delle sue opere è che ogni testo è accompagnato da un’immagine che enfatizza il contenuto della poesia; pochi versi arricchiti da illustrazioni che creano piccole scene dense di significato e che trasmettono una grande carica emotiva.

Con i suoi versi, la Kaur affronta le tematiche a lei più care, le stesse per cui era già ampiamente conosciuta sui social: dal femminismo all’amore analizzato e commentato con ironia e un pizzico di distacco, passando per il tema, sempre scottante, della violenza sulle donne. L’autrice è famosa anche per le immagini provocatorie postate online per far riflettere su questioni legate al femminismo, prima fra tutte la foto bandita da Instagram in cui mostrava una macchia di sangue sui pantaloni. Dalle immagini alle parole la sua attenzione per questa tematica è sempre presente, tanto che la sua opera è fonte di ispirazione per moltissime donne, soprattutto fra le più giovani.

“mi reggo in piedi
sui sacrifici
di milioni di donne prima di me
pensando
cosa posso fare
per rendere più alta questa montagna
in modo che le donne dopo di me
vedano più lontano”

– lascito

Oltre all’amore e alla gestione delle relazioni, leggiamo anche del rapporto con la sua famiglia e la sua storia personale, costellata dai disagi dell’appartenere a una minoranza etnica (è una Sikh). Molto spazio è dedicato al rapporto fra i due sessi, sia nei momenti di armonia e unione, sia in quelli di scontro. E nei suoi versi non risparmia il padre, figura violenta e autoritaria.

“hai fatto vivere
la tristezza in luoghi
in cui la tristezza non dovrebbe vivere”

La poesia non è come un romanzo

Il punto forte della poesia non sta in ciò che racconta ma nel modo in cui lo racconta.

Ecco, è la brevità dei suoi testi che mi ha catturata, le parole che sceglie mi trascinano nella sua realtà e mi fanno sentire vicina a lei, mi emozionano, mi fanno riflettere, mi fanno sentire fortunata per essere nata in una parte di mondo dove i miei diritti sono rispettati più che in altri Paesi. Sono poesie dirette come spilli che appuntano verità e ricordi sul cuore. Il suo stile è essenziale e universale, parla di se stessa ma di tutte le donne che condividono le sue stesse esperienze di vita ma oltre alla sofferenza ci parla anche del percorso di risalita, di guarigione, della dolcezza che arriva dopo l’amaro. 

La poesia è parte della nostra anima, la si deve sentire sotto pelle, scorrere dentro di noi come il sangue nelle vene, risvegliare il nostro mondo interiore. Non tutti siamo capaci di esprimere nero su bianco ciò che proviamo ma possiamo leggerci attraverso le parole di qualcun altro.

Ci fa sentire meno soli.

Eleonora Ortolani

Il Segnalibro: di Parigi, del Paradiso e degli orchi

“Degli orchi si può ridere e si può tremare, ma lui l’affronta con l’arma più importante: l’umorismo, espressione dell’etica”.

Così Stefano Benni definisce Daniel Pennac, professore di francese in un liceo parigino, nel suo primo romanzo del Ciclo Malaussene “Il paradiso degli orchi”, giallo ironico e divertente che ruota intorno alla figura di Benjamin Malaussene, che di lavoro fa il capro espiatorio in un grande magazzino, e alla sua strampalata famiglia fatta di fratellastri e sorellastre, tutti alquanto strani e visionari, figli di una madre sempre innamorata e continuamente incinta, che ogni volta lascia a lui il compito di crescere i propri fratelli.

Un’esilarante banda che indaga su una serie di oscuri attentati a Belleville, multietnico quartiere parigino.

Dopo “Il paradiso degli orchi”, il ciclo si concluderà con sei romanzi nell’edizione italiana dedicati alla realtà quotidiana di Benjamin e famiglia.

Il titolo, che richiama l’opera celebre “Il paradiso delle donne” di Emile Zola, è un poliziesco atipico, con una trama gradevole e scorrevole, buona dose di suspense, colpi di scena imprevisti, dove i personaggi la fanno da padrone sulla storia.

Pennac scrive con sottile umorismo, non volgare e non scontato.

È geniale come lo stile grottesco dello scrittore trasformi spaventose situazioni in romantiche e viceversa situazioni tenere in terribili.

Pennac è abile a giocare con le parole al fine di risultare, a volte, difficile da comprendere. Oscilla tra irreale, similitudini, metafore, ironia che richiede un’attenzione particolare.

Un libro geniale dove starete più volte per abbandonare la scena, ma che terminato vi porterà a non poterne più fare a meno.

Pennac, ironicamente, condanna ogni stereotipo sociale, e nel suo viaggio entusiasma nelle parole e nelle descrizioni atterrando in un finale meraviglioso, dove il crudo realismo diventa magia, dove il ritmo della narrazione porterà alla riscossa tutto il suo spirito inventivo.

“L’immaginazione non significa menzogna”, ma solo consapevolezza che piccoli e grandi orchi che credevamo estinti, purtroppo si aggirano ancora tra noi.

M.P.